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[AS21] scioglimento matrimonio Teseo - Iside
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Gelosy



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MessagePosté le: Ven Mar 09, 2018 12:18 am    Sujet du message: Répondre en citant

Galatea si vide consegnare una lettera di convocazione presso il tribunale ecclesiastico e si rattristò. Era quasi sicura di conoscerne il motivo...
Si presentò al tribunale, come le era stato chiesto, si fece indicare l'aula ed entrò. Non si era sbagliata, erano presenti oltre alla corte anche i suoi genitori.
Si sedette e aspettò che qualcuno le chiarisse il motivo della sua presenza lì.
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Kalimero



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MessagePosté le: Ven Mar 09, 2018 1:04 pm    Sujet du message: Répondre en citant

intanto era arrivata la figlia. il procuratore la andò ad accogliere con un cordiale saluto - "buongiorno madamigella Galatea, vi abbiamo convocato per chiarirci i rapporti tra i vostri genitori e tra essi e voi figli che appaiono a prima vista veramente discordi e confusi. intanto però è necessario che leggiate le testimonianze fin qui raccolte - indi la accompagnò dall'amanuense del tribunale per leggervi il redactum - quando siete comoda potrete farmi cenno e vi chiamerò a testimoniare - poi si rivolse alla corte - eccellenza è emerso subitaneamente un altro quadro della situazione matrimoniale accennatoci a tinte fosche dalla moglie, se voi non avete domande per il questuante chiamerei la medesima a delucidarci maggiormente".
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latisana



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MessagePosté le: Ven Mar 09, 2018 3:36 pm    Sujet du message: Répondre en citant

messer maffiolo latisana si vide consegnare una lettera di convocazione presso il tribunale ecclesiastico senza conoscerne la motivazione
Si presentò al tribunale e chiese dove doveva presentarsi.
Sbirciando nella porta socchiusa vide seduti iside e teseo e galatea nelle retrovie e si sedette a fianco della sorella
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Jalisse



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MessagePosté le: Ven Mar 09, 2018 4:16 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Procedete pure Mons. kalimero

e poi rivolto ai presenti

Siamo qui per capire, questo è il compito del tribunale

poi attese che il dibattimento continuasse
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Kalimero



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MessagePosté le: Ven Mar 09, 2018 7:54 pm    Sujet du message: Répondre en citant

intanto era arrivato anche il figlio che parimenti il procuratore accompagnò al banco dell'amanuense per permettergli di leggere le testimonianze - "benarrivato, dico anche a voi di porvi comodo a leggere il redactum dopodiché vi convocherò - poi si rivolse al marito - grazie messer Teseo potete accomodarvi - fece congedando il questuante - convoco quindi madama Isabella a testimoniare - disse indicandole il seggio alla sbarra dei testimoni, per poi rivolgerlesi con calma - vi prego madama di avere pazienza per i nostri tempi della giustizia ma noi abbiamo le nostre procedure e vanno rispettate, sono conscio del vostro stato di agitazione fisica e mentale, ma, senza sarcasmo sia chiaro, se avete bisogno posso anche disporre di aprire una finestra per meglio venirvi incontro".
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Iside.



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MessagePosté le: Mer Mar 21, 2018 3:56 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Isabella si accomodò dietro la sbarra dei testimoni e pronunciò il giuramento:

"Io, Isabella, giuro solennemente dinnanzi a questa corte, ai dogmi della Chiesa Aristotelica e dinnanzi all'Altissimo che mi sorveglia e mi giudica, di dire la verità e soltanto quella, senza falsità alcuna. Qualora, contravvenissi a tale giuramento che la mia anima possa bruciare nel fuoco eterno dell'Inferno Lunare ed essere giudicato colpevole da questa corte."

Restò un attimo in silenzio per raccogliere le idee e poi disse:

Mi scuso innanzitutto per la reazione di poc'anzi, non ho alcuna fretta a dire il vero, come non la ha chi sente di aver perso una vita intera, ma trovavo strano che si convocassero terzi prima ancora di aver sentito me, tutto qui.
Quel che avevo da dire in un certo senso l'ho già detto ma mi rendo conto che sia tutto poco chiaro, in verità ormai non sento nemmeno più il bisogno di parlarne perchè questa storia va avanti da mesi e più passa il tempo e meno me ne importa in tutta franchezza.
Ma giustamente mi si chiede di dire la verità, ho giurato e la verità è quel che dirò, come ho sempre fatto, perchè se ho mille difetti, e l'ammetto, tra quelli di sicuro non c'è quello della disonestà, anzi il mio essere fin tropo schietta e sincera mi ha causato spesso non pochi problemi.
Ho sposato Teseo tantissimo tempo fa, l'ho conosciuto come una persona bugiarda, infedele e vile, incapace di prendere posizioni e molto abile nel ficcarsi in situazioni assurde senza saperne poi uscire, ma al tempo stesso molto abile a mentire e ad indossare la maschera dell'uomo perfetto. Il mio errore fu quello di credere che lui mi amasse veramente e che, in nome di quell'amore sincero e sconfinato che professava, sarebbe cambiato.
Questo è quello che mi disse ed io ho modulato la mia intera vita di conseguenza, perchè lo dico e non lo nego, nè mai lo negherò... lui era tutta la mia vita.
I primi anni sono stati felici, come dicevo la nostra storia non può essere spiegata facilmente perchè andava al di là di quel che chiunque altro potesse capire e per questo mi sono fidata.
Purtroppo però dopo un pò di tempo ho iniziato a notare che mio marito aveva una vera e propria fissazione, voleva essere sempre in prima linea e voleva che anche la famiglia lo fosse per il bene del Casato. A lui interessavano le cariche ed i titoli, a me no. Passavano gli anni ma non mostrava mai segni di stanchezza o voglia di riposare, di lasciare il posto a nuove leve, come io invece credevo fosse opportuno. Ad ogni modo ho accettato che lui fosse così, nonostante mi sembrasse esagerato, e gli ho lasciato fare quel che voleva mentre io a poco a poco mi sono allontanata dalla vita pubblica, forse sperando che il mio allontanamento fosse un esempio. Ma lui continuava ad essere ossessivo, mi sentivo trascurata, le rare volte che era a casa passava le ore a leggere incartamenti. Sono fermamente convinta che quella vita non gli facesse bene, lo rendeva irascibile e lo allontanava da me. Ho provato a far capire anche ad altri componenti della famiglia che il mio comportamento derivava da questo, che stavo cercando di aiutarlo, ma non credo di essere stata capita. Ad ogni modo il tempo passava e la situazione non migliorava... fino a quando ho iniziato a capire che mi tradiva. La prima volta trovai una lettera di una donna di nostra conoscenza a lui indirizzata che iniziava con la parola "amore", in quell'occasione fui stupida e non volli leggere oltre, gli chiesi soltanto spiegazioni ma lui mi diede la solita risposta, ossia che ero una pazza, che quella donna era soltanto una sua amica e che forse l'unico suo errore era stato quello di permetterle di trattarlo con eccessiva confidenza. Io però conoscevo i suoi trascorsi e soprattutto sono in grado di capire quando mente, quindi da lì le cose sono ulteriormente peggiorate e quell'episodio mi ha allontanato ancor di più dalla vita sociale. Sono stata molto male, lui mi ha incolpato di trascurarlo... ma sfido chiunque a non farlo con quei precedenti. Per cercare di recuperare il rapporto mi promise che a poco a poco avrebbe lasciato gli incarichi per dedicarsi più a me, cosa che non è mai avvenuta, anzi semmai è successo il contrario. Ad un certo punto ho iniziato a stare veramente malissimo, soprattutto a seguito di un avvenimento che ha segnato la mia vita e che non sto qui a raccontare, basti sapere che ho sofferto così tanto da arrivare a desiderare la morte. Dal momento che non ero in grado nemmeno di badare a me stessa, ho messo la mia vita letteralmente nelle mani di mio marito, dandogli persino accesso alla mia corrispondenza, perchè non avevo nulla da nascondergli. E proprio in quel periodo, quando avevo più bisogno di lui, mi ha abbandonata del tutto. Mi ha lasciata in convento, sperando probabilmente nella mia morte, ma premurandosi di accompagnarmi prima in araldica a lasciare testamento, così che potesse ereditare il mio titolo. So che può sembrare assurdo a credersi, ma in quel momento era come se non fossi io ad agire, ero così malridotta che mi fidavo di lui e basta. Purtroppo però durante quei mesi in convento, mentre lui si convinceva che ormai mi stessi spegnendo, mi sono ripresa.... e quando sono tornata ho capito tutto. Mio marito aveva una relazione da mesi con un'altra donna, sua collega, e sperava nella mia morte per potersi rifare una vita con lei. Non l'ho scoperto indagando ma semplicemente perchè la sua amante ha fatto di tutto pur di farmelo capire. Quando ho scoperto lui naturalmente ha negato e ha ripreso a darmi della pazza, andando a raccontare questa versione anche in giro, e non mi ha nemmeno fermata quando ho lasciato la città, non l'ha fatto perchè lì c'era anche la sua amante a controllare tutte le sue mosse. L'ammissione è arrivata dopo tanto tempo, quando ormai non poteva più smentire l'evidenza, ma non ho mai ricevuto una scusa, a malapena mi ha guardato in faccia, convinto com'è di aver ragione. Ci tengo a precisare che non ho abbandonato nessun bambino in fasce, quando parla di abbandono della famiglia sembra quasi che lo abbia lasciato da solo a crescere dei bambini, io c'ero sempre, anche quando ho iniziato ad uscire dalla vita pubblica, ed alla famiglia l'ho sempre detto. Ho iniziato a mollare quando Teseo peggiorava con la sua fissazione, l'ho fatto per lui, e come ho detto ho cercato di farlo capire anche agli altri ma con scarsi risultati. Ad oggi sono terribilmente delusa, perchè si è chiusa una storia nel modo più vile e assurdo possibile, e sono delusa anche dalla famiglia che non ha capito quel che ho passato, perchè ho fatto quel che ho fatto e quanto ho sofferto. Sinceramente per me questo matrimonio è già finito mesi fa quando ho sciolto il legame in gratibus e gli ho detto chiaramente che volevo anche il divorzio a tutti gli effetti. In quell'occasione gli ho anche detto che non gli sarei stata più fedele, quindi non mi sento in colpa di nulla, non verso di lui, ma semmai verso di me, perchè ho agito come non avrei mai fatto, spinta dalla rabbia e dal dolore. Ora come ora gli auguro di poter essere felice con la sua donna, probabilmente lei riuscirà a renderlo felice come io non sono stata in grado di fare. Per me spero di riuscire ad essere perlomeno serena un giorno, e soprattutto di riuscire a ritrovare la fiducia nel genere umano che in questo momento purtroppo mi manca, per quanto ci sia una persona che stia cercando amorevolmente di farmela tornare. Mi scuso per essermi dilungata ma non avrei potuto essere più sintetica per riuscire a spiegare più o meno tutto, anzi già così ho dovuto tralasciare molti altri particolari.
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Gelosy



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MessagePosté le: Dim Avr 01, 2018 11:23 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Galatea aveva letto con attenzione e sofferenza le deposizioni dei genitori e ritornò nell'aula del tribunale proprio quando sua madre stava raccontando alcuni eventi della loro vita. Si sedette ad ascoltare, tornò indietro nel tempo, ricordò momenti felici e tristi, la sua infanzia e gli ultimi anni della loro vita. Aspettò in silenzio che qualcuno le rivolgesse la parola e le dicesse cosa fare.
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Kalimero



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MessagePosté le: Mar Avr 03, 2018 12:33 pm    Sujet du message: Répondre en citant

anche il procuratore aveva ascoltato la sofferta deposizione che la controparte, come la prima volta, aveva dato spontaneamente senza necessità di intervento suo da interrogante, ma meglio così, pensò, la verità è più tale quando spontanea. ma dopo che fu esaurito il lungo fiume di parole, pensieri e dolori della sposa dopo qualche minuto di raccoglimento e meditazione per far sedimentare il tutto intervenne - "ah l'amore, così forte e così tragico, nel suo rovescio, come il più glorioso angelo che da caduto diventa il più tremendo dei demoni. l'esperienza del tradimento, per quanto, a quanto ho visto in queste aule, non rarissima, di certo mai mi è parsa così tragica e dolorosa. soprattutto quando prima ancora che carnale a tradire è il distacco anche spesso motivato da ragioni terze, tra le quali la politica, che pure da arte nobile si trasforma in gorgo oscuro, è tra le più comuni. però, a valle di tutto ciò, ci terrei a far presente che un matrimonio, fin quando non è sciolto dalla Chiesa che lo stringe, vincola i contraenti al rispetto reciproco e all'obbligo di fedeltà, morale prima ancora che materiale. perciò i casi di tradimento vanno sempre censurati, e ne terremo conto. circa quell'avvenimento che vi ha profondamente segnato tanto da farvi desiderare la morte, mi preme invitarvi a confessarcelo con tutta onestà, siamo qui appunto per capire, e sottrarci detto per voi terribile evento installa un punto oscuro nel vostro racconto, che vi invito perciò a porre in luce, sia per chierezza dinanzi alla corte e all'Altissimo che come liberazione personale".
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Iside.



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MessagePosté le: Jeu Avr 12, 2018 1:25 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Sospirò, non aveva nemmeno più la forza di parlare.

E' naturale che ne terrete conto, come ho già detto io non sono qui per nascondermi dietro tante belle parole e da me avrete solo la verità.
Non voglio evitare punizioni, voglio soltanto chiudere questo matrimonio che ormai è soltanto una farsa, un legame mai esistito per quanto mi riguarda in quanto è stato fondato sulle menzogne e sull'inganno.
Ad ogni modo l'evento di cui ho parlato riguarda la perdita di una persona molto cara e non ho voglia di parlarne, siete una persona intelligente Signor Procuratore e credo abbiate capito cosa intendevo quando ho detto che il legame tra me e Teseo andava ben al di là di quello che potrebbe sembrare e, proprio perchè di me sapeva tutto, ho trovato squallido che utilizzasse il periodo più difficile della mia vita per colpirmi alle spalle.
Ma tant'è...lui viene osannato come una sorta di eroe nazionale anche da quella figlia che vedo già pronta a parlare, così come da altri componenti della famiglia, nonostante sapessero tutti del nostro legame, di quanto combattessi per le ossessioni di mio marito, del dolore che ho vissuto e di quello che Teseo mi ha fatto.
Niente da fare, sono sempre le persone peggiori ad essere amate, e di questo ormai sono sempre più convinta.
Adesso perdonatemi ma davvero non riesco più a parlare, sono stanca e provata.
Ripeto che sono pronta ad accettare qualsiasi punizione e che non mi interessa assolutamente nulla di quella che darete a lui, la mia coscienza è pulita e mi basta questo, spero soltanto che possa risolversi tutto quanto prima.
Grazie per avermi ascoltato.
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Kalimero



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MessagePosté le: Mer Avr 18, 2018 10:24 am    Sujet du message: Répondre en citant

"capisco, e cercherò di rispettare la vostra volontà - fece il procuratore per poi rivolgersi alla corte - eccellenza ritengo che la controparte sia stata davvero chiara, ma ci occorre una replica quantomeno di conferma o smentita dell'emerso dal questuante, perciò se non avete domande prima di ascoltare i figli riconvocherei il medesimo".
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Jalisse



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MessagePosté le: Dim Avr 22, 2018 12:22 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Potete tranquillamente procedere Monsignor Kalimero

Rispose il presidente del tribunale
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Kalimero



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MessagePosté le: Jeu Avr 26, 2018 10:35 pm    Sujet du message: Répondre en citant

e il procuratore quindi si rivolse allo sposo - "messer Teseo prego rifacetevi alla sbarra dei testimoni".
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teseo



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MessagePosté le: Sam Avr 28, 2018 12:25 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Teseo aveva ascoltato in silenzio, la rabbia la delusione non erano in esclusiva per la moglie ma nonostante il dolore e la fatica cercò di spiegare i suoi fatti.


Speravo di non dover entrare in particolari, di non dover "accusare" né di sentirmi accusato per episodi che esulano dalla richiesta di scioglimento, avrei voluto che tutto si svolgesse nel modo meno doloroso possibile per entrambi, ma vedo che la sofferenza non è ancora finita e quindi mi trovo costretto a rispondere.
Ognuno vede la parzialità della cosa, ognuno vede seguendo il proprio punto di vista.
A me non importa aver ragione o torto, perché quando una relazione come la nostra finisce è sempre un concorso di cause e colpe.
Ci tengo però a voler sottolineare che alcune parti trattate dalla Isabella non corrispondono al mio modo di pensare e forse la rabbia non ci rende del tutto lucidi.

E’ vero che siamo stati molto felici insieme, che abbiamo realizzato il sogno di entrambi di avere una famiglia e così è stato. Mi dipinge con un uomo falso e privo di freni, con una ambizione fuori dal normale, con un attaccamento ai titoli per poi dire che sono incapace di prendere una posizione.
Queste affermazioni cozzano tra loro e con i fatti.
Mi accusa di esserle stato infedele da sempre, di avere mille amanti e la maggior parte mi sono state attribuite da o riferite da uomini che avevano a cuore solo minare la mia immagine ed ingraziarsi Isabella, gente che nemmeno mi conosce, se non superficialmente,e che solo per il semplice fatto di avermi visto in compagnia di “ donne” ha costruito e divagato con preconcetti. E questi pettegolezzi hanno fatto si che si accompagnasse lei stessa a questi individui legittimata quasi da tali dicerie.
Mi ricordo una lite furibonda per una data appuntata sul diario. .. che mia moglie lesse per poi andare su tutte le furie, infatti credeva che fosse un anniversario con una delle mie ipotetiche amanti e invece era la data di partenza di mia figlia per un viaggio, cosa accertata confrontando le date sul diario di Galatea.
Ho sempre spinto Isabella a tornare alla vita attiva e se, come dice, le fossi stato infedele da sempre, forse non avrei insistito per farla tornare dai suoi continui ritiri spirituali.
Ripeto ho tentato in tutti modi di riavere mia moglie, ho cercato in tutti i modi di ridarle la voglia di vivere ma nulla, anzi lei cercava sempre di isolarmi fino a istigarmi al suicidio.
Ho cercato conforto e aiuto dalle mie amicizie, ma erano tali perché so benissimo che il legame sacro è indissolubile finché ci sono i presupposti che lo reggano in piedi. E non nego che qualcuna di queste amicizie sia diventata importante ma quando ero ormai solo. Sono un uomo non un santo non è mia presunzione esserlo.

Mi accusa di essere attaccato alle cariche istituzionali, alla politica e ai titoli che ne conseguono eppure non ho fatto parte di alcun partito fiorentino. Ho sempre declinato gli inviti di diversi schieramenti che più volte mi hanno chiesto di entrare tra le fila dei loro militanti. Non ho mai ricoperto cariche consiliari a Firenze, mai. Le mie mire politiche quali erano?
I ruoli che ho avuto erano dettati da un senso del dovere: Ammiraglio o capoporto. Sono entrambe cariche che non portano ad alcun titolo. Mi sono molte volte lamentato con i miei superiori affinché designassero un mio sostituto,sia come capoporto sia come ammiraglio, ma non riuscivano a trovare nessuno ( sarei stato ben lieto di dar spazio ai giovani). Alla fine, viste le lamentele di mia moglie tra un ritiro e l’altro, ho dovuto abbandonare la marina, scelta per me non facile visto il mio amore per il mare, sempre per tentare di salvare quel legame che era forte. Adesso sembra che sia bramosia di potere difendere la propria terra.
L’araldica era l’altro mio impegno ma anche li, non è certo che si arrivi a un titolo nobiliare perché, anche se lo chiedessi, sarebbe comunque sottoposto al vaglio della intera consulta nobiliare. Sono anni che sono in quella istituzione e non ne ho mai avuto uno.
L’unico titolo riconosciuto è stato essere cavaliere di merito della mia repubblica per aver svolto i miei compiti con serietà e sacrificio per anni.
Titolo perso quando mia moglie mi ha costretto a scomparire dalla vita pubblica e a perdermi per mesi fino a risultare introvabile.

Eppure se ripenso ai momenti di lavoro intenso, nonostante i miei impegni, non ho mai fatto mancare nulla alla mia famiglia e men che meno a mia moglie. Le mie attenzioni per lei erano immutate forse era lei ad allontanarmi e ad allontanarsi.
Non voglio accusare nessuno ma solo evitare di subire passivamente alcune accuse che trovo forzate e ingigantite.

La cosa atroce è che mi si accusi di non aver fatto nulla per lei nel momento in cui aveva maggior bisogno. Eppure mi sono occupato dei suoi affari, mi sono più volte preso la briga di giurare fedeltà per il feudo di mia moglie, perché era lei ad aver fatto politica i primi tempi a Firenze e ad avere avuto un riconoscimento. Ancora più grave che si pensi che il sottoscritto abbia approfittato della sua malattia per ereditare il suo titolo, mai voluto e mai ereditato.
Il titolo lo ereditò mia nipote che, viste le richieste di mia moglie rediviva (pur non avendo più alcun diritto) ha rinunciato al titolo stesso.
Come la mia famiglia, anche io ho sempre assecondato ogni sua richiesta, cercando di realizzare ogni suo desiderio. Ho sopportato la sua assenza.
Quella sua assenza mi ha arrecato molto dolore. Per anni e anni abbiamo cercato tutti di spronarla al minimo ma lei era sempre così schiva e quando andavo in convento a informarla di quanto accedesse, sia cose belle che brutte, mi aggrediva dicendomi che non le importava nulla. Nulla poteva risvegliarla né la perdita dei nostri figli nè i lieti eventi come i matrimoni a cui lei si rifiutava di prendervi parte.
Io, dopo un po’, ho rinunciato perché non volevo urtare la sua persona e non volevo avere inutili e logoranti litigi. Da quel momento ho iniziato a vivere sfortunatamente senza la sua presenza. Quando lei è sparita e non si avevano notizie , era introvabile, ho smesso di cercarla, ho smesso di forzarla. Più volte aveva espresso il desiderio di non voler saper più nulla e dopo un po’, dopo anni di lettere, di feste, di regali, di dialoghi che cercavano di riportarla a me e alla nostra famiglia mi sono arreso e nonostante l’amore che per lei era immenso si è inaridito.

Ho sempre voluto proteggerla e tutelarla anche adesso non ero entrato nel particolare per non rivangare, ma ribadisco non è una accusa nei suoi confronti, ma solo mostrare il mio punto di vista.
Quando lei si è ripresentata, riemergendo dal nulla, mi ha chiesto di sparire con lei per salvare il salvabile ed io l’ho fatto come ultima ratio. Ma non si fidava più, sentiva i pettegolezzi e ha iniziato a sorvegliarmi a controllare ogni cosa. Ho abbandonato tutto, non volevo più discussioni o litigi furibonde e nemmeno diventare introvabili ha sortito cambiamenti. Nemmeno l’aver abbandonato ogni cosa, morire dentro su sua richiesta, ha placato il suo animo. Cosa altro dovevo fare. Ho amato Isabella come mai nessun altro uomo abbia mai fatto e credetemi se vi dico che la sofferenza è stata devastante. Ora vorrei solo andare avanti.


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Kalimero



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MessagePosté le: Sam Mai 19, 2018 9:59 am    Sujet du message: Répondre en citant

"anche il vostro punto di vista è chiaro, divergente quanto a giudizi personali ma completa il quadro della situazione - fece il procuratore per poi parlare al consesso riepilogando la travagliata situazione - abbiamo dunque due sposi che sebbene si siano molti amati e siano tuttora tragicamente legati dal dolore reciproco hanno una visione del proprio vissuto, anche penetrato da tradimenti reciproci e diversamente maturati come si è palesato, conflittuale e alternativo. certo però l'assenza semi-perenne della sposa nella vita di coppia, nella famiglia e nella società, seppur per motivi suoi di certo giustificati dal proprio punto di vista, è un dato di fatto oggettuale da tenere per fermo. - indi si rivolse alla corte - eccellenza non credo che serva appronfondire ulteriormente sulla reciproca condotta adulterina, per pudore e perché è stata sufficientemente ammessa, perciò se non avete domande chiamerei a testimone la prole".
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Jalisse



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MessagePosté le: Sam Mai 19, 2018 4:03 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Possiamo andare avanti Monsignore
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