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[I] Libro 2 - Regimini secularis ecclesiae

 
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Endymion
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MessagePosté le: Lun Juil 11, 2016 4:21 pm    Sujet du message: [I] Libro 2 - Regimini secularis ecclesiae Répondre en citant

Citation:


    ........
    Regimini secularis ecclesiae
    Bolla pontificia « Per il governo della Chiesa secolare ».







    Libro 2 : L'episcopato, il sacerdozio e le circoscrizioni religiose


    2.1 L'Apostolato


    Parte I : Le Province e le Diocesi


    Articolo 1 : La diocesi è una circoscrizione religiosa nella quale i fedeli sono affidati ad un vescovo, erede della tradizione episcopale in quanto successore degli apostoli, affinché egli ne sia la guida religiosa con l'aiuto e la cooperazione dei suoi chierici.

    Articolo 2 : La diocesi è suddivisa in parrocchie, il cui numero varia a seconda della diocesi.

    Articolo 3 : Le diocesi sono raggruppate in una provincia ecclesiastica sotto l'autorità di un arcivescovo metropolitano.

    Articolo 4 : Le province ecclesiastiche sotto uno stesso potere temporale sovrano sono raggruppate in una primazia e poste sotto l'autorità di un primate, quando il loro numero è di almeno 2 e sono composte insieme da almeno 4 diocesi.

      - Articolo 4.1 : Una primazia è diretta da un'assemblea episcopale costituita almeno dagli arcivescovi metropolitani all'interno di essa, ed ha come potere la nomina e la revoca dei vescovi del suo territorio.

      - Articolo 4.2 : Ogni primazia è dotata di un proprio statuto, approvato dal Sacro Collegio.

      - Articolo 4.3 : Le aree linguistiche che non possono rivendicare lo status di primazia sono erette a vice-primazia, annesse ad una primazia esistente o dirette da un prelato plenipotenziario nominato dal Sacro Collegio.

      - Articolo 4.4 : La Curia può anche annettere temporaneamente una provincia religiosa a una primazia vicina, o riunire temporaneamente più province religiose in una sola primazia.

      - Articolo 4.5 : La Curia può dividere una primazia in più vice-primazie al fine di facilitare il funzionamento. Questa vice-primazia funzionano allo stesso modo delle primazie.




    Parte II : L’Episcopato

    Quando si utilizza il termine « vescovo »", esso raggruppa senza distinzioni tutti coloro che detengono una carica episcopale, siano essi vescovi o arcivescovi.

    Articolo 1 : In seno alla Chiesa, dopo il Sovrano Potefice ed i cardinali, vengono i vescovi.

    Articolo 2 : Il vescovo è un chierico scelto dal Papa, o dai suoi pari con il consenso del Papa, per dirigere una diocesi. Può essere revocato a discrezione di queste stesse persone.

    Articolo 3 : Non può esserci che un solo vescovo a dirigere una diocesi.

    Articolo 4 : Si distinguono 2 categorie episcopali: i vescovi "in funzione" e i vescovi onorari.

    Articolo 5 : Un vescovo "in funzione" può essere o un arcivescovo metropolitano, o un arcivescovo suffragante, o un vescovo suffragante a seconda dello status della diocesi alla quale è legato. Queste distinzioni non sono distinzioni di natura ma di onore.

    Articolo 6 : Il vescovo governa la sua diocesi entro i limiti stabiliti dalla sua assemblea episcopale, dal Diritto Canonico della Chiesa, dalle dottrine e dai regolamenti emessi da Essa.

      - Articolo 6.1 : Il vescovo nomina e revoca i membri del suo consiglio diocesano.

      - Articolo 6.2 : Il vescovo può coprire il posto vacante dei curati Res Parendo e In Gratebus, nominare e revocare i parroci sotto la sua giurisdizione.

      - Articolo 6.3 : Il vescovo nomina e revoca i cappellani delle cappelle nobiliari sotto la sua giurisdizione, su richiesta della nobiltà o a sua discrezione.

      - Articolo 6.4 : Il vescovo nomina e revoca i cappellani delle organizzazioni laiche e militari, fatta eccezione per gli Ordini militari e religiosi riconosciuti da Roma, registrati sotto la sua diocesi.

      - Articolo 6.5 : Il vescovo ha il diritto di fornire la propria opinione nei casi di scomunica, di abbandono del sacerdozio, o di annullamento di un sacramento presso il Concistoro Pontificio competente.

      - Articolo 6.6 : Il vescovo ha il diritto di aggiungere regole che limitano la concessione dei sacramenti con l'autorizzazione della Congregazione del Santo Uffizio.

    Article 7 : I vescovi emeriti sono dei vescovi onorari che hanno svolto il loro incarico di vescovo in modo corretto e regolare per più di 3 mesi; essi portano questo titolo di diritto per 2 mesi. Le assemblee episcopali possono regolamentare i loro diritti all'interno della loro stessa assemblea. Essi non hanno una maggiore autorità all'interno della loro diocesi.

    Articolo 8 : I vescovi in partibus sono nominati dal Sacro Collegio a nome del Sovrano Pontefice su proposizione eventuale di una assemblea episcopale. Essi integrano l'assemblea episcopale della primazia in cui risiedono.

    Articolo 9 : La dignità episcopale è concessa ad alcuni chierici di alto rango, come i rettori degli ordini religiosi, i grandi maestri degli ordini militari e religiosi, gli abati del monastero In Gratebus ed i prefetti delle congregazioni.



    Parte III : Le cariche episcopali e diocesane


    Articolo 1 : Arcivescovo metropolitano – Il quadrittico causale :

    La causa materiale = deve essere ordinato e teologo della Chiesa.
    La causa efficiente = è eletto dall’assemblea episcopale da cui la diocesi dipende.
    La causa formale = è incaricato da due dei suoi pari con l’accordo del Papa.
    La causa finale = è membro a tutti gli effetti delle assemblee episcopali dalle quali dipende almeno una parrocchia sotto la sua giurisdizione. Dirige una Provincia ecclesiastica e generalmente una diocesi.

    Articolo 2 : Vescovo e Arcivescovo suffragante – Il quadrittico causale :

    La causa materiale = deve essere ordinato e teologo della Chiesa.
    La causa efficiente = è eletto dall’assemblea episcopale da cui la diocesi dipende.
    La cause formale = è incaricato da due dei suoi pari con l’accordo del Papa.
    La causa finale = è membro a tutti gli effetti delle assemblee episcopali dalle quali dipende almeno una parrocchia sotto la sua giurisdizione, a meno che lo statuto interno di queste assemblee limiti l'accesso al solo arcivescovo metropolitano. Dirige una diocesi.

    Articolo 3 : Vescovo Primate – Il quadrittico causale :

    La causa materiale = deve essere stato vescovo in modo corretto e regolare per più di 3 mesi.
    La causa efficiente = è designato dalla sua assemblea secondo le regole stabilite dalla stessa assemblea.
    La causa formale = è incaricato dal camerlengo o dall’arcidiacono di Roma.
    La causa finale = il vescovo Primate è, a nome della sua assemblea, il superiore gerarchico diretto di tutti i vescovi dipendenti dalla sua primazia.

      - Articolo 3.1 : Nell’ipotesi in cui il primate prende le sue decisioni da solo, il concilio episcopale ha la facoltà di denunciarlo a posteriori, e di sostituire al decretale del primate il suo proprio, su domanda di uno dei suoi membri.

      - Articolo 3.2 : Il primate conserva le proprie responsabilità a livello della sua provincia o della sua diocesi.

    Articolo 4 : Vescovo Vice-Primate – Il quadrittico causale :

    La causa materiale = deve essere vescovo al momento della sua nomina
    La causa efficiente = è designato dal vescovo primate secondo le regole stabilite dalla sua assemblea.
    La causa formale = è incaricato dal primate.
    La causa finale = sostituisce il Primate.

      - Articolo 4.1 : Il vescovo vice primate, in caso di assenza o d’inabilità del Primate, lo sostituisce con tutti i poteri giuridici e di rappresentanza, presiede o vota fino alla risoluzione dell’inabilità del Primate.

      - Articolo 4.2 : Il vice primate conserva le proprie responsabilità a livello della sua provincia o della sua diocesi.

    Articolo 5 : Vescovo emerito – Il quadrittico causale :

    La causa materiale = deve essere stato vescovo (non emerito) in modo corretto e regolare per più di 3 mesi.
    La causa efficiente = lo diventa automaticamente per un periodo di 2 mesi.
    La causa formale = è confermato dall’assemblea di cui faceva parte.
    La causa finale = è membro di diritto dell’assemblea episcopale di cui fa parte la sua residenza principale.

      - Articolo 5.1 : Il titolo di emerito è un titolo transitorio e onorifico, ha per obiettivo il permettere la transizione al momento di un trasferimento o di uno spostamento.

    Articolo 6 : Vescovo In Partibus – Il quadrittico causale :

    La causa materiale = deve essere stato un sacerdote particolarmente meritevole ed esemplare, e avere partecipato all'edificazione della Chiesa.
    La causa efficiente = è designato dalla curia o dal Papa, ma può essere proposto da un'assemblea episcopale.
    La causa formale = è incaricato dal Camerlengo, dall’Arcidiacono di Roma o dal primate dell'assemblea episcopale da cui dipende.
    La causa finale = può essere membro a tutti gli effetti dell’assemblea episcopale di cui fa parte la sua residenza principale.

      - Articolo 6.1 : Il vescovo In partibus perde il suo titolo se riprende la direzione di una diocesi o di un'arcidiocesi su cui la sua autorità episcopale è effettiva. Al di fuori di questa perdita automatica del titolo, solo la morte o la Curia possono revocare o cambiare il titolo di In Partibus.

    Articolo 7 : Il Vicario Generale – Il quadrittico causale :

    La causa materiale = deve essere un sacerdote. In mancanza di un Arcidiacono Primo, non ci può che essere un solo vicario generale per provincia ecclesiastica.
    La causa efficiente = è nominato dal suo arcivescovo metropolitano.
    La causa formale = è incaricato dal suo arcivescovo metropolitano.
    La causa finale = ha l’incarico di aiutare e di sostituire il suo arcivescovo nella gestione della provincia.

      - Articolo 7.1 : La medaglia di Aristotele è dorata e verde.

    Articolo 8 : L'Arcidiacono Primo – Il quadrittico causale :

    La causa materiale = deve essere un fedele della Chiesa. In mancanza di un Vicario Generale, non ci può che essere un solo Arcidiacono Primo per provincia ecclesiastica.
    La causa efficiente = è nominato dal suo arcivescovo metropolitano.
    La causa formale = è incaricato dal suo arcivescovo metropolitano.
    La causa finale = ha l’incarico di aiutare e di sostituire il suo arcivescovo nella gestione della provincia.

      - Articolo 8.1 : La medaglia di Aristotele è argentata e verde.

    Article 9 : Il Vicario diocesano – Il quadrittico causale:

    La causa materiale = deve essere un sacerdote. In mancanza di un Arcidiacono, non ci può che essere un solo vicario diocesano per diocesi o arcidiocesi.
    La causa efficiente = è nominato dal suo vescovo.
    La causa formale = è incaricato dal vescovo che lo nomina.
    La causa finale = ha l’incarico di aiutare e sostituire il suo vescovo nella gestione della diocesi.

      - Articolo 9.1 : La medaglia di Aristotele è dorata e verde.

    Articolo 10 : L’Arcidiacono – Il quadrittico causale :

    La causa materiale = deve essere un fedele della Chiesa. In mancanza di un Vicario Diocesano, non ci può che essere un solo arcidiacono per diocesi o arcidiocesi.
    La causa efficiente = è nominato dal suo vescovo.
    La causa formale = è incaricato dal vescovo che lo nomina.
    La causa finale = ha l’incarico di aiutare e sostituire il suo vescovo nella gestione della diocesi.

      - Articolo 10.1 : La medaglia di Aristotele è argentata e verde.

    Articolo 11 : Il Capitolare – Il quadrittico causale :

    La causa materiale = deve essere fedele della Chiesa.
    La causa efficiente = è nominato dal vescovo della sua diocesi o della sua provincia.
    La causa formale = è incaricato dal vescovo della sua diocesi o della sua provincia.
    La causa finale = ha l’incarico di aiutare il suo vescovo in una missione precisa.

      - Articolo 11.1 : Il numero di Capitolari per diocesi è a discrezione del vescovo, in misura ragiovevole.

      - Articolo 11.2 : Il Capitolare beneficia degli stessi benefici Res Parendo del Canonico.

    Articolo 12 : Il Canonico – Il quadrittico causale :

    La causa materiale = deve essere un fedele della Chiesa e teologo della Chiesa aristotelica [livello 3 via della Chiesa].
    La causa efficiente = è nominato dal vescovo della sua diocesi.
    La causa formale = è incaricato dal vescovo della sua diocesi.
    La causa finale = ha l’incarico di aiutare il suo vescovo In Gratebus nella gestione della diocesi o della provincia.

      - Articolo 12.1 : Il numero di Canonici è limitato a 6 per le arcidiocesi metropolitane, 5 per le arcidiocesi suffraganti e 4 per le diocesi.

      - Articolo 12.2 : Le funzioni dei Canonici sono determinate dal presente articolo : consulente religioso (solo a livello metropolitano), responsabile delle diocesi (a livello metropolitano e diocesano), responsabile della tesoreria, responsabile della dottrina, responsabile delle relazioni con i parroci, segugio (a tutti i livelli).




    Testo canonico sul Clero Secolare,
    Dato e approvato a Roma dal Sacro Collegio sotto il pontificato del Santissimo Padre Eugene V il ventiduesimo giorno del mese di luglio, mercoledì, dell'anno di grazia MCDLVII, il giorno di Santa Maria Maddalena.

    Prima pubblicazione ad opera del defunto Sua Eminenza Jeandalf il diciottesimo giorno del mese di agosto, sabato, dell'anno di grazia MCDLV, il giorno di Sant'Elena Apostolo ; rivisto e pubblicato da Sua Eminenza Aaron de Nagan, Cardinale Camerlengo, l'undicesimo giorno del mese di luglio, venerdì, dell'anno di grazia MCDLVI, il giorno di San Benedetto; rivisto, modificato e pubblicato con il precedente il ventiquattresimo giorno del mese di luglio, venerdì, dell'anno di grazia MCDLVII.





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Endymion
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MessagePosté le: Lun Juil 11, 2016 4:23 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Citation:


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    Regimini secularis ecclesiae
    Bolla pontificia « Per il governo della Chiesa secolare ».







    Libro 2 : L'episcopato, il sacerdozio e le circoscrizioni religiose


    2.2 Le Parrocchie (parroci e loro aiuti, cappellani, cappellani nobiliari)

    Il clero parrocchiale


    La parrocchia religiosa è, in primo luogo, una suddivisione geografica all’interno di una Diocesi.
    Nella chiesa aristotelica la parrocchia designa nello stesso tempo un’area geografica precisa, il “territorio della parrocchia”, e il gruppo di persone che abita su questo territorio e che costituisce la comunità parrocchiale.

    La parola proviene dal latino parocchia, utilizzata nelle prime comunità aristoteliche per designare il territorio di una città episcopale. Nel V° secolo, essa è già vicina al suo senso attuale poiché si applica ai territori e alle comunità esistenti al di fuori delle sede episcopale.

    È dunque possibile far parte di diverse parrocchie, ma, a livello amministrativo, si dipende direttamente dalla parrocchia cittadina della propria residenza principale [hrp: quella visibile sul profilo].

    Esistono 3 tipi di parrocchie tutte dipendenti da un vescovo che è dunque il superiore religioso diretto del responsabile della parrocchia.

    Un chierico potrà occuparsi di più parrocchie, ma dovrà esservi incaricato dallo stesso vescovo, infatti un chierico responsabile di parrocchia non può dipendere da più vescovi. Ciò vale anche per i diaconi e i vicari responsabili di parrocchia e, inoltre, per gli aiutanti, poiché essi sono indirettamente sotto l’autorità dello stesso vescovo del loro diretto superiore .

    Un Parroco, un diacono, un vicario, un cappellano o un cappellano nobiliare non può celebrare i sacramenti al di fuori della parrocchia di cui è stato incaricato senza l’autorizzazione del suo Vescovo e del responsabile della parrocchia in questione.


    1) La parrocchia comunale o cittadina.

    La parrocchia comunale si trova obbligatoriamente in una città o in un villaggio aperto, identificato come parrocchia, e che disponga di una chiesa, un municipio, dei residenti e un mercato.

    La chiesa parrocchiale è il luogo di raccolta della comunità davanti alla quale il Parroco e i suoi assistenti celebrano le differenti cerimonie, come le due messe settimanali.
    La parrocchia comunale non può avere più di 3 responsabili riconosciuti come tali.
    La parrocchia comunale può avere alla sua guida un Parroco, un vicario o un diacono.
    Il responsabile della parrocchia può avere 2 aiutanti, che possono essere diacono o vicario.
    Gli aiutanti supplementari come accolito, amministratore laico della finanze, sacrestano, non sono considerati chierici, anche se è necessario l’accordo del Vescovo per nominarli essi sono sotto la responsabilità diretta del responsabile parrocchiale che li ha nominati.

    Il parroco, e solo lui, può confessare nella chiesa parrocchiale [obbligo limitazione IG].
    Potrà nominare 3 confessori In Gratebus (IG) che potranno ascoltare la confessione dei fedeli ma non potranno dare l’assoluzione rispettando il diritto canonico.

    Parroco



    La causa materiale: deve essere sacerdote e teologo della Chiesa aristotelica [3° liv via della chiesa].
    La causa efficiente: è nominato dall’Arcivescovo o dal Vescovo di cui la parrocchia comunale o cittadina è dichiarata dipendente.
    La causa formale: è incaricato dall’Arcivescovo o dal Vescovo da cui dipende la parrocchia dove è stato nominato .
    La causa finale:
    Il Parroco può celebrare tutti i sacramenti aristotelici tranne l’ordinazione.
    Ha l’incarico Res Parendo (RP) e In Gratebus (IG) della gestione religiosa, economica e amministrativa della sua parrocchia.
    Può nominare due chierici per aiutarlo che siano vicario o diacono, e tanti accoliti quanti ne desidera purché abbia il benestare del suo vescovo.
    Potrà nominare 3 Confessori parrocchiali In Gratebus [non ancora codificato].

    Cumulo : il Parroco è una carica principale, egli non può dunque accumularla con un’altra carica principale.

    Diacono e vicario

    Vicario


    Diacono


    La causa materiale : deve essere un fedele della Chiesa, se è ordinato il diacono porta il nome di vicario.
    La causa efficiente: è nominato dal Parroco della sua parrocchia con l’accordo del suo Vescovo (o Arcivescovo).
    La causa formale : è incaricato dal Parroco della sua parrocchia o dal suo Vescovo (o Arcivescovo).
    La causa finale : egli ha l’incarico rappresentativo della gestione religiosa della parrocchia dove è stato nominato.

    I diaconi e i vicari possono celebrare tutti i sacramenti aristotelici tranne l’ordinazione.
    Non possono nominare dei confessori ne alcun membro del clero parrocchiale, essi dipendono direttamente dal Parroco, o, nel caso manchi, dal Vescovo.

    Cumulo : diacono e vicario sono cariche secondarie legate dunque alle regole del cumulo.
    Essi possono accumularlo con altre cariche secondarie o primarie nel clero secolare ma unicamente se questa carica dipende dallo stesso vescovo.
    Un Cardinale o un Vescovo in partibus potrà tuttavia essere vicario.

    Sacrestano (facente Funzione di Parroco).

    La causa materiale : deve essere battezzato e teologo della Chiesa aristotelica [3° liv via della chiesa].
    La causa efficiente: è nominato dall’Arcivescovo o dal Vescovo di cui la parrocchia comunale o cittadina è dichiarata dipendente.
    La causa formale : è incaricato dall’Arcivescovo o dal Vescovo da cui la parrocchia dove è stato nominato dipende.

    La causa finale :
    E' necessario fare il possibile per evitare i sacrestani come carica fissa, e utilizzarli solo per compensare a una mancanza reale del parroco.
    Il sacrestano si occupa della sacrestia e prepara dunque l’uffizio IG per l’officiante.
    Esistono due tipi di Sacrestano: i semplici fedeli e i diaconi.

    a) I semplici fedeli.
    Se è un semplice fedele, non è considerato come un chierico e non può rivendicarsi come tale. Tuttavia in pubblico dovrà agire da buon aristotelico e non disonorare la carica in nessun modo, sotto pena della scomunica.
    Dovrà reindirizzare le richieste di sacramento ad un chierico che se ne può incaricare.

    b) I diaconi o vicari
    Se è diacono oltre alla funzione di Sacrestano, conserva il titolo di Diacono e tutto ciò che questo comporta.

    Se è un vicario che prende l’incarico, egli diventa parroco per il tempo della nomina.

    cumulo: mentre è sacrestano, il chierico è sottomesso alle stesse interdizioni al cumulo del Parroco, è dunque una carica principale.

    Nota : Il sacrestano dovrà rendere noto il suo status con un avviso ben visibile all’entrata della chiesa.

    Gli accoliti

    La causa materiale : deve essere un fedele della Chiesa.
    La causa efficiente : è nominato dal Parroco della sua parrocchia con l’accordo del suo Vescovo (o Arcivescovo).
    La causa formale : è assunto dal Parroco della sua parrocchia o dal suo Vescovo (o Arcivescovo).
    La causa finale:
    Riceve una missione precisa dal suo superiore, è generalmente un fedele desideroso di istruirsi religiosamente per divenire diacono o vicario in seguito.
    A seconda della sua missione porta un nome differente come sacrestano, fabbriciere (incaricato delle finanze), messaggero, intendente, ecc.
    Essi non sono considerati chierici e sono sotto la responsabilità diretta di colui che li nomina.

    Cumulo : non essendo chierici per la loro funzione di accolito non sono legati ad alcuna interdizione di cumulo.

    Confessore parrocchiale In Gratebus

    La causa materiale : deve essere teologo della Chiesa
    La causa efficiente: è nominato dal parroco della sua parrocchia.
    La causa formale : è incaricato dal parroco della sua parrocchia.
    La causa finale: è incaricato delle confessioni in Dio della parrocchia dove è stato nominato. Non potrà dare l’assoluzione res parendo se non è sacerdote.

    Cumulo : non essendo chierici nella loro funzione di confessori In Gratebus [IG], essi non sono vincolati ad alcuna interdizione di cumulo.


    2) Parrocchia nobiliare (feudo)

    La parrocchia nobiliare è obbligatoriamente un dominio, riconosciuto come feudo e comportante una cappella e almeno una residenza.
    La parrocchia nobiliare deve essere legata ad una diocesi, preferibilmente vicina dal punto di vista geografico, ma il nobile proprietario della parrocchia nobiliare potrà scegliere il suo Vescovo, in accordo con questo, tra i vescovi nazionali, cardinali inclusi. Tuttavia uno stesso prelato non dovrà avere a suo carico più feudi di quelli che ne può
    degnamente gestire.


    La cappella è il luogo di raccolta dei proprietari e dei loro invitati davanti ai quali il cappellano nobiliare e i suoi assistenti celebrano differenti cerimonie.
    La Parrocchia nobiliare non può avere che 1 responsabile riconosciuto come tale.
    La Parrocchia nobiliare può avere alla sua guida un cappellano nobiliare, ordinato o meno.
    Gli aiutanti supplementari come l’accolito, il fabbriciere (incaricato delle finanze), il sacrestano non sono considerati chierici. Essi sono sotto la responsabilità del cappellano nobiliare e non possono esercitare al di fuori del territorio della Parrocchia nobiliare.

    Cappellano nobiliare



    o




    La causa materiale : deve essere fedele alla Chiesa e essere accreditato dalla congregazione della diffusione della fede.
    La causa efficiente : è assunto da un fedele che appartiene alla nobiltà
    La causa formale : è incaricato e sotto l’autorità del Vescovo della diocesi da cui dipende il feudo.
    A seconda del sesso se è laico si dirà Fratello o Sorella cappellano; se è sacerdote, Padre o Madre cappellano.
    La causa finale :
    Ha l’incarico rappresentativo della gestione religiosa del, o dei feudi per i quali è nominato (i feudi devono dipendere dallo stesso Vescovo).
    Può celebrare tutti i sacramenti aristotelici tranne l’ordinazione.
    Non può nominare dei confessori né alcun membro del clero parrocchiale, dipende direttamente dal Vescovo che l’ha nominato.

    Cumulo : il Cappellano nobiliare è una carica secondaria legata dunque alle regole del cumulo.
    Può accumularla con una delle altre cariche secondarie o primarie nel clero secolare ma unicamente se questa carica dipende dallo stesso Vescovo.
    Un Cardinale o un Vescovo in partibus potrà tuttavia essere cappellano nobiliare.


    3) Parrocchia comunitaira

    In certi casi delle comunità, delle associazioni, delle confraternite, delle gilde o dei gruppi militari possono aver bisogno tra le loro fila di una guida religiosa.
    Queste corporazioni devono presentarsi al vescovo della loro regione che potrà attribuire a loro un responsabile religioso che porti quindi il titolo di cappellano.

    Cappellano (fuori OMR )



    o



    La causa materiale: deve essere un fedele della Chiesa e essere accreditato dalla congregazione della diffusione della fede.
    La causa efficiente : è assunto da un gruppo laico, militare o civile.
    La causa formale : dipende dal gruppo di cui il cappellano è incaricato e è definita della congregazione della diffusione della fede.
    A seconda del sesso se è laico si dirà Fratello o Sorella cappellano; se è sacerdote, Padre o Madre cappellano.
    La causa finale :
    Ha incarico rappresentativo della gestione religiosa del gruppo presso il quale è stato nominato.
    Può celebrare tutti i sacramenti tranne l’ordinazione.
    Non può nominare dei confessori né alcun membro del clero parrocchiale. Dipende amministrativamente dalla congregazione della diffusione della fede.

    Cumulo : Cappellano è una carica secondaria vincolata dunque alle regole del cumulo.
    Può accumulare una delle altre cariche secondarie o primarie nel clero secolare ma unicamente se questa carica dipende dallo stesso Vescovo.
    Un Cardinale o un Vescovo in partibus potrà tuttavia essere cappellano.

    Parrocchia comunitaria a vocazione nazionale

    Se la comunità ha vocazione di essere nazionale essa dipenderà direttamente dal primate o ,se ce ne è uno, dal chierico responsabile dei cappellani.





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    Eccezioni al Diritto Canonico sul Clero Secolare - Regimini Secularis Ecclesiae





    Viste le numerose differenze territoriali che regolano la penisola italica e le terre d'Irlanda, Noi, Cardinali, riuniti nel Sacro Collegio, abbiamo deliberato e ordinato, e con il nostro presente editto perpetuo e definitivo, deliberiamo ed ordiniamo la pubblicazione delle eccezioni relative al libro 2 del Diritto Canonico della Santa Chiesa Aristotelica e Romana che porta il titolo di Regimini Secularis Ecclesiae, definite e citate più avanti. Gli articoli modificati, emendati o aggiunti prendono il posto di quelli stabiliti dal diritto Canonico universale che non si applica relativamente a questi articoli nelle zone territoriali definite dal presente editto.

    L'essenza delle modifiche è relativa alla trasmissione di potere al livello superiore, che passa dalla diocesi all'arcidiocesi metropolitana. I cambiamenti principali, di ordine terminologico, sono la sostituzione del termine generale di « vescovo » con quello più preciso di « arcivescovo metropolitano».


    Parte I

      è modificato come segue :

    Articolo 4.1 : Una primazia è diretta da un'assemblea episcopale costituita almeno dagli arcivescovi metropolitani all'interno di essa, ed ha come potere la nomina e la revoca degli arcivescovi metropolitani del suo territorio.


    Parte II

      è modificato come segue :

    Articolo 2 : L'arcivescovo metropolitano è un chierico scelto dal Papa, o dai suoi pari con il consenso del Papa, per dirigere un'arcidiocesi metropolitana. Può essere revocato a discrezione di queste stesse persone.

    Articolo 6.3 : L'arcivescovo metropolitano nomina e revoca i cappellani delle cappelle nobiliari sotto la sua giurisdizione, su richiesta della nobiltà o a sua discrezione.

    Articolo 6.4 : L'arcivescovo metropolitano nomina e revoca i cappellani delle organizzazioni laiche e militari, fatta eccezione per gli Ordini militari e religiosi riconosciuti da Roma, registrati sotto la sua diocesi.

    Articolo 6.5 : L'arcivescovo metropolitano ha il diritto di fornire la propria opinione nei casi di scomunica, di abbandono del sacerdozio, o di annullamento di un sacramento presso il Concistoro Pontificio competente.

    Articolo 6.6 : L'arcivescovo metropolitano ha il diritto di aggiungere regole che limitano la concessione dei sacramenti con l'autorizzazione della Congregazione del Santo Uffizio.


    Parte II

      viene aggiunto :

    Articolo 6.2 bis : L'arcivescovo metropolitano può coprire il posto vacante dei seggi apostolici Res Parendo e In Gratebus, nominare e revocare i vescovi delle diocesi della sua provincia ecclesiastica sotto la sua giurisdizione.


    Parte III

      è modificato come segue :

    Articolo 1 : Arcivescovo metropolitano – Il quadrittico causale :

    La causa finale = è membro a tutti gli effetti delle assemblee episcopali dalle quali dipende almeno una parrocchia sotto la sua giurisdizione. Dirige una Provincia ecclesiastica e generalmente una diocesi. Nomina e revoca i vescovi delle diocesi della sua provincia ecclesiastica.

    Articolo 2 : Vescovo e arcivescovo suffragante – Il quadrittico causale :

    La causa efficiente = è nominato dall'arcivescovo metropolitano da cui la diocesi dipende.



    Testo canonico eccezionale sul Clero Secolare,
    Dato e approvato a Roma dal Sacro Collegio sotto il pontificato del Santissimo Padre Eugene V il ventisei del mese di luglio, mercoledì, dell'anno di grazia MCDLVII.

    Pubblicato da Sua Eminenza Rehael, Cardinale-Camerlengo, il ventottesimo giorno del mese di settembre, lunedì, dell'anno di grazia MCDLVII






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