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Documenti e Procedure

 
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Stex86
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MessagePosté le: Sam Oct 18, 2014 8:57 pm    Sujet du message: Documenti e Procedure Répondre en citant

Documenti e Procedure

Qui vengono riportati i documenti concistoriali, i manuali di procedure, i vademecum e tutto quello che riguarda l'attività del Tribunale di Giustizia Ordinaria.



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Stex86
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MessagePosté le: Sam Oct 18, 2014 9:37 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Scioglimento del Sacro Vincolo Matrimoniale

..."Quando due esseri condividono un amore pure, e intendono perpetuare la nostra specie procreando, Dio permette loro, tramite il sacramento del matrimonio, di vivere il loro amore. ...

...Ma, come il battesimo, il matrimonio è un impegno per la vita,..., scelto con giudizio, perchè una volta che...sarete sposati, non vi potrete più sottrare."

...la vita virtuosa è un ideale verso cui l'uomo deve tendere. E, nel suo cammino, può trovare aiuto nella preghiera. La preghiera può infatti essere il tramite con cui rinforzare questo amore quando necessario.


- dal libro delle virtu' - Vita di Christos, capitolo XIII -

Vi invitiamo pertanto a riflettere allorche' pensate di terminare un'unione benedetta dall'Altissimo, tentando di capire coloro che vi vivono accanto con la speranza di rinverdire quell'amore che vi vide vicini e consapevoli del suo significato.


Tuttavia coloro che desiderassero fare domanda di scioglimento del matrimonio presso questo Tribunale sono pregati di DI POSTARLA PRESSO

Citation:
http://forum.iregni.com/viewtopic.php?t=2169696
Forum 1 Regni Rinascimentali -> Santa Chiesa Aristotelica -> Segreteria Italica della Chiesa Aristotelica


E di utilizzare l'apposito modulo che là si trova.


ATTENZIONE: Si prega di allegare alla denuncia tutti i certificati (link), questo permetterà di procedere più velocemente. In difetto di ciò, segnalate gli estremi dei vostri battesimi e del vostro matrimonio e provvederemo d'ufficio con il fondato rischio di allungamento dei tempi.

N.B. Nel corso dei processi, in ogni sua fase, dalla raccolta dei documenti al dibattimento, ecc... è sempre necessario postare IDENTIFICATI cioè autenticandosi al forum. I post postati come guest (ospite) saranno ignorati dalla corte e rimossi il prima possibile.

Il ricorso al secondo grado (Rota Apostolica) avverso la sentenza di primo grado emessa dal presente tribunale deve essere rivolto al Procuratore, così come descritto nel Diritto Canonico della Santa Chiesa Aristotelica.

------------------------------------------------------------------------------------

Citation:



                  Sulla Fine del Matrimonio




Citation:
Natchiachia versò il vino dall'otre nel calice di Christos, e gli chiese:
"Maestro, soffro perchè qualcosa tormenta profondamente il mio cuore.
Io ti vorrei seguire nei tuoi insegnamenti, ma amo un uomo di nome Yhonny, lo amo di un amore puro, luminoso come un diamante... cosa dice Aristotele di questo e cosa devo fare?"
Christos le rispose:
"Quando due esseri condividono un amore puro, e intendono perpetuare la nostra specie procreando, Dio permette loro, tramite il sacramento del matrimonio, di vivere il loro amore.
Questo amore così puro, vissuto nella virtù, glorifica Dio, perchè Lui è amore, e l'amore che gli uomini condividono è il più grande dono
che Gli si possa fare.
Ma, come il battesimo, il matrimonio è un impegno per la vita Natchiachia, segli con giudizio, perchè una volta che tu e Yhonny sarete sposati, non vi potrete più sottrare."
E queste ultime parole stupirono molto i presenti, poichè a quel tempo era comune l'incostanza... Natchiachia ricominciò:
"Ma, Maestro, saremo abbastanza forti da rispettare questa scelta e vivere senza peccare?"
Allora Christos rispose:
"Sappi che è nella natura degli uomini quella di dubitare, e che l'amore che nutrono per Dio e per il suo prossimo può essere a rischio come tutto nella vita.
Ma la vita virtuosa è un ideale verso cui l'uomo deve tendere.
E, nel suo cammino, può trovare aiuto nella preghiera.
La preghiera può infatti essere il tramite con cui rinforzare questo amore quando necessario.
Non scordate nemmeno il potere della misericordia, che è garantito grazie a un sincero pentimento."


Non è possibile, parlando di matrimonio, fare altro che ribadire quanto esposto chiaramente dal Secondo Profeta.
Il matrimonio è una scelta per la vita.
Per questo è necessario farla con giudizio.
Ma non si creda che la scelta del matrimonio termini al momento della cerimonia.
Anzi, è proprio da quel momento che iniziano le maggiori difficoltà in una coppia.
Sappia bene, dunque, chi sceglie di sposarsi, che dovrà faticare molto perchè la relazione funzioni, perchè si coroni, pienamente benedetta da Dio, quella relazione d'amore iniziata con il sacramento.

Cosa fare dunque di fronte alle difficoltà?
Anche questo lo dice il Secondo Profeta.
La relazione di amore, è sempre una relazione a "rischio" poichè è la natura degli uomini quella di dubitare del proprio amore e dell'amore degli altri.
Spesso gli innamorati, presi dai loro sentimenti, non pensano al fatto che il loro amore potrebbe trovare difficoltà, dubbi, incertezze e per questo si arrendono ai primi ostacoli.
Dovrebbero sapere, invece, che tali difficoltà nascono in ogni rapporto d'amore e dunque l'ostacolo deve essere affrontato con coraggio e superato.
E questo grazie alla preghiera che dà forza, e al pentimento che permette di riprendere il cammino anche dopo molti sbagli.

Per questo motivo invitiamo:

  • prima di tutto i futuri sposi
    a riflettere bene sulla scelta di unirsi in matrimonio.
    Che non la facciano alla leggera, consapevoli che un matrimonio
    è una scelta coraggiosa ma definitiva.
    Che siano consapevoli che nel costruire una famiglia dovranno superare molti ostacoli e spesso dubiteranno dell'amore proprio e dell'altro.
    Ma che sappiano anche che spetta a loro tendere alla perfezione
    e che solo superando gli ostacoli potranno realizzare in terra una immagine dell'amore solare dell'Altissimo.

  • poi i sacerdoti,
    che nel preparare il sacramento rendano più consapevoli i due futuri sposi dell'impegno che si assumono e delle difficoltà che incontreranno,
    poichè non credano che la vita matrimoniale sia facile e non arrivino a scoraggiarsi alle prime difficoltà.

  • ed infine i vescovi e i tribunali episcopali
    perchè quando due coniugi si rivolgano a loro aiutino prima di tutto la coppia a trovare una soluzione ai loro problemi per mantenere salde le promesse fatte di fronte all'Altissimo.


Nonostante tutti gli sforzi e le preghiere, però,la Chiesa sa che l'uomo è fallibile e dunque, nella sua saggezza,
ha stabilito che possano esserci le basi per estinguere, sciogliere oppure annullare questo sacramento (DC L.I, parte II, sez. B).

Sull’estinzione

Qualora uno dei due coniugi
venga richiamato alla casa del Padre Celeste,
e cioè la sua anima sia eradicata in modo definitivo dal corpo,
il matrimonio è automaticamente estinto.
Non è dunque necessaria alcuna sentenza episcopale per dichiaralo tale.
Il coniuge superstite può dunque sposarsi nuovamente in piena libertà, dopo 30 giorni di lutto.
In casi dubbi, per certificare l’avvenuto decesso del coniuge, è sufficiente un semplice certificato di morte da parte del sacerdote che ha effettuato il funerale, o di quello di residenza del defunto, o di un suo superiore. Il sacerdote che celebra il matrimonio è tenuto a controllare con i mezzi a propria disposizione la definitiva morte del coniuge, nonchè che sia trascorso il periodo di vedovanza.

Sullo scioglimento

Qualora, non si sia riusciti a creare tra i due sposi un vincolo di vera amicizia, è possibile riprovare a creare un nuovo vincolo dopo essersi confessati, aver ricevuto l’assoluzione e fatto penitenza.
Dal momento che, però, a seguito della sentenza del tribunale episcopale,
cui spetta valutare la domanda di scioglimento, è compito dei Cardinali il controllo di eventuali pene punitive ed espiatorie, nonché ai divieti,
questo Concistoro Pontificio
desidera che tutto il territorio di lingua italica sappia che,
per dare omogeneità alle sentenze di annullamento:

Dopo aver visionato la sentenza dei tribunali episcopali
ed averne valutato i suggerimenti ivi espressi,
nell'attribuire le penitenze ed i limiti relativi
alla possibilità di contrarre nuovo matrimonio,
tranne che per casi particolari,
a partire da questa data, si atterrà
(nei casi non diversamente previsti dal Diritto Canonico)
a queste indicazioni:

Nei casi previsti negli art. 6.1, 6.2 e 6.3, e cioè:
  • La sparizione di sentimenti d’amore tra i due coniugi.
  • L’adulterio commesso da uno dei due coniugi;
  • L’abbandono del domicilio coniugale da parte di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi.


stabiliamo che:

Dopo il secondo scioglimento,
vi sarà divieto di risposarsi per almeno 10 mesi
(a partire da quando è stata presentata la domanda presso il tribunale competente)

Dopo il terzo scioglimento,
vi sarà divieto di risposarsi per almeno 20 mesi
(a partire da quando è stata presentata la domanda presso il tribunale competente)

Dopo il quarto scioglimento,
vi sarà divieto di risposarsi per almeno 30 mesi
(a partire da quando è stata presentata la domanda presso il tribunale competente)
E così via, aggiungendo 10 mesi per ogni ulteriore scioglimento.

Questi mesi dovranno servire al fedele per riflettere bene sul sacramento del matrimonio, poichè, se per ben due volte egli, o ella, ha fatto scelte che si sono rivelate affrettate, poichè non coronate da successo, seppure non per sua colpa, sarà comunque necessario che faccia proprie
le parole di Christos:


"scegli con giudizio"

Dunque i mesi obbligati di interdizione dal sacramento sono finalizzati proprio ad aiutare il fedele a scegliere con giudizio il successivo compagno o compagna ed a riflettere sull'importanza e sulle implicazioni
del sacramento del matrimonio.

Ovviamente ogni successivo eventuale errore
dimostra una accentuata difficoltà a fare le giuste scelte
e quindi la necessità di maggior tempo di riflessione
sul valore del sacramento e di valutazione sul futuro coniuge.

Nel caso previsto all’art. 6.4, invece, e cioè
  • La scomparsa di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi


In riferimento dunque alla sua irreperibilità
In Gratebus,
qualora essa sia la sola e unica motivazione di richiesta di scioglimento,
non vi sarà alcun divieto ad un matrimonio successivo
e non concorrerà nel calcolo dei mesi di divieto di matrimonio
sopra elencati.
Pertanto il coniuge che fa tale domanda potrà risposarsi dopo la sentenza episcopale di scioglimento.

Sull’annullamento

Riguardo all’annullamento,
essendo di competenza del Collegio Cardinalizio,
ricordiamo che su esso non può giudicare il Tribunale Episcopale,
che si limita a verificare i prosupposti e a trasmettere tale domanda al Concistoro, che ne discuterò con tutti i cardinali.
Essendo evento raro ed eccezionale,
ogni domanda verrà esaminata nella sua particolarità

Che Aristotele vi illumini

Sua Eminenza Tacuma de' Giustiniani Borgia
cardinale nazionale elettore
Arcivescovo di Genova
Conte imperiale di Monferrato



Sua Eminenza Carlotta Isabell Kali_ Borgia
Cardinale Nazionale Suffragante
Cardinale Inquisitore




Sua Eminenza Federico Edoardo Borgia
Cardinale Nazionale Suffragante
Primo Vice-Primate della Primazia del Sacro Romano Impero Nazioni Germaniche
Vescovo di Massa



Sua Eminenza Profeta Pucci Guerra
cardinale Emerito





fatto a Roma nel primo giorno
del mese di Luglio
dell'anno di Grazia 1461


Questo documento annulla ogni documento precedente in materia

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MessagePosté le: Sam Oct 18, 2014 9:40 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Revisione Matrimoniale per Irreperibilità

Tacuma a écrit:





                Revisione matrimoniale per irreperibilità


A nome del Coincistoro Pontificio Italofono
si rende noto a tutti membri della Santa Chiesa Aristotelica Romana d' Italia
e ai fedeli aristotelici

la prassi comportamentale da seguire nel caso in cui un coniuge venisse riconosciuto irreperibile dalle autorita'.
Poiche' in tal caso non si puo' procedere alla celebrazione del funerale, non essendoci distacco dell'anima dal corpo (eradicazione) e

considerando quanto recita il Diritto canonico ai punti

- Articolo 6.3 :L’abbandono del domicilio coniugale da parte di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi. Il coniuge riconosciuto colpevole di negligenza coniugale è passabile dell’impossibilità di risposarsi
e
- Articolo 6.4 : La scomparsa di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi

codesto Concistoro stabilisce quanto segue

I fedeli aristotelici qualificati come irreperibili dalle autorita' subiranno in contumax lo scioglimento dei voti matrimoniali, qualora il coniuge ne facesse domanda presso il tribunale di competenza.

Sara' compito poi di tale tribunale responsabile verificarne la veridicita' ed aprire il procedimento velocizzato di scioglimento.

Preghiamo perche' l'Altissimo vigili sulle nostre anime e sulle nostre azioni.


Stilato e ratificato a Roma,
nel Trentesimo giorno del mese di Aprile
dell'anno di grazia 1461


Per il Concistorio Pontificio Italofono

S.E. Tacuma de' Giustiniani Borgia
cardinale nazionale Elettore


S.Em. Carlotta Isabell Borgia detta Kali_
Cardinale Nazionale Suffragante



S.Em. Federico Edoardo Borgia detto Federico_il_rosso
Cardinale Nazonale Suffragante



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MessagePosté le: Sam Oct 18, 2014 9:42 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Casi di Vedovanza


Quando un coniuge muore è necessario fare costatare la vedovanza da un ecclesiastico, solitamente ci si rivolge al proprio parroco o comunque al clero parrocchiale di residenza. Il personale di questo tribunale sarà, su richiesta, disponibile a fornirvi ulteriori spiegazioni e consigli sulla procedura.
Si prega però, prima di ogni richiesta, di leggere il seguente comunicato.


Citation:



              Sulla morte e i funerali





    Citation:
    Aristotele: “È semplice: esattamente come il matrimonio, la morte è un evento definitivo. Bisogna dunque prepararvisi con cura. Se c’è una vita dopo la morte, allora la vita che conduciamo prima della morte deve essere consacrata alla preparazione della vita dopo la morte. Esattamente come la nostra vita prima del matrimonio deve essere consacrata alla preparazione della nostra vita dopo il matrimonio.”

    Epimanos: “Ho capito dove vuoi arrivare. Per te la morte non è altro che un passaggio che conduce a un’altra vita?”

    Aristotele: “Sì, e la nostra vita presente deve essere consacrata alla preparazione di quella vita futura.”
    (Aristotele Dialogo IV - L'avvenire dell'anima)



    Troppo spesso, ormai, il sacramento del funerale viene vissuto in maniera non consona, sottovalutato o, addirittura ignorato. Eppure esso il punto finale del nostro cammino di salvezza verso l'Altissimo, in quanto con esso si offre l'ultimo omaggio alle spoglie mortali e l'addio al mondo terrestre (DC 1.5). E benchè esso sia un diritto e non un dovere di un aristotelico senza tale importante passaggio il nostro viaggio mortale rimane deficitario di una tappa importante, come il pellegrino che viaggia verso un santuario importante e lungo la via si ferma nelle cattedrali incorciate per trovare conforto e forza alla fatica, e, poichè già in vista della meta, non si ferma a pregare nell'ultima chiesa che trova. Certo giungerà alla meta agognata, ma più stanco che se si fosse fermato anche in quell'ultima tappa.
    Ecco perchè è importante onorare le spoglie del defunto con questo ultimo sacramento. Con esso il legame di amicizia che ci ha legato in vita si prolunga oltre la morte poichè sappiamo che esso è immortale come la nostra anima.
    E' talmente importante che è l'unico sacramento, oltre il battesimo, che può essere celebrato anche per chi non è stato ancora battezzato (purchè non eretico, eterodosso o scomunicato) .

    E' per questo che Noi, membri del Concistoro Pontificio Italofono desideriamo:

    - che tutti gli aristotelici riflettano sull'importanza di tale sacramento, richiedendolo per i cari parenti e amici defunti, per salutarli definitivamente in modo degno, e onorare in questo modo l'amicizia che con loro hanno coltivato in vita

    - che tutti i religiosi ricordino ai fedeli l'importanza di tale sacramento, facendone comprendere a fondo la funzione salvifica, sia per chi è defunto, sia per chi rimane

    A seguito, inoltre, della diffusione di nuove malattie, e forme fin ora non diffuse di morte ed eradicazione , questo concistoro desidera ribadire alcuni principi fondamentali riguardo alla morte e ai funerale, nonchè dare nuove indicazioni operative.

    Sulla celebrazione dei Funerali

    - Il Funerale può essere celebrato solo e soltanto dopo che l'anima è stata eradicata definitivamente dal corpo. E dunque non può essere fatto quando l'anima è ancora presente nel corpo, seppure morto. Ugualmente non può essere celebrato qualora il presunto defunto sia semplicemente irreperebile, esso deve essere definitivamente scomparso, e non trovabile a seguito di ricerche da parte di chi celebra il sacramento.

    - Poichè i celebranti non sempre riescono da soli a definire l'avvenuta eradicazione è necessario che almeno 15 giorni prima del funerale si dia avviso pubblico nelle bacheche delle chiese della celebrazione del sacramento, in modo da dare ai cerusici il tempo di verificare la reale eradicazione dell'anima*.

    Sui certificati di Morte

    Un certificato di morte può essere rilasciato dai chierici di residenza del defunto o da coloro che hanno celebrato il funerale secondo le seguenti modalità.

    - Qualora sia stato celebrato il funerale esso può essere rilasciato da chi lo ha celebrato o dal sacerdote della parrocchia di residenza del defunto (o da un suo superiore) dopo aver verificato che il sacramento abbia avuto luogo

    - Qualora un defunto non abbia ricevuto il sacramento del funerale, e non vi sia quindi il corpo da poter esaminare, perchè lontano o già inumato, il sacerdote della parrocchia di residenza del defunto (o un suo superiore) può rilasciare un certificato di morte dopo aver verificato l'effettiva eradicazione e non prima di aver esposto pubblicamente un avviso pubblico in bacheca che rimanga visibile almeno 15 giorni, nel quale si chieda che se qualcuno ha notizie sul presunto defunto le porti all'attenzione dell'autorità religiosa*.


    Dunque le vostre lacrime non siano di tristezza ma di gioia, poiché l'Altissimo mi fa il più bello dei regali. AmateLo e Lui vi amerà. AdorateLo e Lui vi benedirà. Vivete nella virtù e Lui vi accoglierà al Suo fianco. (Oane)


    Scritto a Roma il V giorno del VI mese dell'anno di grazia MCDLXI

    Sua Eminenza Tacuma de' Giustiniani Borgia
    Cardinale Nazionale Elettore



    Sua Eminenza Carlotta Isabell Kali_ Borgia
    Cardinale Nazionale Suffragante
    Cardinale Inquisitore



    Sua Eminenza Federico Edoardo Borgia
    Cardinale Nazionale Suffragante



    Sua Eminenza Profeta Pucci Guerra
    Cardinale Nazionale Emerito




Questo documento annulla ogni documento precedente

*[hrp] Viene concesso a tutti i player un periodo di 15 giorni per informare le autorità religiose di eventuali cambi nome nel caso si desideri conservare lo stesso gdr.
E' necessaria la prova di identità, ossia la presenza del doppio nome sul profilo.

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MessagePosté le: Sam Oct 18, 2014 9:46 pm    Sujet du message: Répondre en citant

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MessagePosté le: Sam Oct 18, 2014 9:47 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Documento ufficiale sul Matrimonio IG

Citation:




                Documento ufficiale sul Matrimonio IG





Noi, Alti Prelati della Penisola Italica, appartenenti allo SRING, alle Venezie o al Regno delle Due Sicilie, desideriamo ribadire con veemenza l'importanza della consacrazione del sacramento nuziale, per ottenere la piena benedizione dell'Altissimo sulla coppia di fidanzati che decida, dopo il percorso necessario, di intraprendere la strada del matrimonio.

A seguito delle fondamentali decisioni di matrice dogmatica e dottrinale avvallate in questi giorni, la Santa Chiesa Aristotelica, nella persona di Sua Eminenza il Cardinale Aaron, dispone quanto segue:

Aaron a écrit:

Spiegazioni sul matrimonio IG ed il suo riflettevamo sul matrimonio religioso e GDR.

Un'innovazione è arrivata sui regni: il matrimonio IG. Molto si chiedevano precisazioni sui riflessi che può avere questa nuova regola sul gioco della chiesa.

Fondamentalmente, ciò non cambia nulla per il GDR della chiesa e nessuna modifica è prevista. Vedete questa nuova azione come un “più„ nella vita IG del vostro personaggio, esattamente come la nobiltà che non ha un effetto sui forum GDR (per richiamo, secondo le leggi del regno della Francia, ad esempio, la nobiltà di spada non dà il diritto di farsi chiamare nobile nel gioco GDR).

Occorre ricordare che SOLO i registri di Roma restano il riferimento ufficiale in qualsiasi cosa. Se un giocatore segna sulla scheda del suo personaggio che quest'ultimo è battezzato, quello non ha forza di legge, e solo i registri dei battesimi di Roma fanno riferimento. Lo stesso dicasi con il matrimonio IG. I matrimoni IG avranno valori soltanto se sono pubblicati nei registri di Roma (come lo sono i matrimoni GDR). Un matrimonio senza certificato, un matrimonio senza curato, un matrimonio con due personaggi dello stesso sesso, un matrimonio tra eretico o tra fedeli, non avranno valori agli occhi della chiesa GDR.

Tuttavia, “non avere valori agli occhi della chiesa„ non significa che Roma non vi attacca una certa forma d'attenzione. Due curati che si sposerebbero IG si vedrebbero perrseguiti GDR dalla chiesa, poiché anche se non riconosce quest'unione, nè rimane meno attenta ed interessata. È esattamente lo stesso atteggiamento per i matrimoni civili che la chiesa condanna. Matrimonium Porhibitem resta in applicazione, anche per i matrimoni IG che sono, in fine, soltanto un altro luogo per celebrare le unioni (come il forum allegati, il forum2, Roma, ecc.)

Occorre vedere l'interfaccia del matrimonio come una nuova possibilità per i fedeli aristotelici di sposarsi visibilmente e legare un po'più la IG al GDR. È il “più„!

Esempi verranno finalmente a chiarire un po'più le spiegazioni:

Marie e Joseph sono due fedeli della chiesa. Sono battezzati. Vogliono sposarsi e rispettano i passi del diritto Canonico (pubblicazione dei bandi, scelta del curato, cerimonia celebrata dal sacerdote…). Desiderano sposarsi IG.

=> essendo il matrimonio celebrato da un sacerdote ed essendo i passi canonici rispettati, il matrimonio sarà registrato nei registri di Roma come se il matrimonio fosse stato fatto sul forum. Quello resta della GDR, dove che sia fatto.


Marie e Joseph sono due fedeli della chiesa. Sono battezzati. Si sono sposati IG senza rispettare le formalità canoniche e non hanno la benedizione del sacerdote.

=> il matrimonio non è riconosciuto e non sarà registrato nei registri di Roma. Inoltre, il matrimonio sarà assimilato ad un'unione civile e cadrà sotto il colpo di Matrimonium Porhibitem.


Marie e Joseph sono due fedeli della chiesa. Sono battezzati e sposati dal 1455. Vogliono che appaiono in modo ufficiale (IG) il loro matrimonio.

=> possono risposarsi alla chiesa IG (cerimonia da definire, come un tipo di conferma, o semplicemente come un anniversario delle cerimonie nuziali). La posizione della chiesa resta invariata. Il matrimonio è pubblicato dal 1455 nei registri, e questa formalità IG è considerata soltanto come una conferma, piccolo “più„ sull'IG.

Paul e Martine sono sacerdoti della chiesa Aristotélicienne. Decidono di sposarsi IG.

=> il matrimonio non è riconosciuto e non sarà registrato nei registri di Roma. Inoltre, poiché il matrimonio dei sacerdoti è proibito dal diritto Canonico, incorreranno in sanzioni GDR come sarebbe avvenuto prima di questa novità.


Sylvie e Robert sono spinozisti. Si sposano alla chiesa IG e non hanno la benedizione del sacerdote (inevitabilmente).

=> il matrimonio non è riconosciuto (sono eretici, è logico) e non sarà registrato nei registri di Roma.


Marie e Joseph sono sposati IG (ed eventualmente GDR) ed il loro matrimonio è stato riconosciuto e pubblicato dalla chiesa. Decidono di divorziare come ciò è previsto dal diritto Canonico.

=> la loro domanda, se è giudicata ammissibile, condurrà alla dissoluzione del matrimonio, come era il caso del GDR in precedenza. Questo divorzio sarà pubblicato e registrato nei registri di Roma. Anche se la piccola frase “sposato a (…) e benedetto con (…) „ rimane sul profilo IG, la chiesa li riconoscerà così divorziati poiché SOLO i registri di Roma fanno fede. Sarà loro dunque possibile risposarsi ( ma nel limite della decenza, ndr).


Non dimenticate che i matrimoni IG sono come la nobiltà IG. Queste due applicazioni possono unirsi (personaggio nobile di spada IG e barone GDR) come essere “in contraddizione„ (personaggio non nobile IG e duca GDR).



Ottenendo la conferma della validità di tale posizione tramite la seguente dichiarazione:


JDW a écrit:
Celsius è al 100% in accordo con il documento di Aaron.



Invitiamo, pertanto, tutti i fedeli a prendere atto di queste precisazioni, affinché possano mantenersi retti e saldi nella via dell'Ortodossia universale aristotelica.

Stilato e ratificato in Roma
Il sesto giorno del mese di Marzo


S.Beat.Em. Tebaldus Cardinalem Foscari
Elector et Inquisitor Italicus
Patriarca Aquileiale
Archepiscopus Venetiarum
Pater Generalem Ordo Sancti Dominici




Sua Eminenza Reverendissima Cardinal-Primate Raniero Borgia
Primate degli Stati Pontifici e del Mezzogiorno D'Italia
Cardinale Romano Elettore
Vice Cancelliere della Santissima Inquisizione.



Sua Eccellenza Monsignor Tacuma de' Giustiniani
vice primate imperiale
arcivescovo di Pisa
sottosegretario apostolico italico



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MessagePosté le: Sam Oct 18, 2014 9:52 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Dal Diritto Canonico


Dalla nuova versione del DC - Scioglimento Matrimoniale

Citation:
Sezione B

Annullamento del Sacramento

Articolo 1 : Tutte le domande di estinzione, scioglimento o annullamento del sacramento del matrimonio, devono passare innanzitutto davanti all’Ufficialità Episcopale locale o competente.

Estinzione del sacramento del matrimonio.

Articolo 2 : L’estinzione del sacramento del matrimonio è una procedura automatica che non necessita di una constatazione dell’ufficialità diocesana.

Articolo 3 : L’estinzione del sacramento del matrimonio è applicabile in soli due casi:

  • Articolo 3.1 : Il decesso di uno dei due coniugi.

  • Articolo 3.2 : L’entrata nell’ordine di uno dei due coniugi.

  • Articolo 3.3 : Quando l’entrata nell’ordine è il motivo invocato, l’estinzione del sacramento implica una sospensione definitiva dei doveri coniugali.

  • Articolo 3.4: Quando l’entrata nell’ordine è il motivo invocato e vi è stata procreazione, l’estinzione del sacramento del matrimonio non implica una sospensione dei doveri parentali.


Articolo 4: Con l’estinzione del matrimonio, il matrimonio è ritenuto valido e legittimo, ma non produce più effetti nel futuro. Gli effetti verificatisi in passato sono legittimi e conservano la loro piena legittimità in perpetuo.

Scioglimento del sacramento del matrimonio

Articolo 5: Lo scioglimento del sacramento del matrimonio è un’estinzione di quest’ultimo a seguito della decisione dei coniugi di separarsi e di mettere fine alla loro vita di coppia.

Articolo 6: I motivi invocati per uno scioglimento del sacramento del matrimonio sono:

  • Articolo 6.1 : La sparizione di sentimenti d’amore tra i due coniugi.

  • Articolo 6.2: L’adulterio commesso da uno dei due coniugi; il consorte in difetto può incorrere nel divieto di risposarsi.

  • Articolo 6.3: L’abbandono del domicilio coniugale da parte di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi. Il coniuge riconosciuto colpevole di negligenza coniugale è passabile dell’impossibilità di risposarsi.

  • Articolo 6.4: La scomparsa di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi.


Articolo 7: Lo scioglimento del sacramento del matrimonio implica la rimozione degli obblighi matrimoniali tra i due coniugi.

Articolo 8: In caso di scioglimento, e in caso ci sia discendenza, gli obblighi parentali restano.

Articolo 9: In caso di scioglimento del sacramento del matrimonio, il matrimonio è riconosciuto valido e legittimo ma non produce più effetti nel futuro. Gli effetti verificatisi in passato sono legittimi e conservano la loro piena legittimità in perpetuo.

Articolo 10: Ogni richiesta di scioglimento di matrimonio è depositata, dai coniugi richiedenti, davanti all’Ufficialità Epicopale locale prima di essere mandata davanti al Concistoro Pontificale competente.

  • Articolo 10.1: E’ compito dell'Ufficialità Episcopale regolare e pubblicare la suddetta domanda come pena punitiva ed espiatoria. Quest’avviso sarà in seguito depositato presso il Concistoro Pontificale competente al fine di essere convalidato o rigettato.


Articolo 11: I Concistori Pontificali, nei territori sotto la loro giurisdizione, hanno la totale autorità riguardo allo scioglimento del sacramento del matrimonio, dall’imposizione di una pena punitiva ed espiatoria al controllo di quella presentata dall’ufficialità Episcopale, ai divieti per uno o entrambi i coniugi.

  • Articolo 11.1: I Concistori Pontificali, nei territori sotto la loro giurisdizione, sono abilitati a rivalutare il loro giudizio dopo dodici mesi del periodo d’espiazione.



Annullamento del sacramento del matrimonio.

Articolo 12: L’annullamento del matrimonio riconosce de facto il matrimonio come non retroattivo. Agli occhi della Chiesa, questo fatto non è mai esistito.

Articolo 13: In un Annullamento di Matrimonio, il matrimonio è riconosciuto invalido e illegittimo. Gli effetti avvenuti nel passato sono illegittimi e riconosciuti come tali a tempo indeterminato.

  • Articolo 13.1: Solo il Sommo Pontefice o un suo delegato può legittimare in via del tutto eccezionale che particolari effetti si sono verificati durante la vita illegittima della relazione


Articolo 14: Il Sacro Collegio dei Cardinali, a nome del Sommo Pontefice, è l’unico, autorizzato all’annullamento del sacramento del matrimonio.

Articolo 15: Ogni domanda di annullamento del matrimonio è depositata davanti l’ufficialità Episcopale locale e trasmessa al Concistoro Pontificale competente che giudica se di sua pertinenza. Poi il Concistoro la trasmette al Sacro Collegio dei Cardinali.

Articolo 16: E’ affidato al Concistoro Pontificale di regolare e di pubblicare un avviso sulla ricevibilità della domanda. Questo avviso sarà poi depositato presso il Sacro Collegio dei Cardinali che lo valuterà.

Articolo 17: Le cause dell’annullamento del matrimonio sono definite dalla ricevibilità della supplica e si limitano, quasi esclusivamente a gravi errori procedurali nella concessione del sacramento del matrimonio, all’abuso di fiducia o di finzione da parte di uno dei coniugi durante il matrimonio.


Citation:
Dal Diritto Canonico - La Giustizia della Chiesa

Libro 4 : La Giustizia della Chiesa


Parte I : Delle generalità e delle competenze

.Generalità

Articolo 1 : La Giustizia della Chiesa è amministrata dalla Congregazione della Santa Inquisizione, dicastero romano retto dal Cardinale-Cancelliere Grande Inquisitore.

Articolo 2 : La Giustizia della Chiesa è una componente generale della giustizia dei regni e risponde parimenti agli imperativi morali, scritti nella "La Carta dei Giudici," tenendo conto del suo ruolo e della sua missione.

.Competenze

Articolo 3 : La Giustizia della Chiesa è competente di tutte le violazioni del Dogma Aristotelico, della dottrina e del diritto Canonico della Chiesa Aristotelica, Universale e Romana. Si pronuncia sull'ortodossia degli atti sotto giudizio.

Articolo 4 : La La competenza della Giustizia della Chiesa si estende fin dove si estende l'abbraccio di Aristotele, ovvero in tutte le parrocchie dei regni.

Articolo 5 : Ogni persona può, salvo diversa approvazione da parte delle autorità competenti, essere accusatore, imputato o testimone.

Articolo 6 : Secondo l'articolazione delle fonti del diritto, la Giustizia della Chiesa seguirà questo preciso ordine di prevalenza :
- il Dogma Aristotelico
- le Dottrine
- il Diritto Canonico
- gli accordi, i trattati e i concordati giudicati validi dalle competenti autorità della Chiesa
- il costume giuridico
- la prassi

.Giurisdizione e reggenze

Articolo 7 : La Giustizia della Chiesa di suddivide in giustizia ordinaria e giustizia straordinaria.

Articolo 8 : La giustizia ordinaria, è retta in primo grado dal Tribunale Episcopale, in secondo grado dalla Rota Apostolica

Articolo 9 : La giustizia straordinaria, è retta in primo grado dal Tribunale Inquisitore, in secondo grado dal Tribunale Pontificio

Parte II : Dei Tribunali Episcopali

.Generalità

Articolo 1 : Può esistere un solo Tribunale Episcopale per diocesi. L'istituzione del Tribunale dipende del potere discrezionale del vescovo della diocesi eccezion fatta per taluni concordati o accordi particolari. Il Tribunale della diocesi in cui risiede l'arcivescovo è detto Tribunale Arciepiscopale. Esso conpensa tutte le mancanze del tribunale episcopale suffrangante.

.Composizione

Articolo 2 : I Tribunali Episcopali sono composti :
- Dal Vescovo della diocesi e da due Ufficiali Giudiziari. In taluni casi, un ufficiale giudiziario può essere sostituito da un chierico della provincia, se le circostanze lo richiedono, soprattutto se è coinvolto nel processo.
- Dal Procuratore Episcopale, assisto dal Vidame della provincia ecclesiastica da cui dipende il Tribunale Episcopale.

Articolo 3 : La presidenza del Tribunale Episcopale è assegnata al Vescovo della diocesi. Se il Vescovo è coinvolto nel processo, il caso passa al Tribunale Arciepiscopale o archiviato.

Articolo 4 : Il Procuratore ecclesiastico è nominato a vita dal Vescovo della diocesi da cui dipende il Tribunale, con il benestare della Congregazione della Santa Inquisizione, le cui condizioni previste sono definite nel regolamento interno della Congregazione. La nomina può essere revocata da un Cardinale Inquisitore su lettera circostanziale del vescovo, presidente del Tribunale.

Articolo 5 : Salvo disposizioni contrarie, è il Vidame l'incaricato a vegliare sull’applicazione della pena.

Articolo 6 : L'Ufficiale Giudiziario è nominato dal Vescovo che presiede il Tribunale Episcopale, per le sue conoscenza del Diritto Canonico. E' necessariamente un chierico. Assiste il vescovo, delibera con lui e si vede incaricato, con il Procuratore Episcopale, della tenuta degli archivi e dell'instradamento delle copie alla Congregazione della Santa Inquisizione e al Concistorio Pontificale.

Articolo 7 : Nel caso in cui il Tribunale Episcopale non possa essere composto al completo, sta al Vescovo della diocesi passare il processo al Tribunale Arciepiscopale, o, nel caso di assenza del Procuratore Episcopale, di farsi inviare un Procuratore Generale Ecclesiastico, o un Missus Inquisitionis che agisca come tale, dalla Congregazione della Santa Inquisizione, affinchè possa sostituirlo.

.Competenza territoriale

Articolo 8 : Il Tribunale Episcopale è competente per gli atti commessi nelle parrocchie della diocesi su di quale ha autorità, o per i parrocchiani che risiedono in tale diocesi. In caso di contestazione, la Congregazione della Santa Inquisizione o, per difetto, il Consistorio Pontificale competente, attribuisce la procedura al tribunale più adatto.

.Ricorsi

Articolo 9 : Ogni denuncia o ricorso al Tribunale Episcopale deve essere depositata tra le mani del Procuratore Episcopale o dei suoi assistenti.

Articolo 10 : Il ricorso al tribunale è assicurato dal Procuratore Episcopale, che può aprire il tribunale per conto proprio, incaricato da un funzionario della Santa Inquisizione, dal Concistorio Pontificale o da un Cardinale.



Parte IV : Del Tribunale Straordinario dell'Inquisizione

Articolo 1 : Il Tribunale Straordinario dell'Inquisizione, o Tribunale d'Inquisizione, è costituito da un Cardinale Inquisitore o da un Missus Inquisitionis, denominato "Inquisitore". La sua udienza è tenuta nel luogo delle indagini. L'Inquisitore svolge il doppio incarico di presidente e di procuratore all'interno del processo.

Articolo 2 : Il Missus Inquisitionis è incaricato da un Cardinale Inquisitore.

Articolo 3 : L'Inquisitore conduce l'istruttoria in segreto. Egli raccoglie le prove, interroga le parti e i testimoni, raccoglie le confessioni. Egli giudica l'opportunità di procedere e redige l'atto d'accusa.

Articolo 4 : Se un Tribunale Episcopale stava già indagando sullo stesso caso, di fatto lo lascia nelle mani dell'Inquisitore che rappresenta la giustizia straordinaria.

Articolo 5 : L'Inquisitore può ricorrere ad un interrogatorio preliminare o al grande interrogatorio, nel caso in cui solo dalla confessione degli accusati si possa stabilire la colpevolezza o l'innocenza. Durante l'interrogatorio non si deve spargere sangue, uccidere o causare invalidità permanente.

Articolo 6 : Nonostante disponga di poteri discrezionali e la possibilità di tener lontana qualsiasi interferenza esterna, l'Inquisitore deve, quanto più possibile, farsi affiancare nella conduzione del processo dal Vescovo che amministra la diocesi dove siede il Tribunale dell'Inquisizione, eccezion fatta per la Santa Sede dove è il Cardinale Camerlengo a ricoprire il ruolo del vescovo.

Articolo 7 : Davanti al Tribunale dell'Inquisizione l'accusato ha il diritto ad essere assistito da un avvocato, necessariamente di fede aristotelica.

Articolo 8 : La procedura nel Tribunale dell'Inquisizione segue il modello del processo nel Tribunale Episcopale.



Parte VI : Della Procedura

.La Procedura del Tribunale

Articolo 1 : Il ricorso al tribunale è affidato ad un Procuratore Ecclesiastico, che una denuncia sia depositata o meno.

Articolo 2 : Il Procuratore Ecclesiastico è incaricato dell’istruttoria del processo, che conduce in segreto. Riunisce le prove, interroga le parti ed i testimoni e raccoglie le confessioni. Giudica l’opportunità di procedere, redige e fa la lettura dell’atto di accusa. Non è autorizzato a far uso dell’interrogatorio (tortura).

Articolo 3 : L’imputato ha il diritto di farsi difendere da un avvocato di fede aristotelica, ecclesiastico o laico, dopo che il procuratore avrà deciso se aprire il processo e per tutta la durata della procedura.

Articolo 4 : Le prove ed i contenuti dell'accusa devono essere comunicati alla difesa qualora ne faccia domanda.

Articolo 5 : Il Tribunale ascolta, in seduta pubblica, le argomentazioni del Procuratore Ecclesiastico e della difesa.

Articolo 6 : La sentenza è pronunciata e la pena è emessa dopo la delibera del Vescovo, che avrà cura di sentire prima il parere dei suoi assistenti.

Articolo 7 : Se è giudicato colpevole, limputato può appellarsi al Tribunale dell’Inquisizione. In questo caso, il Procuratore Ecclesiastico deve trasmettere l’integralità delle prove ed del dossier alla Congregazione della Santa Inquisizione.

Articolo 8 : Il procuratore ecclesiastico può, a propria discrezione, chiedere appello, per la decisone presa dal Tribunale, al Tribunale Pontificio.


.Procedura inquisitoriale

Articolo 9 : L’Inquisizione si occupa di salvare le anime. Per fare ciò, la procedura inquisitoriale si articola in sei parti:
- I tempi della grazia
- L’appello dei testimoni
- La deposizione dei testimoni
- L’interrogatorio dell’imputato, che ha aperto il processo stesso
- La sentenza di riconciliazione degli eretici pentiti e di condanna dei recidivi
- L’esecuzione della sentenza

Articolo 10 : Il tempo della grazia è fissato dall’inquisitore, prima del processo, e può durare al massimo trenta giorni durante i quali tutti i colpevoli possono abiurare.


- Articolo 10.1 Durante il tempo della grazia, l’inquisitore fa appello ai testimoni, direttamente o in pubblica piazza tramite un banditore

Articolo 11 : Vengono ascoltate le deposizioni dei testimoni. Della loro deposizione, solo la sostanza è annotata.


- Articolo 11.1: Anche se nei tribunali civili i giudici hanno l’abitudine, per scoprire la verità, di confrontare i testimoni con l’imputato, questo metodo non può essere né impiegato né utilizzato nei tribunali dell'inquisizione.

- Articolo 11.2: Il testimone denuncia qualsiasi coinvolgimento nella "Perversione eretica" dell’accusato. Egli deve giurare di mantenere la fede Aristotelica e abiurare tutte le eresie.

- Articolo 11.3: Se il testimone ammette di aver avuto qualsiasi simpatia per l’eresia, ma ammette di aver sbagliato e si pente, da testimone diventa un imputato; la sua deposizione diviene confessione, la quale porta ad un’abiura solenne, a cui segue un’assoluzione accompagnata da una penitenza leggera in tempo di grazia. Egli pubblicherà poi una "lettera di pentimento", che sia un salvacondotto nei confronti delle autorità religiose ed un brevetto di ortodossia.

N.B. La penitenza leggera potrà essere, a discrezione del giudice, indossare un banner di vergogna per un periodo di tempo decretato, o il pellegrinaggio, proporzionato in misura e distanza alla gravità dei reati confessati.

Articolo 12 : Passato il tempo di grazia, tutte le persone condannate per eresia, colpevoli di eresia o di apostasia, che non si sono presentate, divengono sospettate.


- Articolo 12.1: Tra i sospetti sono inclusi:

- Gli eretici (i capi di sette)
- Gli eretici (i fedeli della setta e gli adepti dell’eresia)
- I sospettati (coloro che dimostrano di provare zelo per gli eretici)
- I celatori (coloro che non denunciano gli eretici)
- I recettori (coloro che hanno ospitato almeno due volte degli eretici, per proteggere loro o il loro incontro)
- I difensori (coloro che difendono gli eretici con parole o con atti contro l’Inquisizione)
- I recidivi (coloro che, dopo aver abiurato l’eresia, cadono nuovamente nell’errore)

Articolo 13 : L'evocazione è la convocazione pubblica del sospettato prima dell’istanza, prima della formalizzazione e della messa in piedi dell’accusa. L'evocazione ha il compito di far comprendere la gravità dei fatti al sospettato e permettergli di abiurare i suoi reati prima dell’accusa. E’ un punto di riferimento pubblico dell’apertura della procedura.

Articolo 14 : Il sospettato arriverà, sia che abbia risposto spontaneamente all’appello, sia che sia stato arrestato e condotto per mezzo dei soldati davanti ai giudici. Egli legge le testimonianze che lo accusano, senza rivelare il nome dei testimoni.

Articolo 15 : In un primo momento, l'Inquisitore fa giurare all’accusato sul "Libro delle Virtù" di dire la verità su tutto quanto gli verrà chiesto.

Articolo 16 : In seguito, l'inquisitore domanderà all’accusato di riconoscere il dogma, la dottrina e gli insegnamenti della Chiesa Aristotelica.

Articolo 17 : Domanderà poi all’accusato se sa perché è accusato e da chi.

Articolo 18 : L'Inquisitore interrogherà infine l’imputato fino a quando non saprà la verità.


- Articolo 18.1: Agli occhi del Tribunale, se il sospettato è riuscito a giustificarsi, allora è libero

- Articolo 18.2: Il sospettato è colpevole. Egli può ancora confessare e pentirsi, può rifarsi a casi precedenti, ma non più in tempo di grazia, la pena aumenta e può allora incorrere o nel muro o nella prigione penitenziale.

N.B. Esistono penitenze al muro: il muro largo, in cui ci si accorda per l’acquisto del cibo, il diritto di visita e i permessi di uscire; e il muro stretto, nel quale al colpevole è razionato il pane e l’acqua, i piedi sono con i ferri.

- Articolo 18.3: Il sospettato non abiura, ma è giudicato colpevole. Egli è immediatamente colpito dalla pena del muro, nella condizione del muro stretto, fino a nuova decisione. Se il muro lo fa confessare, alloora si rimanda ai casi precedenti.

Articolo 19 : Se il sospettato citato non compare in giudizio - si nasconde, è andato in esilio - è sistematicamente condannato in contumacia come: "Eretico per definitiva sentenza". Ciò implica la confisca immediata dei suoi beni che saranno venduti a beneficio dell’autorità che detiene il potere spirituale superiore nel luogo dov’era domiciliato il condannato.


- Articolo 19.1: Se egli viene arrestato, il processo può cominciare. Il contumacioso – la persona condannata per contumacia - viene condannata al muro per sempre, nella condizione di muro stretto.

Articolo 20 : Per gli eretici condannati si prospettano 3 scenari:
- L’eretico abiura spontaneamente: viene condannato ad una semplice penitenza. Può essere indicata l’entrata in un ordine.
- L’eretico è arrestato, confessa e fa atto di contrizione: è condannato ad una semplice penitenza, può andare anche al muro perpetuo.
- L’eretico è arrestato, ma è ostinato a rimanere nell'errore, rifiutando di abiurare: è condannato come eretico impenitente e ci si rimette al braccio secolare.


.La Sentenza

Articolo 21 : La sentenza è letta solennemente al condannato, generalmente la domenica, dopo la messa, sul pulpito o sulla piazza di fronte alla grande folla di autorità religiose e di laici. E’ il "sermone generale" che può raggruppare condanne multiple.

Articolo 22 : L’esecuzione delle sentenze civili e dela morte sono sempre opera del potere temporale.

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MessagePosté le: Sam Oct 18, 2014 9:53 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Delle Prove nei Processi

Si riportano stralci del comunicato della Santa Chiesa Aristotelica e Romana in merito alla disciplina della presentazione delle "prove" e del loro peso nei procedimenti.

Citation:
si emanano alcune rettifiche riguardanti le modalità di valutazione delle prove di giustizia ordinaria nei processi dei tribunali episcopali delle Primazia Imperiale, della Primazia degli Stati Pontifici e del Regno delle Due Sicilie e del Patriarcato di Aquileia, e in quelli di giustizia straordinaria nei tribunali della Santissima Inquisizione.

Le prove visive (screen) sono sempre state reputate, dalla giustizia ordinaria e sopratutto da quella straordinaria della chiesa, come principali prove in tutti i livelli procedurali.
Ad esse sono state associate le testimonianze uditive (testimoni) che però per la maggior parte dei casi hanno avuto un ruolo meno rilevante e sono state utilizzate come rafforzamento delle prove visive (screen) in possesso e quasi mai come prove a sè stanti.

Poichè i tempi mutano e con essi anche ciò che ci circonda, la chiesa ha necessità di aggiornarsi e di provare nuove strade che potrebbero portare a soluzioni più sicure, rigorose ed esenti da errori.
E' per questo motivo che si decide con il presente comunicato di provare a tempo indeterminato e fino a quando non si avranno dei risultati concreti atti a poter valutare con cognizione di causa gli effetti scaturiti, di utilizzare in tutte le varie procedure della giustizia ordinaria e straordinaria della Chiesa, le testimonianze uditive che saranno assunte (dopo attenta valutazione) come prove principali. Le prove visive (screen) saranno utilizzate in questo periodo sperimentale come ausilio alle varie fasi della giustizia ma, mai assunti come prove di primaria importanza o contenenti indiscutibili verità.

Invitiamo quindi chiunque, dalla data di questo comunicato. si dovesse interfacciare con la giustizia della chiesa (in tutte le sue forme) di presentare principalmente testimonianze uditive trascritte (anche fatte pervenire in forma privata al personale addetto come consentito dal Diritto Canonico)e solo per conoscenza prove visive (screen) in quanto saranno prese in considerazione maggiormente le prime.

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