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[GdR] Dalla serenissima piazza

 
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Valentinac



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MessagePosté le: Sam Fév 03, 2018 8:01 pm    Sujet du message: [GdR] Dalla serenissima piazza Répondre en citant

--Serendipity a écrit:
La giovane tornò nella piazza e si presentò al cospetto della Baronessa.

Per favore, portereste una richiesta all'Araldica Pontificia?
Vorrei fosse riportata fedelmente la mia richiesta e non ho idea a chi potermi rivolgere.

In base a questo documento scritto e firmato dall'ex Re d'Armi veneziano e confermato dal di allora Doge tra Araldica e Araldica Pontificia ci sarebbe un trattato di mutuo riconoscimento.
Analizzandolo però si notano delle incongruenze.
La mia presenza qui non è per rendere nullo il suddetto trattato ma è per mostrare alla Chiesa in che modo è stata raggirata per perseguire scopi dell'ex Re d'Armi.

Il trattato è perenne, per prima cosa, e lo Statuto degli Ambasciatori non permette la realizzazione di trattati perenni, soprattutto non permette al Re d'Armi di partecipare allo stilo del trattato, vista la presenza del Gran Ciambellano.

Non desidero entrare nel merito delle parti che sono state inserite e che sono in contrapposizione con lo Statuto Araldico ma vi invito a rivedere il trattato attentamente.

Invito altresì a richiedere un aggiornamento del trattato tra la Repubblica di Venezia e la Chiesa che è ormai obsoleto e di redigere un nuovo trattato con l'Araldica Pontificia.

La Chiesa deve essere un esempio per i cittadini e per la nobiltà, in questo momento è garante di un grave illecito ai danni di Venezia e della nobiltà veneziana.


Le porse poi il trattato da presentare.

Citation:


    Trattato di Mutuo Riconoscimento Araldico fra la Santa Sede e la Repubblica di Venezia


    Noi, Ranieri III Giovanni Aleramico del Vasto Foscari Widmann d'Ibelin, Principe di Galilea, Marchese di Isola San Marco, Conte di Sant Julià de Lòria, Barone d'Ordino, davanti l'Altissimo e sotto lo sguardo di Aristotele, nella nostra capacità di Ufficiale Araldo e Prefetto dei Collegi Araldici Pontifici, in accordo con il Grande Ufficiale Araldo, e come rappresentante del Santo Padre, Innocenzo VIII, Sommo Pontefice della Chiesa Universale,

    &

    Noi, Virginia Asburgo d'Argovia, Contessa di Lazise e Viscontessa di Capo d'Istria, Regina d'Armi della Serenissima Repubblica di Venezia a capo dell'Istituzione Araldica



    Abbiamo decretato e ordinato, e per il nostro presente editto perpetuo e definitivo stabiliamo e prescriviamo le seguenti norme sul mutuo riconoscimento araldico fra la Santa Sede e la Repubblica di Venezia.

    Nessuno potrà obiettare a questo editto e a ciò che contiene, esso deve essere rispettato da chiunque indistintamente e ottiene piene efficacia una volta pubblicato.

    Dichiariamo nullo e privo di valore tutto ciò che verrà pubblicato e deciso da chiunque, qualunque sia la sua autorità, consciamente o inconsciamente, che vada in contrasto col presente editto.


      Art.1 - Del Riconoscimento
      La Serenissima Repubblica di Venezia riconosce i Collegi Araldici Pontifici quali Istituzione Araldica legittima al pari dell'Araldica di Venezia, i suoi costumi, leggi e regolamenti araldici.
      La Santa Sede Apostolica riconosce l'Araldica di Venezia quale Istituzione Araldica Araldica legittima al pari dei Collegi Araldici Pontifici, i suoi costumi, leggi e regolamenti araldici.

      Art.2 - Della Nobiltà
      La Serenissima Repubblica di Venezia riconosce la Nobiltà Pontificia, compresa negli Ordini Equestre, Senatorio e Cavalleresco, con gli stessi diritti, privilegi ed esenzioni di cui gode all'interno degli Stati della Chiesa.
      La Santa Sede Apostolica riconosce la Nobiltà Veneziana con gli stessi diritti, privilegi ed esenzioni di cui gode all'interno della Serenissima Repubblica di Venezia.

      Art.3 - Dei Blasoni
      Il nobile in possesso di titoli in entrambi gli stati, dovrà richiedere il blasone personale e i sigilli all'istituzione araldica competente per il titolo più elevato e richiederne poi la registrazione all'araldica competente per il titolo inferiore.
      Se in possesso di titoli di medesimo rango in entrambi gli stati, il nobile dovrà scegliere il proprio collegio d'elezione per la produzione grafica, fermo restando l'obbligo di registrazione presso l'altra istituzione araldica competente.
      I chierici faranno sempre richiesta di blasone personale e sigilli presso i Collegi Araldici Pontifici, anche se in possesso di un titolo nobiliare Veneziano, ma dovranno farlo registrare dall'Araldica di Venezia.

      Art.4 - Dei Casati
      La Serenissima Repubblica di Venezia riconosce le Casate Romane secondo il rango loro riconosciuto dalla Sede, con gli stessi diritti, privilegi ed esenzioni di cui esse godono all'interno degli Stati della Chiesa.
      La Santa Sede Apostolica riconosce le Casate Veneziane secondo il rango loro riconosciuto dalla Serenissima Repubblica di Venezia, con gli stessi diritti, privilegi ed esenzioni di cui esse godono all'interno della Serenissima Repubblica di Venezia, con l'eccezione di aggregati eretici, scomunicati o apostati.
      Verranno considerati validi ai fini di riqualificazione o riconoscimento i titoli concessi da entrambe le istituzioni araldiche.

      Art.5 - Collaborazione sulle Nobilitazioni
      La Serenissima Repubblica di Venezia, per mezzo dell'Araldica di Venezia, si impegna a non concedere titoli, a non riconoscere la nomina di vassalll o di cavaliere feudale, a chiunque si trovi sotto anatema, scomunica, interdetto o venga riconosciuto come eretico dalla Santa Chiesa Aristotelica Romana. 
      L'Araldica di Venezia confischerà per direttissima i feudi od annullerà lo status di vassalo o di cavaliere feudale della persona posta sotto anatema, scomunica, interdetto o riconosciuta come eretico dalla Santa Chiesa Aristotelica Romana.
      Nel caso in cui la scomunica venga resa nulla a seguito di ricorso, secondo quanto previsto dal Diritto Canonico, verrà resa nulla anche la confisca o l'annullamento.
      La Santa Sede Apostolica, per mezzo dei Collegi Araldici Pontifici, si impegna a non concedere titoli nobiliari a coloro che siano stati condannati per Alto Tradimento verso la Serenissima Repubblica di Venezia, salvo che il motivo sia religioso. 


    Ad Maiorem Dei Gloriam


    Fatto a Roma, il x giorno del X mese dell'Anno di Grazia MCDLXV.



    Con il pieno accordo e l'autorità araldica delegata,
    Per la Santa Sede Apostolica e i Collegi Araldici Pontifici



    Ranieri III Giovanni Aleramico del Vasto Foscari Widmann d'Ibelin,
    Ufficiale Araldo e Prefetto dei Collegi Araldici Pontifici.



    Come testimone e con l'approvazione,

    Arnarion de Valyria-Borgia,
    Arcicancelliere della Santa Sede Apostolica


    Per la Serenissima Repubblica di Venezia

    Virginia Asburgo d'Argovia,
    Contessa di Lazise, Viscontessa di Capo d'Istria
    Regina d'Armi




    Sua Altezza Serenissima
    Odessa Soleado Asburgo d'Argovia
    Doge della Repubblica di Venezia e dello Stato da Mar








Grazie infinite.

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MessagePosté le: Sam Fév 03, 2018 10:51 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Vedendo giungere una donna con dei documenti il Grande Ufficiale Araldo le si avvicinò e sorridendole le disse: Salve figliola, e benvenuta a Roma.

Spero che abbiate fatto buon viaggio e che abbiate già avuto modo di apprezzare le bellezze dell'Urbe.
Ma ditemi, possiamo forse assistervi in qualche modo? Necessitate di consigli per una richiesta grafica?

Se lo desiderate posso offrirvi un rinfresco e un luogo in cui riposare. Venite, prego, potrete espormi il motivo della vostra visita strada facendo.

Fece cenno in direzione di un corridonio che imboccò attendendo la sua ospite.
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Valentinac



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MessagePosté le: Sam Fév 03, 2018 11:28 pm    Sujet du message: Répondre en citant



La Baronessa sorrise al Grande Ufficiale e gli fece un inchino, seguendo la direzione da lui indicata.

Buonasera e perdonatemi se vi arreco disturbo.
In realtà la richiesta proviene dalla piazza serenissima ed è di una cittadina, una giovane che non ha voluto rivelare il suo nome ed ha utilizzato me come tramite.
Avete un pò di tempo da dedicarmi?



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MessagePosté le: Dim Fév 04, 2018 12:19 am    Sujet du message: Répondre en citant

Giunti nella sala allestita per gli ospiti le indicò un posto a sedere vicino al tavolo con le vivande e prese posto a sua volta dopo la donna.

Prego, mettetevi pure comoda e non fate complimenti, spero sia tutto di vostro gradimento.
Il mio tempo è a disposizione di chi ne ha bisogno, se siete giunta fin qui ne avete certamente bisogno e nessuno potrà negarvelo.


Si fermò un attimo a riflettere prima di riprendere.


Quindi, se ho ben capito, tale richiesta giunge da una cittadina comune di cui vi siete fatta portavoce. Ne deduco che non riguardi la produzione grafica di questi collegi.
Suppongo allora che, in quanto portavoce di tale cittadina, possiate voi espormi in cosa consiste ed eventualmente rispondere alle mie domande.

Parlate liberamente dunque, la mia attenzione è vostra come anche la mia curiosità, non ve lo nascondo.

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Valentinac



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MessagePosté le: Dim Fév 04, 2018 10:50 am    Sujet du message: Re: [GdR] Dalla serenissima piazza Répondre en citant



La Baronessa posò sul tavolo un incartamento.


--Serendipity a écrit:
La giovane tornò nella piazza e si presentò al cospetto della Baronessa.

Per favore, portereste una richiesta all'Araldica Pontificia?
Vorrei fosse riportata fedelmente la mia richiesta e non ho idea a chi potermi rivolgere.

In base a questo documento scritto e firmato dall'ex Re d'Armi veneziano e confermato dal di allora Doge tra Araldica e Araldica Pontificia ci sarebbe un trattato di mutuo riconoscimento.
Analizzandolo però si notano delle incongruenze.
La mia presenza qui non è per rendere nullo il suddetto trattato ma è per mostrare alla Chiesa in che modo è stata raggirata per perseguire scopi dell'ex Re d'Armi.

Il trattato è perenne, per prima cosa, e lo Statuto degli Ambasciatori non permette la realizzazione di trattati perenni, soprattutto non permette al Re d'Armi di partecipare allo stilo del trattato, vista la presenza del Gran Ciambellano.

Non desidero entrare nel merito delle parti che sono state inserite e che sono in contrapposizione con lo Statuto Araldico ma vi invito a rivedere il trattato attentamente.

Invito altresì a richiedere un aggiornamento del trattato tra la Repubblica di Venezia e la Chiesa che è ormai obsoleto e di redigere un nuovo trattato con l'Araldica Pontificia.

La Chiesa deve essere un esempio per i cittadini e per la nobiltà, in questo momento è garante di un grave illecito ai danni di Venezia e della nobiltà veneziana.


Le porse poi il trattato da presentare.

Citation:


    Trattato di Mutuo Riconoscimento Araldico fra la Santa Sede e la Repubblica di Venezia


    Noi, Ranieri III Giovanni Aleramico del Vasto Foscari Widmann d'Ibelin, Principe di Galilea, Marchese di Isola San Marco, Conte di Sant Julià de Lòria, Barone d'Ordino, davanti l'Altissimo e sotto lo sguardo di Aristotele, nella nostra capacità di Ufficiale Araldo e Prefetto dei Collegi Araldici Pontifici, in accordo con il Grande Ufficiale Araldo, e come rappresentante del Santo Padre, Innocenzo VIII, Sommo Pontefice della Chiesa Universale,

    &

    Noi, Virginia Asburgo d'Argovia, Contessa di Lazise e Viscontessa di Capo d'Istria, Regina d'Armi della Serenissima Repubblica di Venezia a capo dell'Istituzione Araldica



    Abbiamo decretato e ordinato, e per il nostro presente editto perpetuo e definitivo stabiliamo e prescriviamo le seguenti norme sul mutuo riconoscimento araldico fra la Santa Sede e la Repubblica di Venezia.

    Nessuno potrà obiettare a questo editto e a ciò che contiene, esso deve essere rispettato da chiunque indistintamente e ottiene piene efficacia una volta pubblicato.

    Dichiariamo nullo e privo di valore tutto ciò che verrà pubblicato e deciso da chiunque, qualunque sia la sua autorità, consciamente o inconsciamente, che vada in contrasto col presente editto.


      Art.1 - Del Riconoscimento
      La Serenissima Repubblica di Venezia riconosce i Collegi Araldici Pontifici quali Istituzione Araldica legittima al pari dell'Araldica di Venezia, i suoi costumi, leggi e regolamenti araldici.
      La Santa Sede Apostolica riconosce l'Araldica di Venezia quale Istituzione Araldica Araldica legittima al pari dei Collegi Araldici Pontifici, i suoi costumi, leggi e regolamenti araldici.

      Art.2 - Della Nobiltà
      La Serenissima Repubblica di Venezia riconosce la Nobiltà Pontificia, compresa negli Ordini Equestre, Senatorio e Cavalleresco, con gli stessi diritti, privilegi ed esenzioni di cui gode all'interno degli Stati della Chiesa.
      La Santa Sede Apostolica riconosce la Nobiltà Veneziana con gli stessi diritti, privilegi ed esenzioni di cui gode all'interno della Serenissima Repubblica di Venezia.

      Art.3 - Dei Blasoni
      Il nobile in possesso di titoli in entrambi gli stati, dovrà richiedere il blasone personale e i sigilli all'istituzione araldica competente per il titolo più elevato e richiederne poi la registrazione all'araldica competente per il titolo inferiore.
      Se in possesso di titoli di medesimo rango in entrambi gli stati, il nobile dovrà scegliere il proprio collegio d'elezione per la produzione grafica, fermo restando l'obbligo di registrazione presso l'altra istituzione araldica competente.
      I chierici faranno sempre richiesta di blasone personale e sigilli presso i Collegi Araldici Pontifici, anche se in possesso di un titolo nobiliare Veneziano, ma dovranno farlo registrare dall'Araldica di Venezia.

      Art.4 - Dei Casati
      La Serenissima Repubblica di Venezia riconosce le Casate Romane secondo il rango loro riconosciuto dalla Sede, con gli stessi diritti, privilegi ed esenzioni di cui esse godono all'interno degli Stati della Chiesa.
      La Santa Sede Apostolica riconosce le Casate Veneziane secondo il rango loro riconosciuto dalla Serenissima Repubblica di Venezia, con gli stessi diritti, privilegi ed esenzioni di cui esse godono all'interno della Serenissima Repubblica di Venezia, con l'eccezione di aggregati eretici, scomunicati o apostati.
      Verranno considerati validi ai fini di riqualificazione o riconoscimento i titoli concessi da entrambe le istituzioni araldiche.

      Art.5 - Collaborazione sulle Nobilitazioni
      La Serenissima Repubblica di Venezia, per mezzo dell'Araldica di Venezia, si impegna a non concedere titoli, a non riconoscere la nomina di vassalll o di cavaliere feudale, a chiunque si trovi sotto anatema, scomunica, interdetto o venga riconosciuto come eretico dalla Santa Chiesa Aristotelica Romana. 
      L'Araldica di Venezia confischerà per direttissima i feudi od annullerà lo status di vassalo o di cavaliere feudale della persona posta sotto anatema, scomunica, interdetto o riconosciuta come eretico dalla Santa Chiesa Aristotelica Romana.
      Nel caso in cui la scomunica venga resa nulla a seguito di ricorso, secondo quanto previsto dal Diritto Canonico, verrà resa nulla anche la confisca o l'annullamento.
      La Santa Sede Apostolica, per mezzo dei Collegi Araldici Pontifici, si impegna a non concedere titoli nobiliari a coloro che siano stati condannati per Alto Tradimento verso la Serenissima Repubblica di Venezia, salvo che il motivo sia religioso. 


    Ad Maiorem Dei Gloriam


    Fatto a Roma, il x giorno del X mese dell'Anno di Grazia MCDLXV.



    Con il pieno accordo e l'autorità araldica delegata,
    Per la Santa Sede Apostolica e i Collegi Araldici Pontifici



    Ranieri III Giovanni Aleramico del Vasto Foscari Widmann d'Ibelin,
    Ufficiale Araldo e Prefetto dei Collegi Araldici Pontifici.



    Come testimone e con l'approvazione,

    Arnarion de Valyria-Borgia,
    Arcicancelliere della Santa Sede Apostolica


    Per la Serenissima Repubblica di Venezia

    Virginia Asburgo d'Argovia,
    Contessa di Lazise, Viscontessa di Capo d'Istria
    Regina d'Armi




    Sua Altezza Serenissima
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MessagePosté le: Dim Fév 04, 2018 11:00 am    Sujet du message: Répondre en citant



Si rivolse poi all'uomo.

Ecco, questa è la richiesta e non vi nascondo che varie persone si sono poste il quesito di questo trattato.
Personalmente penso già da un po' che sia necessario rinnovare il trattato tra la Serenissima e la Chiesa, ma non è mio dovere pensare a questo come non è mio dovere essere qui.
Eppure l'argomento è ampio, così ampio che ci sono teorie discordanti e perfino il popolo si è incuriosito.


Si era accomodata dove le era stato indicato.


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MessagePosté le: Lun Fév 05, 2018 12:47 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Il monsignore lesse attentamente quanto riportato e, dopo qualche istante, rispose:

Comprendo bene come alle volte il popolo, specie quello minuto, possa aver difficoltà ad interpretare testi o a comprenderne a pieno il significato.
Non è vostro dovere, naturalmente, ma non di meno vi siete offerta e siete qui, sono certo che la cittadina di cui vi fate portavoce ve ne sia grata.

Ditemi, dunque, quale è la vostra opinione su questa faccenda? In che modo Santa Madre Chiesa sarebbe stata raggirata? Potreste dirmi di più a riguardo?
Farsi gioco della Santa Istituzione per i propri scopi è una colpa grave, al limite dell'eresia, comprenderete che io ho necessità di conoscere i dettagli di quanto mi riportate e le vostre impressioni.

Inoltre, per quale ragione andrebbe stilato un nuovo trattato? In che misura l'attuale trattato sarebbe obsoleto? Saprete bene che l'aggiornamento dello stesso risale a poco tempo fa.
Ancora una volta avrei necessità e piacere di sentire la vostra opinione in merito.

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MessagePosté le: Lun Fév 05, 2018 4:48 pm    Sujet du message: Répondre en citant



La Baronessa si soffermò a pensare un attimo prima di rispondere.

Sapete, ho lasciato che l'affetto verso alcune persone mi chiudesse gli occhi e non mi permettesse di guardare oltre l'apparenza.

Abbassò gli occhi.

Avrei visto acqua torbida, ma i miei occhi vedevano pulito e non volevo indagare oltre. Mi bastava, mi fidavo.
Poi ho ricevuto una bella secchiata di acqua fresca e mi sono risvegliata da un lungo sonno ed ho imparato che ogni potere è uguale ma differente.
L'Altissimo guida la mano di colui che redige un documento pubblico e ogni figura in un governo eletto dal popolo ha il proprio raggio di azione ed è errato invadere altri campi.


Alzò gli occhi su monsignore.

Questi sono meri pareri personali ma giustificano il motivo della mia presenza qui in questo momento.
Quando anni fa iniziai a studiare le Pastorali, monsignor Tacuma mi ripeteva continuamente che il popolo sono le nostre pecorelle, che a loro non deve mancare niente e che siamo tenuti a rispondere a ogni loro domanda e spesso non comprendevo il motivo ma me ne sono accorta adesso, quando questa persona ha espresso questo dubbio ed ha chiesto il mio aiuto.
Personalmente non ho scopo alcuno ad essere qui, oltre al rispondere ad un quesito a cui non avrei potuto rispondere da sola per ovvi motivi ma se ne avessi uno, sarebbe per garantire l'onestà verso la Chiesa e di conseguenza verso l'Altissimo.
Sarebbe molto grave se un nobile a capo di una istituzione serenissima avesse in qualche modo tentato di raggirare gli Statuti della Repubblica, andrebbe ad infrangere il concordato che c'è tra le due parti ed oggi, con la situazione modenese ed i problemi con le eresie, direi che è fuori discussione accettare tali mancanze.


Fece una pausa.

Parlando di trattato intendevo quello verso la Santa Madre Chiesa, non quello presso l'Araldica Pontificia intanto.
E' il primo che è obsoleto, in quanto risale a ben quattro anni fa, anni in cui sono cambiate molte figure ed anche le varie elezioni di Vescovi e Parroci.
Riguardo il trattato da voi recentemente stipulato si è dichiarata la giustizia repubblicana, dichiarando la Regina d'Armi colpevole di aver redatto un trattato "perpetuo e definitivo" come scritto nel documento stesso e decretato dalla di allora Regina d'Armi.
Il problema è che in ogni trattato ci deve essere una clausola di rescissione e non perchè venga utilizzata, ma per garantire la tutela di entrambe le parti.
Mi spiego meglio, la questione è ingarbugliata anche nella mia testa e non è facile esprimerla.


Scostò i capelli dalla fronte e pose le mani in grembo.

Le leggi, gli Statuti serenissimi devono essere votati dalla maggioranza qualificata del Consiglio, questo in qualsiasi modifica.
Questo è un trattato ma contiene delle norme che sono presenti in forma differente nello Statuto Araldico e come già detto, la dichiarazione del Re d'Armi lo rende superiore a qualsiasi altra dichiarazione, violando la legge serenissima.


Lesse ad alta voce il Preambolo del trattato con la Santa Chiesa Aristotelica.

Il presente Concordato fa della Chiesa Aristotelica Universale e Romana e della religione Aristotelica la religione ufficiale della Serenissima Repubblica di Venezia. La Repubblica riconosce la Chiesa Aristotelica Universale e Romana come sola ed unica Istituzione dell'Onnipotente, oltre che sola ed unica detentrice della Vera Fede.
La Serenissima Repubblica di Venezia riconosce l'esistenza della Santa Sede e di tutte le sue istituzioni.
Con la presente la Chiesa Aristotelica Romana e Universale riconosce la Serenissima Repubblica di Venezia, le sue istituzioni e le sue leggi, come Repubblica indipendente e sovrana.
Questo Concordato può essere modificato, eventualmente anche con aggiunta di allegati, solo in seguito ad un accordo consensuale di entrambe le due parti, quali che siano i cambiamenti che avvengano in seno al Consiglio della Serenissima Repubblica di Venezia o della Chiesa.
Questo concordato non può essere emendato o annullato se non a seguito di votazione in seno al consiglio della Repubblica di Venezia a favore di 8 consiglieri incluso il Doge Serenissimo, o come prescrive il Diritto Canonico e gli Statuti delle Congregazioni della Chiesa, previa approvazione del consiglio superiore della Nunziatura.


Guardò nuovamente il monsignore.

Mi sembra ci sia uno scontro tra i due trattati, quello con l'Araldica Pontificia è perenne, quello con la Chiesa Aristotelica ha possibilità di integrazione.
Difatti, non è per nulla che è stato scritto dal Gran Ciambellano, che di norma si occupa della diplomazia e sa che i trattati non possono essere definitivi, visto che la perfezione al mondo non è contemplata.


Terminò.

Va da sè che se per voi il trattato fosse valido, sarebbe valido anche se va contro la legge Serenissima e la Contessa Virginia è stata giudicata colpevole di questo reato, quindi la cosa è appurata?
Se il trattato non fosse valido, è ovviamente da stipulare nuovamente inserendo ogni cosa adatta a tutelare le due parti in causa.
Penso sia questo il dilemma della dama.
Sicuramente, ciò che è accaduto è stato fatto in buona fede da entrambe le parti ma ha creato un conflitto non da poco, non trovate?



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MessagePosté le: Mer Fév 07, 2018 2:27 am    Sujet du message: Répondre en citant

Vedo che il nostro comune maestro vi ha insegnato bene, come sempre.

D'altra parte, come voi stessa avete detto, ogni figura ha il proprio campo d'azione e a tale campo deve attenersi, specie se si parla di figure scelte e al diretto servizio dell'Altissimo.

Il concordato con Santa Madre Chiesa, che per propria natura è cosa ben diversa da un comune trattato, è di competenza esclusiva della Nunziatura Apostolica.
Ad essa soltanto compete ogni giudizio sul concordato, come pure il mantenimento delle relazioni con la Repubblica.
Su questo punto, mi comprenderete, mi rimetto al giudizio di chi ha titolo per emetterne uno.

Nel ristretto campo dell'accordo araldico, invece, posso dirvi solo che non spetta a me alcun giudizio sull'ordine interno di uno stato terzo, come neppure alla Nunziatura.
La Santa Chiesa si attiene a quanto viene comunicato dalle legittime istituzioni riconosciute, che in questo caso non hanno fatto pervenire alcuna notizia dopo la ratifica.

Per parte di Santa Madre Chiesa e di questi Collegi, posso assicurarvi che il detto accordo è in perfetta sintonia con le previsioni canoniche e concordatarie.
Le norme previste hanno valore perpetuo, non eterno, vale a dire che esse si rinnovano nel tempo fintanto che non vengano revocate o modificate, così come già avvenuto in passato e come previsto dall'uso comune in materia di trattati.
D'altro canto, se così non fosse, oggi non sarei qui a parlare con voi ma a rendere conto delle mie azioni dinanzi alla Santissima Inquisizione.

Potremmo, è vero, chiedere conferme a riguardo da parte della Repubblica, ma una simile azione sarebbe facilmente percepita come una ingerenza o un tentativo di sindacare l'ordinamento interno di uno Stato.
Al di là delle comuni usanze di cortesia diplomatica, ciò esporrebbe Santa Madre Chiesa a possibili critiche, anche forti, che potrebbero potenzialmente portare a situazioni come quella da voi citata.

Potete però aver certezza che, se le autorità o le rappresentanze repubblicane dovessero notificare l'intenzione di modificare il concordato o il trattato araldico, questi Collegi, come pure la Nunziatura Apostolica, si muoverebbero per rispondere alle richieste di un fedele Stato aristotelico.
In assenza di tale comunicazione, tuttavia, possiamo solo intendere che la controparte ritiene entrambi i documenti come validi e pienamente soddisfacienti.

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MessagePosté le: Mer Fév 07, 2018 11:51 pm    Sujet du message: Répondre en citant



La Baronessa annuì.

Il Giudice repubblicano per quel processo ha giudicato il Re d'Armi colpevole ma se per l'Araldica Pontificia, organo della Chiesa, un trattato giudicato illegale dalla Repubblica è valido....

La Baronessa si alzò.

Ovviamente, come portavoce della giovane, ho il dovere di rispondere al suo quesito nella piazza repubblicana.
Ambasciator non porta pena.
Sarete molto impegnato, vi lascio alle vostre occupazioni e vi ringrazio per l'ospitalità e le delucidazioni.



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MessagePosté le: Jeu Fév 08, 2018 1:19 am    Sujet du message: Répondre en citant

Il giudice ha condannato una persona, ciò non implica che la Repubblica consideri il trattato illegale o ne avrebbe già dato comunicazione.
Possiamo solo rimetterci alle considerazioni e alla volontà politica dei vertici della Serenissima.


Sorrise alla donna, accompagnandola verso l'uscita.

Se voleste fermarvi per qualche giorno nella Città Eterna, sarà mia premura trovarvi un alloggio adeguato.
Se lo desiderate, potrei anche trovarvi una guida che vi accompagni tra le bellezze dell'Urbe.
In caso contrario, posso solo augurarvi di fare buon viaggio.

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