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[IT]Del carattere sacro e perpetuo del Battesimo

 
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Jolieen
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MessagePosté le: Jeu Mar 07, 2019 3:45 pm    Sujet du message: [IT]Del carattere sacro e perpetuo del Battesimo Répondre en citant

Citation:

    ........

    Del carattere sacro e perpetuo del Battesimo
    Testo teologico e canonico sui fondamentali del sacramento del Battesimo





    Il battesimo è il primo dei sacramenti che un fedele riceve nella sua vita. Esso infonde lo stato di
    grazia per la prima volta nell'animo del battezzato e cancella, come ci insegna il Christos,
    i peccati che sono stati commessi prima di ottenere il sacramento battesimale. Attraverso questo rito, egli diviene
    un fedele aristotelico. Così ci è riferito dagli atti e dalle parole di Christos nella sua Vita nel
    Capitolo XII :


      « E poi Christos si avvicinò alla fontana, e disse ancora al Centurione: "Per grazia
      dell'Eterno, laverò via i tuoi peccati, rinnovandoti nell'acqua, la fonte di vita!" A quel punto Christos
      immerse le sue mani unite sotto nel getto della fontana. Bagnò il corpo del Centurione
      di quest'acqua, sussurrando queste parole: "Signore, accetta di lavare questo uomo dai suoi
      peccati, perché possa così rinascere nella comunità dei fedeli! Nel nome dell'Altissimo.
      Amen. »

    Il battesimo appare così come una nuova rinascita. Esso fa rinascere in Dio colui che
    lo riceve, qualunque siano le azioni perpetrate o le parole pronunciate. La sua anima è lavata,
    diviene immacolata. Ricevere il battesimo aristotelico è entrare nella Comunità
    Aristotelica che forma la Chiesa di Dio sulla Terra. Questo è il primo passo verso la Salvezza
    dell'anima nel Paradiso solare che è il dominio dell'Altissimo. Perché è attraverso il battesimo che si
    riceve la grazia. E la grazia sostiene la santificazione del fedele. Questo legame di comunicazione e di
    comunione con Dio permette alla fede del fedele di essere vivificata, d'impregnare la sua vita dei valori
    spirituali e delle virtù aritstoteliche. Qui c'è l'efficacia reale del sacramento del battesimo
    che semina la semenza santificante che porta alla Salvezza. Com'è detto dai Profeti il cui messaggio
    continua ad essere diffuso attraverso la Chiesa, « l'Altissimo salva e santifica gli uomini
    attraverso i sacramenti che sono il mezzo più sicuro, ma non i soli, per accedere alla
    Salvezza».

    Ma se si entra nella vita aristotelica attraverso il Battesimo come la nostra nascita ci fa
    entrare nella vita terrestre, questo suppone che ci sia una possibilità di morte. Si pone così la
    domanda della solubilità del Battesimo. Perché è detto nel capitolo XII della Vita del profeta
    Christos :


      « Poi, Christos chiamò noi, i suoi apostoli, uno a uno a lui, e
      ci immerse nell'acqua della fontana, facendoci nascere a nuova vita. Ci disse:
      "Apostoli miei, uomini e donne, per grazia di Dio venite ora lavati dai vostri
      peccati. Mostrategli che siete meritevoli di questo onore
      che lui vi offre, perchè il sacramento del Battesimo può essere annullato da chiunque ne tradisca
      la sostanza. »

    Tuttavia Christos afferma allo stesso tempo che, come il matrimonio, il Battesimo è un impegno
    per tutta la vita. Queste parole riportate nel capitolo XIII della sua Vita paiono a prima vista
    contraddittorie :


      « Quando due esseri condividono un amore puro, e intendono perpetuare la nostra
      specie procreando, Dio permette loro, tramite il sacramento del matrimonio, di vivere il loro
      amore. Questo amore così puro, vissuto nella virtù, glorifica Dio, perchè Lui è amore, e
      l'amore che gli uomini condividono è il più grande dono che Gli si possa fare.
      Ma, come il battesimo, il matrimonio è un impegno per la vita, Natchiachia,
      scegli con giudizio, perchè una volta che tu e Yhonny sarete sposati, non vi potrete
      più sottrare »
      .

    Diviene allora necessariamente importante interrogarci tanto sui fondamenti della vita
    in quanto fedeli aristotelici. Diventa allora importante, come abbiamo detto, la ricerca della Salvezza
    nel Paradiso Solare e l'amore per Dio stesso. Così sembra che la vita
    aristotelica non è unicamente la via terrestre così come viene intesa nel senso fisico del
    termine, ma la vita nel tempo e l'eternità in Paradiso.

    Così che cos'è la morte aristotelica? E' la dannazione, allontanarsi da Dio, morire
    agli occhi dell'Altissimo, essere privati della Sua visione beatifica e dell'amore dei nostri fratelli nella Chiesa.
    La sola vera morte per un aristotelico, è l'Inferno Lunare. Così, quando Christos
    dice che il battesimo è un impegno per la vita, egli parla di tutta la nostra vita, sia terrena che
    celeste. Ordunque un dannato è morto spiritualmente. Il suo sacramento battesimale come tutti i
    sacramenti che egli ha potuto ricevere non gli sono più di alcuna utilità poiché il legame che lo legava a
    Dio e attraverso il quale percepiva la Sua grazia, è perduto. Così questo è il vero senso delle parole di
    Christos che ci ha detto di essere degni sulla terra del nostro battesimo a rischio di
    perderli per l'eternità, causando sofferenze e punizioni eterne.

    Così si può dire che i sacramenti, che sono dei "doni infinitamente meravigliosi
    e gratuiti dell'Onnipotente verso la razza umana, sono eterni e perpetui". Ipso facto,
    questa misericordia infinita dell'Alrissimo ci porta ad affermare che il Battesimo è un sacramento
    indissolubile, perché unico legame perpetuo e continuo che lo lega a Dio e gli permette d'accere, fuori
    del peccato, alla grazia santificante di cui Egli è la sorgente. Perché solo il peccato romper il legame che
    ci unisce a Dio. E come l'ottenimento di tutti i sacramenti aristotelici è
    subordinato all'esistenza del rito battesimale, senza il Battesimo, non è appunto possibile la confessione
    e dunque il sacramento della penitanza che ne consegue. Dissolto il battesimo, il fedele scomunicato
    sarà definitivamente condannato all'Inferno Lunare, costretto all'impossibilità di ricevere
    il sacramento della penitenza che dovrebbe fare seguito alla confessione dei peccati.

    Ma essendo Dio perdono e amore, non può essere concepibile che Egli condanni per l'eternità degli inferi i fedeli potenzialmente contriti.
    Inoltre la Chiesa nella Sua consuetudine e nel Suo ministero ha già numerose volte, aperto le braccia a coloro che si rivolgono ad Essa
    e domandano a Lui umilmente, contrito e penitenti, l'assoluzione dei loro peccati e la reintegrazione dei loro corpi e delle loro anime nella
    comunione della Chiesa e dei fedeli nella speranza del Paradiso Solare e delle grazie salvatrici dell'Altissimo. Così, come il sacramento
    del perdono è subordinato alla ricezione del sacramento del battesimo, noi possiamo constatare che il sacramento del battesimo non può
    essere dissolto, altrimenti un fedele scomunicato non potrebbe mai essere reintegrato nella comunità dei fedeli. D'altra parte, se il battesimo
    potesse essere dissolto da ogni peccato mortale commesso da un battezzato, allora la confessione sarebbe perfettamente inutile e sarebbe
    sufficiente al fedele domandare un nuovo battesimo per ottenere il perdono.
    Christos avendo istituito la confessione che perdona i peccati, nessun peccato può resistere a una confessione vera e sincera perché la potenza
    del perdono di Dio è come Lui stesso: infinito. L'esistenza sola della confessione conferma da se stessa la spiegazione dell'apparente
    contraddizione nelle parole di Christos: la confessione restaura lo stato di grazia di un battezzato caduto nel peccato e re-infonde la grazia del
    battesimo nella sua anima, facendolo rivivere nuovo agli occhi di Dio, e rivitalizzando in lui le virtù teologali della Fede, della Carità e della Speranza.

    Per il popolo di Dio
    Aaron de Nagan,
    Arcivescovo di Cesarea.

    Aristokolès de Valyria,
    Vescovo di Agen.


    Con la partecipazione di Tibère de Plantagenêt, Arcivescovo di Rouen, Aymé von Frayner-
    Embussy, arcivescovo d’Arles, Decano del Seminario di Provence, Assistente pontificio e teologo
    presso la Congregazione del Sant'Uffizio, Aegon de Valyria, Vescovo d’Autun, Assistente pontificio e
    scrittore presso la Congregazione del Sant'Uffizio, Pie de Valence, Vescovo di Langres, Assistente
    pontificio e scrittore presso la Congregazione del Sant'Uffizio, Overnas de Chypre, Arcivescovo di Malines.

    ________________________________


    Testo teologico e dogmatico sui fondamenti del sacramento del battesimo.
    Dato e approvato a Roma dal Sacro Collegio sotto il pontificato del Santissimo Padre Innocente VIII
    l'ottavo giorno del mese di settembre, domenica, dell'anno di grazia MCDLXI.

    Rilasciato e sigillato da S.E. Aaron de Nagan, Arci cancelliere della Sede Apostolica,
    l'ottavo giorno del mese di Settembre, domenica, dell'anno di grazia MCDLXI.






Code:
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[color=#FFCC33][size=24][i][b]Del carattere sacro e perpetuo del Battesimo[/b][/i][/size]
[i]Testo teologico e canonico sui fondamentali del sacramento del Battesimo[/i][/color]
[i]



Il battesimo è il primo dei sacramenti che un fedele riceve nella sua vita. Esso infonde lo stato di
grazia per la prima volta nell'animo del battezzato e cancella, come ci insegna il Christos,
i peccati che sono stati commessi prima di ottenere il sacramento battesimale. Attraverso questo rito, egli diviene
un fedele aristotelico. Così ci è riferito dagli atti e dalle parole di Christos nella sua Vita nel
Capitolo XII :[/i]

[list] [color=#999999][size=9]«  E poi Christos si avvicinò alla fontana, e disse ancora al Centurione: "Per grazia
dell'Eterno, laverò via i tuoi peccati, rinnovandoti nell'acqua, la fonte di vita!" A quel punto Christos
immerse le sue mani unite sotto nel getto della fontana. Bagnò il corpo del Centurione
di quest'acqua, sussurrando queste parole: "Signore, accetta di lavare questo uomo dai suoi
peccati, perché possa così rinascere nella comunità dei fedeli! Nel nome dell'Altissimo.
Amen. »[/size][/color][/list][i]
Il battesimo appare così come una nuova rinascita. Esso fa rinascere in Dio colui che
lo riceve, qualunque siano le azioni perpetrate o le parole pronunciate. La sua anima è lavata,
diviene immacolata. Ricevere il battesimo aristotelico è entrare nella Comunità
Aristotelica che forma la Chiesa di Dio sulla Terra. Questo è il primo passo verso la Salvezza
dell'anima nel Paradiso solare che è il dominio dell'Altissimo. Perché è attraverso il battesimo che si
riceve la grazia. E la grazia sostiene la santificazione del fedele. Questo legame di comunicazione e di
comunione con Dio permette alla fede del fedele di essere vivificata, d'impregnare la sua vita dei valori
spirituali e delle virtù aritstoteliche. Qui c'è l'efficacia reale del sacramento del battesimo
che semina la semenza santificante che porta alla Salvezza. Com'è detto dai Profeti il cui messaggio
continua ad essere diffuso attraverso la Chiesa,  «  l'Altissimo salva e santifica gli uomini
attraverso i sacramenti che sono il mezzo più sicuro, ma non i soli, per accedere alla
Salvezza».

Ma se si entra nella vita aristotelica attraverso il Battesimo come la nostra nascita ci fa
entrare nella vita terrestre, questo suppone che ci sia una possibilità di morte. Si pone così la
domanda della solubilità del Battesimo. Perché è detto nel capitolo XII della Vita del profeta
Christos  :[/i]

[list][color=#999999][size=9]«  Poi, Christos chiamò noi, i suoi apostoli, uno a uno a lui, e
ci immerse nell'acqua della fontana, facendoci nascere a nuova vita. Ci disse:
"Apostoli miei, uomini e donne, per grazia di Dio venite ora lavati dai vostri
peccati. Mostrategli che siete meritevoli di questo onore
che lui vi offre, perchè il sacramento del Battesimo può essere annullato da chiunque ne tradisca
 la sostanza. »[/size][/color][/list][i]
Tuttavia Christos afferma allo stesso tempo che, come il matrimonio, il Battesimo è un impegno
per tutta la vita. Queste parole riportate nel capitolo XIII della sua Vita paiono a prima vista
contraddittorie : [/i]

[list][color=#999999] [size=9]«  Quando due esseri condividono un amore puro, e intendono perpetuare la nostra
specie procreando, Dio permette loro, tramite il sacramento del matrimonio, di vivere il loro
amore. Questo amore così puro, vissuto nella virtù, glorifica Dio, perchè Lui è amore, e
l'amore che gli uomini condividono è il più grande dono che Gli si possa fare.
Ma, come il battesimo, il matrimonio è un impegno per la vita, Natchiachia,
scegli con giudizio, perchè una volta che tu e Yhonny sarete sposati, non vi potrete
più sottrare »[/size].[/color][/list][i]
Diviene allora necessariamente importante interrogarci tanto sui fondamenti della vita
in quanto fedeli aristotelici. Diventa allora importante, come abbiamo detto, la ricerca della Salvezza
nel Paradiso Solare e l'amore per Dio stesso. Così sembra che la vita
aristotelica non è unicamente la via terrestre così come viene intesa nel senso fisico del
termine, ma la vita nel tempo e l'eternità in Paradiso.

Così che cos'è la morte aristotelica? E' la dannazione, allontanarsi da Dio, morire
agli occhi dell'Altissimo, essere privati della Sua visione beatifica e dell'amore dei nostri fratelli nella Chiesa.
La sola vera morte per un aristotelico, è l'Inferno Lunare. Così, quando Christos
dice che il battesimo è un impegno per la vita, egli parla di tutta la nostra vita, sia terrena che
celeste. Ordunque un dannato è morto spiritualmente. Il suo sacramento battesimale come tutti i
sacramenti che egli ha potuto ricevere non gli sono più di alcuna utilità poiché il legame che lo legava a
Dio e attraverso il quale percepiva la Sua grazia, è perduto. Così questo è il vero senso delle parole di
Christos che ci ha detto di essere degni sulla terra del nostro battesimo a rischio di
perderli per l'eternità, causando sofferenze e punizioni eterne.

Così si può dire che i sacramenti, che sono dei "doni infinitamente meravigliosi
e gratuiti dell'Onnipotente verso la razza umana, sono eterni e perpetui". Ipso facto,
questa misericordia infinita dell'Alrissimo ci porta ad affermare che il Battesimo è un sacramento
indissolubile, perché unico legame perpetuo e continuo che lo lega a Dio e gli permette d'accere, fuori
del peccato, alla grazia santificante di cui Egli è la sorgente. Perché solo il peccato romper il legame che
ci unisce a Dio. E come l'ottenimento di tutti i sacramenti aristotelici è
subordinato all'esistenza del rito battesimale, senza il Battesimo, non è appunto possibile la confessione
e dunque il sacramento della penitanza che ne consegue. Dissolto il battesimo, il fedele scomunicato
sarà definitivamente condannato all'Inferno Lunare, costretto all'impossibilità di ricevere
il sacramento della penitenza che dovrebbe fare seguito alla confessione dei peccati.

Ma essendo Dio perdono e amore, non può essere concepibile che Egli condanni per l'eternità degli inferi i fedeli potenzialmente contriti.
Inoltre la Chiesa nella Sua consuetudine e nel Suo ministero ha già numerose volte, aperto le braccia a coloro che si rivolgono ad Essa
e domandano a Lui umilmente, contrito e penitenti, l'assoluzione dei loro peccati e la reintegrazione dei loro corpi e delle loro anime nella
comunione della Chiesa e dei fedeli nella speranza del Paradiso Solare e delle grazie salvatrici dell'Altissimo. Così, come il sacramento
del perdono è subordinato alla ricezione del sacramento del battesimo, noi possiamo constatare che il sacramento del battesimo non può
essere dissolto, altrimenti un fedele scomunicato non potrebbe mai essere reintegrato nella comunità dei fedeli. D'altra parte, se il battesimo
potesse essere dissolto da ogni peccato mortale commesso da un battezzato, allora la confessione sarebbe perfettamente inutile e sarebbe
 sufficiente al fedele domandare un nuovo battesimo per ottenere il perdono.
Christos avendo istituito la confessione che perdona i peccati, nessun peccato può resistere a una confessione vera e sincera perché la potenza
del perdono di Dio è come Lui stesso: infinito. L'esistenza sola della confessione conferma da se stessa la spiegazione dell'apparente
contraddizione nelle parole di Christos: la confessione restaura lo stato di grazia di un battezzato caduto nel peccato e re-infonde la grazia del
battesimo nella sua anima, facendolo rivivere nuovo agli occhi di Dio, e rivitalizzando  in lui le virtù teologali della Fede, della Carità e della Speranza.

Per il popolo di Dio
[b]Aaron de Nagan,[/b]
Arcivescovo di Cesarea.

[b]Aristokolès de Valyria, [/b]
Vescovo di Agen.


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Embussy, arcivescovo d’Arles, Decano del Seminario di Provence, Assistente pontificio e teologo
presso la Congregazione del Sant'Uffizio, Aegon de Valyria, Vescovo d’Autun, Assistente pontificio e
 scrittore presso la Congregazione del Sant'Uffizio, Pie de Valence,  Vescovo di Langres, Assistente
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Testo teologico e dogmatico sui fondamenti del sacramento del battesimo.
Dato e approvato a Roma dal Sacro Collegio sotto il pontificato del Santissimo Padre Innocente VIII
l'ottavo giorno del mese di settembre, domenica, dell'anno di grazia MCDLXI.

Rilasciato e sigillato da S.E. Aaron de Nagan, Arci cancelliere della Sede Apostolica,
l'ottavo giorno del mese di Settembre, domenica, dell'anno di grazia MCDLXI.

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MessagePosté le: Jeu Mar 07, 2019 3:46 pm    Sujet du message: Répondre en citant

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