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[Ap 74] Scioglimento matrimoniale Anniusca - Teseo
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almalibre



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MessagePosté le: Mer Jan 15, 2020 4:56 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Il Procuratore si rivolge quindi alla testimone Dama Eriti e le indica la formula del giuramento

*Io, "vostro nome completo", giuro solennemente davanti a questa Corte, ai Dogmi della Chiesa Aristotelica e davanti all'Altissimo che mi sorveglia e mi giudica, di dire la verità e soltanto quella, senza falsità alcuna. Qualora contravvenissi a tale giuramento, che la mia anima possa bruciare nel fuoco eterno dell'Inferno Lunare ed essere giudicata colpevole da questa corte*.
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Eriti



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MessagePosté le: Mer Jan 15, 2020 11:12 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Eriti si alzò all'ingresso del Cardinale chinando il capo in segno di rispetto.

Quando udì il Procuratore chiamarla per prestare il giuramento, si alzò nuovamente e ripetè la formula.


Io, Eriti Velia Malipiero Giustiniani Longo, giuro solennemente davanti a questa Corte, ai Dogmi della Chiesa Aristotelica e davanti all'Altissimo che mi sorveglia e mi giudica, di dire la verità e soltanto quella, senza falsità alcuna. Qualora contravvenissi a tale giuramento, che la mia anima possa bruciare nel fuoco eterno dell'Inferno Lunare ed essere giudicata colpevole da questa corte.
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almalibre



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MessagePosté le: Jeu Jan 16, 2020 11:35 am    Sujet du message: Répondre en citant

Il Procuratore si rivolge quindi alla testimone Dama Arthemisia indicando anche a lei, la formula del giuramento

*Io, "vostro nome completo", giuro solennemente davanti a questa Corte, ai Dogmi della Chiesa Aristotelica e davanti all'Altissimo che mi sorveglia e mi giudica, di dire la verità e soltanto quella, senza falsità alcuna. Qualora contravvenissi a tale giuramento, che la mia anima possa bruciare nel fuoco eterno dell'Inferno Lunare ed essere giudicata colpevole da questa corte*.
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Arthemisia



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MessagePosté le: Ven Jan 17, 2020 12:41 am    Sujet du message: Répondre en citant

All'ingresso della Corte, fece un cenno di riverenza e quando il Procuratore chiamò il suo nome, prestò il proprio giuramento.

Io, Arthemisia Rosanera De Luna De Curtis, giuro solennemente davanti a questa Corte, ai Dogmi della Chiesa Aristotelica e davanti all'Altissimo che mi sorveglia e mi giudica, di dire la verità e soltanto quella, senza falsità alcuna. Qualora contravvenissi a tale giuramento, che la mia anima possa bruciare nel fuoco eterno dell'Inferno Lunare ed essere giudicata colpevole da questa corte.
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almalibre



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MessagePosté le: Ven Jan 17, 2020 12:20 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Il Procuratore, ascoltati i giuramenti fatti dai due sposi e dalle due Dame citate quali testimoni dalla sposa, controlla ancora una volta che tutti i documenti allegati all'istanza siano in regola e, avuta in precedenza la disposizione dall'Eminentissimo Signor Presidente della Corte di dare inizio all'udienza, si rivolge alla sposa sorridendole avendola vista alquanto tesa.

*Dama Anniusca, siamo qui per ascoltare le motivazioni che vi hanno spinto a richiedere il nostro intervento, quindi vi prego di elencarle con chiarezza ed il più dettagliatamente possibile, senza usare mezzi termini, nè cercando di nascondere la realtà degli accadimenti, ricordandovi, qualora ce ne fosse bisogno, che siete sotto giuramento.
A voi la parola Dama.*


Finito di parlare il Procuratore resta in silenzio.
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Anniusca



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MessagePosté le: Ven Jan 17, 2020 11:10 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Nuovamente il Procuratore la chiamò: era arrivato il momento della deposizione.
Si alzò facendo un respiro profondo, incapace però di controllare il cuore che le martellava nel petto.
Aveva provato a ripetersi più volte quel discorso ma ogni volta l’emozione aveva il sopravvento, per i ricordi, le delusioni, la solitudine provata. Ora però non poteva tirarsi indietro, avrebbe aperto il suo cuore nuovamente, sperando finalmente d’essere compresa e poter infine ritrovare la propria serenità.

Socchiuse gli occhi e inspirò a fondo, schiarendosi la voce perché non uscisse roca nonostante l’arsura della gola.

“Vi ringrazio, Vostra Eminenza e Eccellentissimo Procuratore, per essere qui ad ascoltarmi.
Mai e poi mai avrei creduto di trovarmi qui a richiedere che il Sacro vincolo che mi lega a questo uomo fosse annullato.
La decisione di unirci in matrimonio è stata lungamente soppesata poiché per anni ho vissuto in solitudine la mia vedovanza, dedicandomi completamente a mio figlio Edoardo, frutto delle mie precedenti nozze.
Siamo andati cauti, anche per rispetto di questo bambino, ma giorno dopo giorno l’amore per Teseo aumentava, mi dava sicurezza, c’era sostegno ed aiuto reciproco. Quando infine abbiamo deciso di sposarci ero fermamente convinta che Teseo sarebbe stato l’uomo con cui avrei trascorso il resto della vita e col quale crescere Edoardo, formando una nostra famiglia”


Il ricordo di quella felicità le strinse il cuore, era assurdo come ciò che un giorno le aveva procurato tanta gioia, ora fosse motivo di tanto dolore.

“Dopo pochi mesi dal matrimonio, però, l’uomo che avevo conosciuto, frequentato e a cui avevo aperto il mio cuore dopo anni di solitudine, era cambiato.
Il nostro rapporto e la famiglia che volevamo formare insieme ha iniziato ad essere trascurata per gli impegni del Collegio d'Araldica: non c’era più tempo per noi e per me, come moglie, e le occasioni dei nostri incontri erano per lui motivo di sfogo, di discussioni e litigi quando lo imploravo di dedicarsi a noi. Giorno dopo giorno sentivo il mio sentimento spegnersi, il cuore raggelarsi. Vivevo con terrore questa sensazione, con la paura perenne di veder morire l’amore che con tanta fatica era stato riacceso in me.
Dissi a mio marito che ero infelice e che il nostro matrimonio stava affondando, lo imploravo di salvarlo insieme e ricevevo le sue promesse di trovare del tempo per me.
Leggevo la tristezza anche in lui, nel vedermi infelice, ma a quelle promesse non sono seguiti fatti.
Mi sentivo in parte colpevole di come quel amore, dapprima forte e invidiato da molti, si stava logorando”


Sentì nuovamente quel nodo, stretto attorno alla gola, ma cercò di respingerlo prima che le lacrime affiorassero ai suoi occhi.

“Anzi, i nostri incontri sono diventati sempre più sporadici, sempre più brevi, fino a limitarsi a saluti e poco più. Ho pensato avesse bisogno di tempo e di spazio dopo le dimissioni da Maresciallo d’Armi: era stato un duro colpo per entrambi ma lo spronai anche a non lasciarsi andare, a ritrovare la forza e la voglia di rifarci una vita insieme, nuovi interessi a cui dedicarci insieme. Man mano che passava il tempo, però, mi sono sentita sempre più sola.
Ho continuato a parlare del problema con mio marito ogni volta che potevo per cercare d’affrontarlo insieme: mi sentivo abbandonata.
Le mie disperate richieste di attenzioni e di salvare il nostro matrimonio sono state incomprese, viste come attacchi nei suoi confronti che lo hanno portato ad evitarmi volontariamente.
Forse mio marito avrebbe voluto che ignorassi il problema, che vivessi di pochi momenti felici in una vita infelice. Nella mia concezione di matrimonio invece le difficoltà vanno affrontate, discusse, per essere risolte. Non ce la facevo a tacere la mia sofferenza perché nulla ho mai nascosto a Teseo, ancor prima che fossimo marito e moglie.

Dopo mesi di assenze e discussioni, l’amore che mi legava a lui si è spento.
Ho amato Teseo con tutta me stessa ma non posso vivere ricordando solamente questo sentimento e quello che c’è stato.
Ritengo che portare avanti un matrimonio di facciata sarebbe una mancanza di rispetto, non solo nei suoi confronti, ma soprattutto dell’Altissimo.”


Non ce la faceva più.
La gola si era seccata e ogni parola usciva graffiandole le corde vocali.
Aveva gli occhi lucidi e arrossati quando, con un filo di voce, pronunciò le ultime parole.


“Chiedo semplicemente di poter tornare a dedicarmi a mio figlio Edoardo, Eminenza.
Ha bisogno che sua madre sia forte e per farlo devo ritrovare la serenità, nella mia mente e nella mia anima, che questo rapporto divenuto tormentato mi ha precluso.”

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S.G. Anna Iolanda Scarlett Espero
Contessa di Finale
Viscontessa di Sermide e Carpi
Ambasciatrice di Modena
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almalibre



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MessagePosté le: Sam Jan 18, 2020 1:05 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Ascoltata in silenzio la deposizione fatta da Dama Anniusca, il Procuratore si rivolge allo sposo Messer Teseo

*Messere, avete ascoltato le parole di vostra moglie. Siamo qui per ascoltare in silenzio ciò che avrete da dire a vostra volta. Ricordate soltanto che siete sotto giuramento.*

Ciò detto il Procuratore sorride anche allo sposo per trasmettergli tranquillità, vista la sua palese espressione di disagio dimostrata al suo ingresso in aula e si siede in silenzio.
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teseo



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MessagePosté le: Dim Jan 19, 2020 3:17 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Teseo si alzò, la sua figura monolitica prese posto. Con la mascella serrata cercava di trattenere ogni emozione e trovare il modo e la forza di rispondere.

Vi ringrazio per avermi dato la parola.

Sono giorni che penso a cosa avrei detto una volta giunto al vostro cospetto, è difficile riuscire ad esprimere a parole il tumulto di sentimenti che mi consuma dentro.

Quando ho letto la vostra convocazione una forte delusione ha invaso la mia mente e i miei pensieri, neanche una parola dalla mia sposa, neanche una lettera per rendermi note le sue decisioni di sciogliere il sacro vincolo.
Sapevo che ci fossero dei problemi, speravo che fosse un periodo passeggero invece ho trovato questa vostra lettera appena uscito dal convento. Dopo un primo momento di smarrimento, ho riflettuto molto. Abbiamo trascorso un periodo alquanto difficile in cui discussioni, distanza e senso di abbandono hanno logorato il nostro bellissimo rapporto. Probabilmente alcuni eventi nelle nostre vite che non sono andati come lei voleva e sono stati l'inizio della fine,come la nomina che ho avuto in collegio araldico... anche se al momento non me ne rendevo conto.
Ammetto di aver mancato nei confronti Anna, di aver dato spazio alle mie delusioni e alle mie sofferenze, che erano anche quelle della mia consorte, permettendo che queste mi logorassero nel tempo fino ad arrivare a questo punto.
Non ho ascoltato le sue richieste ed ho sottovalutato i segnali che mi inviava, non ne ho avuto la forza seppur ne avessi le intenzioni.
Purtroppo ho avuto un periodo di forte depressione, dal quale, come vedete, ancora non mi riprendo, mi sento spesso stanco. Ho informato tempestivamente Anna di questo malessere per cercare insieme a lei di trovare la forza per tornare quello che ero e non solo ma non ci riuscivo.
Mi sono ritirato dalla vita pubblica ed ho anche abbandonato i rapporti familiari, non solo con la mia consorte, ma anche con le mie figlie e mia nipote questo da la misura del mio dolore perchè la famiglia è la cosa a cui tengo di più.
Mi sono sentito in colpa, ma non sono riuscito a trovare gli stimoli giusti per reagire.

Prese fiato cercando di non farsi sopraffare dalla tristezza cercando di reagire.

Eppure a mio modo ho cercato sempre di non ostacolare il corso normale delle nostre vite.
Sembra quasi che io non abbia fatto nulla dalle sue parole ma non è così. Nonostante lei fosse a conoscenza di questo mio malessere non mi sono mai risparmiato per accontentarla. Siamo stati per lunghi mesi a Novara insieme, poi siamo tornati verso Piombino e da lì poi lei si è trasferita a Massa, nonostante sapesse che per me quella città non è mai stata ospitale per ricordi legati alla mia vita, ma io l’ho seguita anche li e l’ho sempre sostenuta per quel che potevo nei suoi nuovi impegni politici.
Vedo la mia sposa contrita qui in questa sede e me ne dispiaccio e come lei anche io credo nel vincolo sacro del matrimonio , seppur con il mio malessere e con la mia depressione, ho sempre mantenuto fede ai voti matrimoniali senza mai dare modo alla mia sposa ad esempio di dubitare del mio amore e della mia fedeltà.
E' vero, mi sono chiuso ed ho cercato, forse dapprima inconsapevolmente e dopo volutamente la solitudine perché i tentativi di Anna di farmi tornare erano duri e visti da me solo come attacchi ed era la cosa peggiore perché invece che spronarmi mi hanno allontanato di più.

Anna ora dice che l’amore nei miei confronti è finito e di fronte a questo non posso che alzare le mani e a malincuore prendere atto e lasciarla libera di vivere la sua nuova vita.
Ho lottato tanto per difendere il nostro amore, Il cielo mi è testimone,per poter sposare questa donna e questo non era certo l'epilogo sperato ma non posso fare altro che accettare.


Finita la deposizione guardò la fede al dito.
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almalibre



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MessagePosté le: Dim Jan 19, 2020 4:38 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Dopo aver ascoltato in religioso silenzio anche la testimonianza del marito Messer Teseo, il Procuratore chiama la prima testimone citata dalla sposa Dama Anniusca.

*Dama Eriti, ricordo anche a voi che siete sotto giuramento. Siamo qui per ascoltare la vostra testimonianza. A voi la parola.*

Finito di parlare il Procuratore inserisce agli atti la deposizione di entrambi gli sposi e resta in attesa di ascoltare la deposizione della testimone.
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almalibre



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MessagePosté le: Mar Jan 21, 2020 10:47 am    Sujet du message: Répondre en citant

Il Procuratore, temendo di non essere stata udita dalla testimone Dama Eriti, alza il tono della voce e ripete la domanda

*Dama Eriti, ricordo anche a voi che siete sotto giuramento. Siamo qui per ascoltare la vostra testimonianza. A voi la parola.*

Finito di parlare si siede restando in silenzio

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Eriti



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MessagePosté le: Mar Jan 21, 2020 1:39 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Eriti annuì grevemente alle parole del Procuratore e si alzò per prendere posto.
Prese un respiro profondo, per poi testimoniare.


Scusatemi, stavo riordinando le idee e in effetti non vi avevo udito.
Conosco Anna da sempre, la ricordo ragazzina appena giunta nel modenese, un po' spaesata ma con tanta voglia di mettersi in gioco per la propria terra.
Abbiamo condiviso anni di vita insieme, eventi belli ed eventi luttuosi, quindi posso affermare che la conosco bene, forse meglio di altri.

Quando mi disse che si sarebbe sposata di nuovo, dopo il mai dimenticato Giuseppe, ero scettica. Ho sempre reputato Giuseppe la sua anima gemella, di quelle che si incontrano una volta sola nella vita, ed Anna ha impiegato anni ad elaborare il lutto della di lui morte.
L’ho poi però ascoltata, visto come parlava del suo futuro sposo, prima che mi chiedesse di essere sua testimone di nozze, si illuminava, una luce che non rivedevo in lei da anni.
Pensai subito che finalmente la vita le aveva sorriso, che le aveva fatto incontrare qualcuno con cui condividere il resto della sua vita, e non portando il nero perenne. Un uomo che la ricopriva di attenzioni e regali come meritava. Un uomo che l’amava.
Il giorno delle sue nozze, era radiosa. Fu anche la prima volta, delle uniche tre, in cui ebbi modo di incontrare lo sposo, le altre due solo in ambito araldico, quando prima chiesi un chiarimento, e successivamente quando iniziai l’apprendistato.
La mia prima impressione non fu piacevole, ma Anna era felice, così felice, che scacciai il pensiero come semplice paranoia.

I primi mesi Anna sembrava rifiorita, poi lo iniziai a notare: l’irritabilità.
Io ed Anna siamo vicine di feudi, Soliera e Carpi confinano per tre quarti del perimetro della mia contea, quindi non è strano per noi incontrarci molto frequentemente, e al tempo lei ancora non si era trasferita a Massa.
Lì per lì pensai che fosse dovuto al periodo di assestamento, quando, terminata la fase della novità la coppia si assesta nel suo equilibrio, e non ci badai molto. Succede a tutti, abitudini di vita diverse che si devono adattare le une alle altre.
Fino a quando un giorno Anna, parlando con me di svariate cose, non si sfogò anche della sua vita matrimoniale, dicendomi dei continui litigi con il marito, anche se al tempo erano per lo più legati all’araldica, quindi lavorativi, sui quali ovviamente non misi bocca, ma mi limitai a far sfogare la mia amica.

Dopo agosto, quando entrambi avevano lasciato l’araldica, non ricevendo notizie, credetti che le cose fra loro fossero migliorate, ma ero ben lontana dalla realtà dei fatti.
Era circa settembre o ottobre, quando mi recai a Massa per alcuni giorni per motivi personali, in quel lasso di tempo, nonostante la presenza in città, mai ho avuto modo di incontrare lo sposo. Nemmeno per un minuto, od un saluto al volo alla moglie.
Stranita da ciò, chiesi lumi ad Anna, che mi confermò che la situazione era anche peggiore di prima di agosto.

Eriti sospirò.

Cosa può fare un’amica quando vede che l’altra soffre ogni giorno per un marito assente?
L’unica cosa possibile, starle vicino, offrirle una spalla sulla quale piangere, nascondendole la mia rabbia e il mio disappunto. Aveva sofferto per così tanti anni per Giuseppe, crescendo da sola il piccolo Edoardo, e dopo che aveva trovato un uomo che la rendeva radiosa ed un possibile padre adottivo per il figlio, pochi mesi ed è nuovamente triste, spenta, in lacrime.

Come detto all’inizio, conosco Anna da molti anni, e se oggi siamo giunti in queste sale è sicuramente perché lei ha raggiunto il suo limite ultimo, senza lasciare nulla di intentato prima.
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almalibre



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MessagePosté le: Mar Jan 21, 2020 2:47 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Il Procuratore, dopo aver ascoltato la testimonianza di Dama Eriti, chiama a fare la sua deposizione la seconda teste Dama Arthemisia

*Dama Arthemisia, ricordo anche a voi che siete sotto giuramento. Siamo tutti qui per ascoltare la vostra deposizione.*

Finito di parlare, inserisce nel fascicolo i documenti fin qui prodotti
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Arthemisia



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MessagePosté le: Mer Jan 22, 2020 1:56 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Il Procuratore Ecclesiastiaco la chiamò per farsi avanti e rendere la sua testimonianza.

Guardò i presenti, soffermando il suo sguardo su Anna e tornò a rivolgersi alla Corte.


Non è facile essere qui oggi, come non è facile per nessuno di coloro qui in quest'aula.
Conosco entrambi da anni, Anna da molto prima essendo anche mia cugina, Teseo da quando ha fatto il suo ingresso in Araldica.

Come ha detto poc'anzi la Contessa di Soliera, Anna usciva da un lungo periodo di vedovanza, caduta in letargico e tetro torpore e l'Altissimo solo sa la fatica che abbiamo fatto per riuscire a ridestarla, seppur parzialmente, dal sonno catatonico dell'animo in cui si era barricata.

Poi lui.
Indicò lo sposo e fece un profondo sospiro.

Quando Anna mi parlò di quello che stava provando per lui ero sorpresa, felice per il fatto che suo cuore stesse tornando a battere ma incredula perché mai lo avrei immaginato. Si sa che per le persone a cui teniamo molto, tendiamo ad ambire sempre al meglio e siamo fortemente critici.
Tuttavia vederla felice e viva era l'unica cosa che importava.

E la stessa gioia che le vedevo dipinta in volto il giorno delle nozze mi convinse che forse ero stata troppo severa.
Ma il tempo è tornato a darmi ragione e vorrei non fosse mai accaduto.

Qualche mese dopo le nozze le cose hanno iniziato a cambiare.
I motivi erano principalmente di carattere araldico ma questi dovrebbero essere lasciati fuori dai rapporti umani, specialmente da un matrimonio. Anna era diventata oramai solo la persona su cui riversare lamentele e frustrazioni e, giorno dopo giorno, diventava sempre più cupa e infelice.

Ho sentito la sofferenza di mia cugina, versava lacrime per giorni e notte intere. Ho creduto di perderla, si stava lasciando andare, come nemmeno dopo la morte del precedente marito era avvenuto.
Perché se alla morte non si può porre rimedio, ai silenzi e alle incomprensioni sì: basta volerlo, basta lottare, basta discutere e confrontarsi. Basta esserci.
Tutto questo è venuto a mancare nel loro matrimonio.
Nonostante Anna chiedesse in tutti i modi di recuperare un rapporto che stava andando in pezzi, mettendo a conoscenza il marito dei suoi sentimenti, anche se ora sembra stupirsene.

Per tutta risposta lui si chiuso nel suo silenzio di uomo incompreso, preferendo eludere il problema allontanandosi da Anna e lasciandola sola, per sua stessa ammissione.
E a fianco della sua sposa c'erano le amiche di sempre che, per quanto potessimo dare il nostro sostengo, di certo non potevamo sopperire una mancanza così grande.
Soprattutto nel momento in cui Anna ha perso il bambino che portava in grembo, aveva bisogno di un marito affianco, non delle sue amiche. Nessuno può consolare il dolore di una madre che perde un figlio mai nato, nessuno può paragonare la propria perdita a quella di Anna. Un dolore fisico e dell'anima al contempo.

Menziona il fatto che lui l'abbia seguita a Novara e poi a Massa ma non rammenta che anche lei lo ha seguito in quel di Piombino?
Per gran parte della loro frequentazione e del loro fidanzamento, Anna ha lasciato la casa di famiglia per stabilirsi da lui e poter così stargli accanto quando lui ne aveva bisogno ed era impossibilitato a muoversi dalla Repubblica.

Nessuno dubita della fedeltà di Teseo verso Anna, ma dal punto di vista della carne. Perchè la fedeltà non è solo del corpo ma anche dello spirito. E quando si fa venire meno supporto, comprensione, sostegno... si compie parimenti un tradimento perchè si viene meno alla solenne promessa pronunciata davanti l'Altissimo.

Anna non meritava questo.
Suo figlio Edoardo non meritava questo.
E se ora siamo qui è perchè ogni speranza è persa, infranta tra lacrime versate e promesse spezzate.

Scusate se sono stata prolissa ma voglio solo rivedere il volto di mia cugina tornare a sorridere con serenità.

Ho terminato.

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almalibre



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MessagePosté le: Mer Jan 22, 2020 2:36 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Il Procuratore, ascoltata la testimonianza di Dama Arthemisia, si avvicina allo scranno dell'Eminentissimo Signor Presidente della Corte Sua Eminenza Arduino Della Scala "Gropius" e dice:

Eccellentissimo Signor Presidente, ho ricevuto delle lettere importanti ed inerenti a questa udienza
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Gropius
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MessagePosté le: Jeu Jan 23, 2020 7:03 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Il Cardinale lesse con molta attenzione le lettere che la Procuratrice gli mostrava. Corrugò la fronte e strinse le labbra.

Mh, parrebbe dunque che ci possano essere ulteriori elementi...

Non aggiunse altro, ma con un dito fece un cenno ad Almalibre di avvicinarsi per poi sussurrarle alcune parole.

Fatto ciò, tornò a guardare i presenti.


Figlioli carissimi, è necessario aggiornare questa udienza. Dobbiamo consentire alla Procuratrice di raccogliere informazioni aggiuntive e verificare - soprattutto - alcune nuove prove. Ci rivediamo tra cinque giorni da oggi. Pace e bene.

Così facendo si alzò, fece un gesto di benedizione e fece per uscire.

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Cardinale-vescovo † Prelato Plenipotenziario † Protonotario Apostolico † Arcivescovo di Pisa † Governatore del Patrimonio di Tito † Marchese di Santa Marinella † Conte di Civitavecchia ♝Il cielo e la terra♗
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