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Diritto Canonico e Comunicati

 
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Franciscus_bergoglio



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MessagePosté le: Mar Mar 31, 2015 11:19 am    Sujet du message: Diritto Canonico e Comunicati Répondre en citant

Dalla nuova versione del DC - Scioglimento Matrimoniale

Citation:
Sezione B

Annullamento del Sacramento

Articolo 1 : Tutte le domande di estinzione, scioglimento o annullamento del sacramento del matrimonio, devono passare innanzitutto davanti all’Ufficialità Episcopale locale o competente.

Estinzione del sacramento del matrimonio.

Articolo 2 : L’estinzione del sacramento del matrimonio è una procedura automatica che non necessita di una constatazione dell’ufficialità diocesana.

Articolo 3 : L’estinzione del sacramento del matrimonio è applicabile in soli due casi:

  • Articolo 3.1 : Il decesso di uno dei due coniugi.

  • Articolo 3.2 : L’entrata nell’ordine di uno dei due coniugi.

  • Articolo 3.3 : Quando l’entrata nell’ordine è il motivo invocato, l’estinzione del sacramento implica una sospensione definitiva dei doveri coniugali.

  • Articolo 3.4: Quando l’entrata nell’ordine è il motivo invocato e vi è stata procreazione, l’estinzione del sacramento del matrimonio non implica una sospensione dei doveri parentali.


Articolo 4: Con l’estinzione del matrimonio, il matrimonio è ritenuto valido e legittimo, ma non produce più effetti nel futuro. Gli effetti verificatisi in passato sono legittimi e conservano la loro piena legittimità in perpetuo.

Scioglimento del sacramento del matrimonio

Articolo 5: Lo scioglimento del sacramento del matrimonio è un’estinzione di quest’ultimo a seguito della decisione dei coniugi di separarsi e di mettere fine alla loro vita di coppia.

Articolo 6: I motivi invocati per uno scioglimento del sacramento del matrimonio sono:

  • Articolo 6.1 : La sparizione di sentimenti d’amore tra i due coniugi.

  • Articolo 6.2: L’adulterio commesso da uno dei due coniugi; il consorte in difetto può incorrere nel divieto di risposarsi.

  • Articolo 6.3: L’abbandono del domicilio coniugale da parte di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi. Il coniuge riconosciuto colpevole di negligenza coniugale è passabile dell’impossibilità di risposarsi.

  • Articolo 6.4: La scomparsa di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi.


Articolo 7: Lo scioglimento del sacramento del matrimonio implica la rimozione degli obblighi matrimoniali tra i due coniugi.

Articolo 8: In caso di scioglimento, e in caso ci sia discendenza, gli obblighi parentali restano.

Articolo 9: In caso di scioglimento del sacramento del matrimonio, il matrimonio è riconosciuto valido e legittimo ma non produce più effetti nel futuro. Gli effetti verificatisi in passato sono legittimi e conservano la loro piena legittimità in perpetuo.

Articolo 10: Ogni richiesta di scioglimento di matrimonio è depositata, dai coniugi richiedenti, davanti all’Ufficialità Epicopale locale prima di essere mandata davanti al Concistoro Pontificale competente.

  • Articolo 10.1: E’ compito dell'Ufficialità Episcopale regolare e pubblicare la suddetta domanda come pena punitiva ed espiatoria. Quest’avviso sarà in seguito depositato presso il Concistoro Pontificale competente al fine di essere convalidato o rigettato.


Articolo 11: I Concistori Pontificali, nei territori sotto la loro giurisdizione, hanno la totale autorità riguardo allo scioglimento del sacramento del matrimonio, dall’imposizione di una pena punitiva ed espiatoria al controllo di quella presentata dall’ufficialità Episcopale, ai divieti per uno o entrambi i coniugi.

  • Articolo 11.1: I Concistori Pontificali, nei territori sotto la loro giurisdizione, sono abilitati a rivalutare il loro giudizio dopo dodici mesi del periodo d’espiazione.



Annullamento del sacramento del matrimonio.

Articolo 12: L’annullamento del matrimonio riconosce de facto il matrimonio come non retroattivo. Agli occhi della Chiesa, questo fatto non è mai esistito.

Articolo 13: In un Annullamento di Matrimonio, il matrimonio è riconosciuto invalido e illegittimo. Gli effetti avvenuti nel passato sono illegittimi e riconosciuti come tali a tempo indeterminato.

  • Articolo 13.1: Solo il Sommo Pontefice o un suo delegato può legittimare in via del tutto eccezionale che particolari effetti si sono verificati durante la vita illegittima della relazione


Articolo 14: Il Sacro Collegio dei Cardinali, a nome del Sommo Pontefice, è l’unico, autorizzato all’annullamento del sacramento del matrimonio.

Articolo 15: Ogni domanda di annullamento del matrimonio è depositata davanti l’ufficialità Episcopale locale e trasmessa al Concistoro Pontificale competente che giudica se di sua pertinenza. Poi il Concistoro la trasmette al Sacro Collegio dei Cardinali.

Articolo 16: E’ affidato al Concistoro Pontificale di regolare e di pubblicare un avviso sulla ricevibilità della domanda. Questo avviso sarà poi depositato presso il Sacro Collegio dei Cardinali che lo valuterà.

Articolo 17: Le cause dell’annullamento del matrimonio sono definite dalla ricevibilità della supplica e si limitano, quasi esclusivamente a gravi errori procedurali nella concessione del sacramento del matrimonio, all’abuso di fiducia o di finzione da parte di uno dei coniugi durante il matrimonio.

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Franciscus_bergoglio



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MessagePosté le: Mar Mar 31, 2015 11:21 am    Sujet du message: Répondre en citant

Dal Diritto Canonico - La Giustizia della Chiesa

Citation:
Libro 4 : La Giustizia della Chiesa


Parte I : Delle generalità e delle competenze

.Generalità

Articolo 1 : La Giustizia della Chiesa è amministrata dalla Congregazione della Santa Inquisizione, dicastero romano retto dal Cardinale-Cancelliere Grande Inquisitore.

Articolo 2 : La Giustizia della Chiesa è una componente generale della giustizia dei regni e risponde parimenti agli imperativi morali, scritti nella "La Carta dei Giudici," tenendo conto del suo ruolo e della sua missione.

.Competenze

Articolo 3 : La Giustizia della Chiesa è competente di tutte le violazioni del Dogma Aristotelico, della dottrina e del diritto Canonico della Chiesa Aristotelica, Universale e Romana. Si pronuncia sull'ortodossia degli atti sotto giudizio.

Articolo 4 : La La competenza della Giustizia della Chiesa si estende fin dove si estende l'abbraccio di Aristotele, ovvero in tutte le parrocchie dei regni.

Articolo 5 : Ogni persona può, salvo diversa approvazione da parte delle autorità competenti, essere accusatore, imputato o testimone.

Articolo 6 : Secondo l'articolazione delle fonti del diritto, la Giustizia della Chiesa seguirà questo preciso ordine di prevalenza :
- il Dogma Aristotelico
- le Dottrine
- il Diritto Canonico
- gli accordi, i trattati e i concordati giudicati validi dalle competenti autorità della Chiesa
- il costume giuridico
- la prassi

.Giurisdizione e reggenze

Articolo 7 : La Giustizia della Chiesa di suddivide in giustizia ordinaria e giustizia straordinaria.

Articolo 8 : La giustizia ordinaria, è retta in primo grado dal Tribunale Episcopale, in secondo grado dalla Rota Apostolica

Articolo 9 : La giustizia straordinaria, è retta in primo grado dal Tribunale Inquisitore, in secondo grado dal Tribunale Pontificio

Parte II : Dei Tribunali Episcopali

.Generalità

Articolo 1 : Può esistere un solo Tribunale Episcopale per diocesi. L'istituzione del Tribunale dipende del potere discrezionale del vescovo della diocesi eccezion fatta per taluni concordati o accordi particolari. Il Tribunale della diocesi in cui risiede l'arcivescovo è detto Tribunale Arciepiscopale. Esso conpensa tutte le mancanze del tribunale episcopale suffrangante.

.Composizione

Articolo 2 : I Tribunali Episcopali sono composti :
- Dal Vescovo della diocesi e da due Ufficiali Giudiziari. In taluni casi, un ufficiale giudiziario può essere sostituito da un chierico della provincia, se le circostanze lo richiedono, soprattutto se è coinvolto nel processo.
- Dal Procuratore Episcopale, assisto dal Vidame della provincia ecclesiastica da cui dipende il Tribunale Episcopale.

Articolo 3 : La presidenza del Tribunale Episcopale è assegnata al Vescovo della diocesi. Se il Vescovo è coinvolto nel processo, il caso passa al Tribunale Arciepiscopale o archiviato.

Articolo 4 : Il Procuratore ecclesiastico è nominato a vita dal Vescovo della diocesi da cui dipende il Tribunale, con il benestare della Congregazione della Santa Inquisizione, le cui condizioni previste sono definite nel regolamento interno della Congregazione. La nomina può essere revocata da un Cardinale Inquisitore su lettera circostanziale del vescovo, presidente del Tribunale.

Articolo 5 : Salvo disposizioni contrarie, è il Vidame l'incaricato a vegliare sull’applicazione della pena.

Articolo 6 : L'Ufficiale Giudiziario è nominato dal Vescovo che presiede il Tribunale Episcopale, per le sue conoscenza del Diritto Canonico. E' necessariamente un chierico. Assiste il vescovo, delibera con lui e si vede incaricato, con il Procuratore Episcopale, della tenuta degli archivi e dell'instradamento delle copie alla Congregazione della Santa Inquisizione e al Concistorio Pontificale.

Articolo 7 : Nel caso in cui il Tribunale Episcopale non possa essere composto al completo, sta al Vescovo della diocesi passare il processo al Tribunale Arciepiscopale, o, nel caso di assenza del Procuratore Episcopale, di farsi inviare un Procuratore Generale Ecclesiastico, o un Missus Inquisitionis che agisca come tale, dalla Congregazione della Santa Inquisizione, affinchè possa sostituirlo.

.Competenza territoriale

Articolo 8 : Il Tribunale Episcopale è competente per gli atti commessi nelle parrocchie della diocesi su di quale ha autorità, o per i parrocchiani che risiedono in tale diocesi. In caso di contestazione, la Congregazione della Santa Inquisizione o, per difetto, il Consistorio Pontificale competente, attribuisce la procedura al tribunale più adatto.

.Ricorsi

Articolo 9 : Ogni denuncia o ricorso al Tribunale Episcopale deve essere depositata tra le mani del Procuratore Episcopale o dei suoi assistenti.

Articolo 10 : Il ricorso al tribunale è assicurato dal Procuratore Episcopale, che può aprire il tribunale per conto proprio, incaricato da un funzionario della Santa Inquisizione, dal Concistorio Pontificale o da un Cardinale.



Parte IV : Del Tribunale Straordinario dell'Inquisizione

Articolo 1 : Il Tribunale Straordinario dell'Inquisizione, o Tribunale d'Inquisizione, è costituito da un Cardinale Inquisitore o da un Missus Inquisitionis, denominato "Inquisitore". La sua udienza è tenuta nel luogo delle indagini. L'Inquisitore svolge il doppio incarico di presidente e di procuratore all'interno del processo.

Articolo 2 : Il Missus Inquisitionis è incaricato da un Cardinale Inquisitore.

Articolo 3 : L'Inquisitore conduce l'istruttoria in segreto. Egli raccoglie le prove, interroga le parti e i testimoni, raccoglie le confessioni. Egli giudica l'opportunità di procedere e redige l'atto d'accusa.

Articolo 4 : Se un Tribunale Episcopale stava già indagando sullo stesso caso, di fatto lo lascia nelle mani dell'Inquisitore che rappresenta la giustizia straordinaria.

Articolo 5 : L'Inquisitore può ricorrere ad un interrogatorio preliminare o al grande interrogatorio, nel caso in cui solo dalla confessione degli accusati si possa stabilire la colpevolezza o l'innocenza. Durante l'interrogatorio non si deve spargere sangue, uccidere o causare invalidità permanente.

Articolo 6 : Nonostante disponga di poteri discrezionali e la possibilità di tener lontana qualsiasi interferenza esterna, l'Inquisitore deve, quanto più possibile, farsi affiancare nella conduzione del processo dal Vescovo che amministra la diocesi dove siede il Tribunale dell'Inquisizione, eccezion fatta per la Santa Sede dove è il Cardinale Camerlengo a ricoprire il ruolo del vescovo.

Articolo 7 : Davanti al Tribunale dell'Inquisizione l'accusato ha il diritto ad essere assistito da un avvocato, necessariamente di fede aristotelica.

Articolo 8 : La procedura nel Tribunale dell'Inquisizione segue il modello del processo nel Tribunale Episcopale.



Parte VI : Della Procedura

.La Procedura del Tribunale

Articolo 1 : Il ricorso al tribunale è affidato ad un Procuratore Ecclesiastico, che una denuncia sia depositata o meno.

Articolo 2 : Il Procuratore Ecclesiastico è incaricato dell’istruttoria del processo, che conduce in segreto. Riunisce le prove, interroga le parti ed i testimoni e raccoglie le confessioni. Giudica l’opportunità di procedere, redige e fa la lettura dell’atto di accusa. Non è autorizzato a far uso dell’interrogatorio (tortura).

Articolo 3 : L’imputato ha il diritto di farsi difendere da un avvocato di fede aristotelica, ecclesiastico o laico, dopo che il procuratore avrà deciso se aprire il processo e per tutta la durata della procedura.

Articolo 4 : Le prove ed i contenuti dell'accusa devono essere comunicati alla difesa qualora ne faccia domanda.

Articolo 5 : Il Tribunale ascolta, in seduta pubblica, le argomentazioni del Procuratore Ecclesiastico e della difesa.

Articolo 6 : La sentenza è pronunciata e la pena è emessa dopo la delibera del Vescovo, che avrà cura di sentire prima il parere dei suoi assistenti.

Articolo 7 : Se è giudicato colpevole, limputato può appellarsi al Tribunale dell’Inquisizione. In questo caso, il Procuratore Ecclesiastico deve trasmettere l’integralità delle prove ed del dossier alla Congregazione della Santa Inquisizione.

Articolo 8 : Il procuratore ecclesiastico può, a propria discrezione, chiedere appello, per la decisone presa dal Tribunale, al Tribunale Pontificio.


.Procedura inquisitoriale

Articolo 9 : L’Inquisizione si occupa di salvare le anime. Per fare ciò, la procedura inquisitoriale si articola in sei parti:
- I tempi della grazia
- L’appello dei testimoni
- La deposizione dei testimoni
- L’interrogatorio dell’imputato, che ha aperto il processo stesso
- La sentenza di riconciliazione degli eretici pentiti e di condanna dei recidivi
- L’esecuzione della sentenza

Articolo 10 : Il tempo della grazia è fissato dall’inquisitore, prima del processo, e può durare al massimo trenta giorni durante i quali tutti i colpevoli possono abiurare.


- Articolo 10.1 Durante il tempo della grazia, l’inquisitore fa appello ai testimoni, direttamente o in pubblica piazza tramite un banditore

Articolo 11 : Vengono ascoltate le deposizioni dei testimoni. Della loro deposizione, solo la sostanza è annotata.


- Articolo 11.1: Anche se nei tribunali civili i giudici hanno l’abitudine, per scoprire la verità, di confrontare i testimoni con l’imputato, questo metodo non può essere né impiegato né utilizzato nei tribunali dell'inquisizione.

- Articolo 11.2: Il testimone denuncia qualsiasi coinvolgimento nella "Perversione eretica" dell’accusato. Egli deve giurare di mantenere la fede Aristotelica e abiurare tutte le eresie.

- Articolo 11.3: Se il testimone ammette di aver avuto qualsiasi simpatia per l’eresia, ma ammette di aver sbagliato e si pente, da testimone diventa un imputato; la sua deposizione diviene confessione, la quale porta ad un’abiura solenne, a cui segue un’assoluzione accompagnata da una penitenza leggera in tempo di grazia. Egli pubblicherà poi una "lettera di pentimento", che sia un salvacondotto nei confronti delle autorità religiose ed un brevetto di ortodossia.

N.B. La penitenza leggera potrà essere, a discrezione del giudice, indossare un banner di vergogna per un periodo di tempo decretato, o il pellegrinaggio, proporzionato in misura e distanza alla gravità dei reati confessati.

Articolo 12 : Passato il tempo di grazia, tutte le persone condannate per eresia, colpevoli di eresia o di apostasia, che non si sono presentate, divengono sospettate.


- Articolo 12.1: Tra i sospetti sono inclusi:

- Gli eretici (i capi di sette)
- Gli eretici (i fedeli della setta e gli adepti dell’eresia)
- I sospettati (coloro che dimostrano di provare zelo per gli eretici)
- I celatori (coloro che non denunciano gli eretici)
- I recettori (coloro che hanno ospitato almeno due volte degli eretici, per proteggere loro o il loro incontro)
- I difensori (coloro che difendono gli eretici con parole o con atti contro l’Inquisizione)
- I recidivi (coloro che, dopo aver abiurato l’eresia, cadono nuovamente nell’errore)

Articolo 13 : L'evocazione è la convocazione pubblica del sospettato prima dell’istanza, prima della formalizzazione e della messa in piedi dell’accusa. L'evocazione ha il compito di far comprendere la gravità dei fatti al sospettato e permettergli di abiurare i suoi reati prima dell’accusa. E’ un punto di riferimento pubblico dell’apertura della procedura.

Articolo 14 : Il sospettato arriverà, sia che abbia risposto spontaneamente all’appello, sia che sia stato arrestato e condotto per mezzo dei soldati davanti ai giudici. Egli legge le testimonianze che lo accusano, senza rivelare il nome dei testimoni.

Articolo 15 : In un primo momento, l'Inquisitore fa giurare all’accusato sul "Libro delle Virtù" di dire la verità su tutto quanto gli verrà chiesto.

Articolo 16 : In seguito, l'inquisitore domanderà all’accusato di riconoscere il dogma, la dottrina e gli insegnamenti della Chiesa Aristotelica.

Articolo 17 : Domanderà poi all’accusato se sa perché è accusato e da chi.

Articolo 18 : L'Inquisitore interrogherà infine l’imputato fino a quando non saprà la verità.


- Articolo 18.1: Agli occhi del Tribunale, se il sospettato è riuscito a giustificarsi, allora è libero

- Articolo 18.2: Il sospettato è colpevole. Egli può ancora confessare e pentirsi, può rifarsi a casi precedenti, ma non più in tempo di grazia, la pena aumenta e può allora incorrere o nel muro o nella prigione penitenziale.

N.B. Esistono penitenze al muro: il muro largo, in cui ci si accorda per l’acquisto del cibo, il diritto di visita e i permessi di uscire; e il muro stretto, nel quale al colpevole è razionato il pane e l’acqua, i piedi sono con i ferri.

- Articolo 18.3: Il sospettato non abiura, ma è giudicato colpevole. Egli è immediatamente colpito dalla pena del muro, nella condizione del muro stretto, fino a nuova decisione. Se il muro lo fa confessare, alloora si rimanda ai casi precedenti.

Articolo 19 : Se il sospettato citato non compare in giudizio - si nasconde, è andato in esilio - è sistematicamente condannato in contumacia come: "Eretico per definitiva sentenza". Ciò implica la confisca immediata dei suoi beni che saranno venduti a beneficio dell’autorità che detiene il potere spirituale superiore nel luogo dov’era domiciliato il condannato.


- Articolo 19.1: Se egli viene arrestato, il processo può cominciare. Il contumacioso – la persona condannata per contumacia - viene condannata al muro per sempre, nella condizione di muro stretto.

Articolo 20 : Per gli eretici condannati si prospettano 3 scenari:
- L’eretico abiura spontaneamente: viene condannato ad una semplice penitenza. Può essere indicata l’entrata in un ordine.
- L’eretico è arrestato, confessa e fa atto di contrizione: è condannato ad una semplice penitenza, può andare anche al muro perpetuo.
- L’eretico è arrestato, ma è ostinato a rimanere nell'errore, rifiutando di abiurare: è condannato come eretico impenitente e ci si rimette al braccio secolare.


.La Sentenza

Articolo 21 : La sentenza è letta solennemente al condannato, generalmente la domenica, dopo la messa, sul pulpito o sulla piazza di fronte alla grande folla di autorità religiose e di laici. E’ il "sermone generale" che può raggruppare condanne multiple.

Articolo 22 : L’esecuzione delle sentenze civili e della morte sono sempre opera del potere temporale.

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Franciscus_bergoglio



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MessagePosté le: Mar Mar 31, 2015 11:23 am    Sujet du message: Répondre en citant

Delle Prove nei Processi

Si riportano stralci del comunicato della Santa Chiesa Aristotelica e Romana in merito alla disciplina della presentazione delle "prove" e del loro peso nei procedimenti.

Citation:
Si emanano alcune rettifiche riguardanti le modalità di valutazione delle prove di giustizia ordinaria nei processi dei tribunali episcopali delle Primazia Imperiale, della Primazia degli Stati Pontifici e del Regno delle Due Sicilie e del Patriarcato di Aquileia, e in quelli di giustizia straordinaria nei tribunali della Santissima Inquisizione.

Le prove visive (screen) sono sempre state reputate, dalla giustizia ordinaria e sopratutto da quella straordinaria della chiesa, come principali prove in tutti i livelli procedurali.
Ad esse sono state associate le testimonianze uditive (testimoni) che però per la maggior parte dei casi hanno avuto un ruolo meno rilevante e sono state utilizzate come rafforzamento delle prove visive (screen) in possesso e quasi mai come prove a sè stanti.

Poichè i tempi mutano e con essi anche ciò che ci circonda, la chiesa ha necessità di aggiornarsi e di provare nuove strade che potrebbero portare a soluzioni più sicure, rigorose ed esenti da errori.
E' per questo motivo che si decide con il presente comunicato di provare a tempo indeterminato e fino a quando non si avranno dei risultati concreti atti a poter valutare con cognizione di causa gli effetti scaturiti, di utilizzare in tutte le varie procedure della giustizia ordinaria e straordinaria della Chiesa, le testimonianze uditive che saranno assunte (dopo attenta valutazione) come prove principali. Le prove visive (screen) saranno utilizzate in questo periodo sperimentale come ausilio alle varie fasi della giustizia ma, mai assunti come prove di primaria importanza o contenenti indiscutibili verità.

Invitiamo quindi chiunque, dalla data di questo comunicato. si dovesse interfacciare con la giustizia della chiesa (in tutte le sue forme) di presentare principalmente testimonianze uditive trascritte (anche fatte pervenire in forma privata al personale addetto come consentito dal Diritto Canonico)e solo per conoscenza prove visive (screen) in quanto saranno prese in considerazione maggiormente le prime.

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MessagePosté le: Mer Avr 08, 2015 7:05 pm    Sujet du message: NUOVE DISPOSIZIONI Répondre en citant

Costituzione apostolica "In medio stat virtus", libro IV, parte I a écrit:
Articolo 1 : La Giustizia della Chiesa è amministrata dalla Congregazione della Santa Inquisizione, dicastero romano retto dal Cardinale-Cancelliere Grande Inquisitore.

Articolo 7 : La Giustizia della Chiesa di suddivide in giustizia ordinaria e giustizia straordinaria.


Costituzione apostolica "In medio stat virtus", libro IV, parte II a écrit:

Articolo 4 : Il Procuratore ecclesiastico è nominato a vita dal Vescovo della diocesi da cui dipende il Tribunale, con il benestare della Congregazione della Santa Inquisizione, le cui condizioni previste sono definite nel regolamento interno della Congregazione. La nomina può essere revocata da un Cardinale Inquisitore su lettera circostanziale del vescovo, presidente del Tribunale.

Articolo 7 : Nel caso in cui il Tribunale Episcopale non possa essere composto al completo, sta al Vescovo della diocesi passare il processo al Tribunale Arciepiscopale, o, nel caso di assenza del Procuratore Episcopale, di farsi inviare un Procuratore Generale Ecclesiastico, o un Missus Inquisitionis che agisca come tale, dalla Congregazione della Santa Inquisizione, affinchè possa sostituirlo.


Da ciò si evince che:

la nomina di un Procuratore Ecclesiastico spetta all'arcivescovo competente ma col benestare dell'ufficio dell'Inquisizione, che può porre delle condizioni tramite regolamento interno

mentre

la revoca di un Procuratore Ecclesiastico spetta ad un Cardinale Inquisitore, dietro lettera (o richiesta) motivata da parte dell'arcivescovo competente.


Nomina e revoca di un Procuratore Ecclesiastico Generale spettano all'ufficio dell'Inquisizione.

A questo proposito, fino a futura revisione del DC, sono intenzionato a sancire che:
  1. è vietato il cumulo delle cariche di P.E. e P.E.G.;
  2. in caso di nomina a P.E.G. di un P.E. in carica, la posizione di P.E. diventa automaticamente vacante e l'arcivescovo competente si attiva per la nuova nomina; la funzione ora vacante sarà svolta automaticamente dal P.E.G. competente fino alla nomina di un nuovo P.E., senza bisogno di un incarico ufficiale;
  3. come già previsto per gli ufficiali giudiziori, i P.E. ed i P.E.G. devono essere chierici (almeno suddiaconi) al momento della nomina;
  4. può essere nominato P.E.G. solo chi abbia precedentemente ricoperto la carica di P.E. presso qualsiasi tribunale arciepiscopale sul territorio italico;
  5. al momento della nomina a P.E. o P.E.G., coloro che non fossero già residenti o domiciliati nel territorio della primazia o vice-primazia sotto cui ricada il tribunale di loro assegnazione sono tenuti a raggiungerlo nel minor tempo possibile, pena la revoca dell'incarico;
  6. l'assenza, od inattività, di almeno un mese è causa sufficiente per richiedere la rimozione di un P.E. da parte dell'arcivescovo competente.

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MessagePosté le: Mar Oct 25, 2016 5:46 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Citation:



    Fiat justicia pereat mundus
    Provvedimento sulla Giustizia Ordinaria Italofona



    Noi, S.Em.Rev.ma Monsignor Samuele Borgia detto "Samuele", Barone di Crevalcore, Cardinale Nazionale Suffragante della Parrocchia di Santo Stefano in Laterano, Arcivescovo di Milano, Abate dell'Abbazia Cistercense di Fornovo, Vice Primate CESE per la zona italofona, in qualità di Cardinale Inquisitore Italico

    in virtù dei poteri a noi garantiti dall' articolo 13 dello Statuto dell'Ufficialità Italofona,
    visto il provvedimento del 8.8.1460 con cui se ne dichiarava l'inoperatività

    DISPONIAMO

    in merito al Tribunale Archiepiscopale dell'Arcidiocesi di Roma

      di dichiarare il Tribunale Archiepiscopale di Roma nuovamente operativo, essendo venuti meno i motivi che ne avevano determinato l'inoperatività..




Firmato e sigillato il giorno 18 ottobre a Roma, nell'anno di grazia MCDLXIV.

S.Em. Rev.ma Cardinal Samuele Borgia detto "Samuele"


♔Barone di Crevalcore
+ Cardinale Nazionale Suffragante della parrocchia di Santo Stefano in Laterano
+ Cardinale Inquisitore Italico
- Vice Primate CESE per la zona italofona
+ Arcivescovo di Milano
+ Abate dell'Abbazia Cistercense di Fornovo




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