L'Eglise Aristotelicienne Romaine The Roman and Aristotelic Church Index du Forum L'Eglise Aristotelicienne Romaine The Roman and Aristotelic Church
Forum RP de l'Eglise Aristotelicienne du jeu en ligne RR
Forum RP for the Aristotelic Church of the RK online game
 
Lien fonctionnel : Le DogmeLien fonctionnel : Le Droit Canon
 FAQFAQ   RechercherRechercher   Liste des MembresListe des Membres   Groupes d'utilisateursGroupes d'utilisateurs   S'enregistrerS'enregistrer 
 ProfilProfil   Se connecter pour vérifier ses messages privésSe connecter pour vérifier ses messages privés   ConnexionConnexion 

Hagiography of the Blessed Tanys Steward

 
Poster un nouveau sujet   Ce sujet est verrouillé; vous ne pouvez pas éditer les messages ou faire de réponses.    L'Eglise Aristotelicienne Romaine The Roman and Aristotelic Church Index du Forum -> La Bibliothèque Romaine - The Roman Library - Die Römische Bibliothek - La Biblioteca Romana -> Le Dogme - The Dogma
Voir le sujet précédent :: Voir le sujet suivant  
Auteur Message
NReis



Inscrit le: 16 Mai 2012
Messages: 2658
Localisation: Chaves - Kingdom of Portugal

MessagePosté le: Sam Déc 02, 2017 4:13 pm    Sujet du message: Répondre en citant



Citation:



    AGIOGRAFIA DI TANYS STEWARD, FRATE TANYS DA URGEL

    "Incontrare Tanys, mi ha portato ad essere più vicino alla Chiesa, e la sua morte, mi ha spinto a prendere il calamo per scrivere queste pagine, e non è abbastanza ancora per rendere grazie per il lavoro svolto dal protagonista di questa storia, perché egli fu un sant'uomo. Questo è quello che i testimoni che lo hanno sentito e visto, dichiarano.

    Per la migliore conoscenza della storia del Galles, questi testi non solo riferiscono la mia personale esperienza: noi includeremo anche suoi propri scritti e le voci di altri che l'hanno incontrato nella vita, per dare forma e colore in modo migliore ai suoi passi tra noi. Questo umile scrittore giura di fronte al Libro delle Virtù, restare fedele alla storia per quanto possibile, così che la nebbia del tempo non si possa affievolire i fatti da ricordare"- Andreu Colmenar i Bathory, noto come Kolme.

    È nostro dovere onorare e tributare venerazione silenziosa a un uomo che, con la sua aura di santità, ha servito la Chiesa ispanica con l'esemplarità e la fedeltà di un santo. La vita di Tanys, ha illuminato generazioni di Vescovi, e all'ombra di un grande uomo come lui, la Chiesa è cresciuta e ha vissuto la sua epoca d'oro. È per questo che scrivo, tanti anni dopo la sua morte, cercando di recuperare la sua vita e il suo lavoro, in modo che non possa mai morire, e, come la sua anima nel paradiso solare, possa essere sempre un testimonianza eterna. - Nicolás Borja, Cardinale della Chiesa Aristotelica.



    I. Le Origini - La sua Vita e la sua Prima casa

    A proposito del giovane Tanys, possiamo recuperare solo le poche parole che egli ha lasciato nella sua biografia, prima di essere ordinato sacerdote da Aparicio. Suo padre era un soldato gallese, fuggito dal suo paese dopo una guerra fratricida, e sua madre era la pia figlia di un mugnaio catalano che ospitò il padre fuggito. Tanys nasce e crebbe dalla coppia sposata, ammaestrato nella fede aristotelica come un ideale di vita. Ma dopo un po' di tempo, alcuni banditi si presero lavita dei suoi genitori. Solo al mondo, ferito e pensando che il genere umano fosse motivo della sua disgrazia, Tanys passò i successivi sette anni della sua vita a vivere come un eremita, lontano dalla società, senza lavoro né casa.

    Tuttavia, mentre ancora era giovane, fece un sogno, mentre dormiva sotto un albero di ulivo, che gli fece capire quanto era orgoglioso. Queste rivelazioni gli mostrarono la verità, quelle stesse che Aristotele aveva insegnato di eremita Tebas: un uomo è completo solo quando può vivere in virtù tra gli altri uomini, come un saggio deve contribuire alla vita della città. Questo è un chiaro simbolo delle parole di Aristotele, che dicono:

      "Una vera amicizia è possibile solo tra eguali. Ma tu sei vivo come un olivo: piantato e immobile. Si vive lontano dall'umanità, piuttosto che dalle città, partecipando come gli altri esseri umani. Allora vi si permetterà di mettere radici, addio!"


    Tanys non ebbe dubbi a seguire l'insegnamento di Aristotele e ispiratone, decise di ritornare in società e iniziò a cercare il giusto equilibrio. E questa (non) fu la sua sola rivelazione.


    II. La sua via nella comunità - Il suo tempo nella mondanità

    Così, egli si stabilì in Urgel, un luogo che sempre considerò la sua casa. Lì, scoprì la sua vocazione di servire l'Altissimo, e decise di prendere i voti, per la gioia dei suoi vicini. Juan Valdés, il Vescovo, vide la fede e il suo desiderio di servire la comunità di Irgel, e lo cooptò, nominandolo vicario nella chiesa cattedrale di Urgel, il 20 dicembre dell'anno di grazia 1455.

    Le sue prime messe e battesimi, divennero famosi con l'arrivo di Sua Eminenza il Cardinale Ubaldo, che ammirava le prediche di Fratello Tanys per "la sua semplicità e la vicinanza alla gente". E se la sua devozione fu grande per la Chiesa, ma ebbe anche grande devozione per la gente, così che fu eletto tre volte sindaco di Urgel. Furono mandati prosperari ed esemplare, ed i viaggiatori riferiscono che l'ospitalità di Urgel ha avuto origine in quei giorni.
    Ma presto egli scoprì la necessità di concentrare se stesso in colloqui spirituali e, quando venne nominato Parroco di Urgel, egli lasciò da parte la sua vita politica, per essere solo al servizio della religione.


    III. Il suo viaggio in Francia - Le sue conoscenze e la sua formazione

    Fin dal primo momento egli fu lluminato. In quei giorni, la Chiesa dei Regni Ispanici non era altro che un giovane virgulto del forte albero che sarebbe diventata nei mesi e anni successivi.

    Fray Tanys, consapevole di ciò, organizzò il clero catalano attraverso lo studio di diverse discipline, e decise di recarsi in Francia insieme alla diaconessa Sorkunde (che, in seguito, sarebbe diventata la regina d'Aragona), per approfondire la conoscenza della fede. Lì, egli ebbe modo di divenire un erudito, imparando dai teologi più illustri del suo tempo.

    Nel suo viaggio egli incontrò l'Ordine Cistercense, studiando il lavoro e la dottrina dei santi nelle terre di Francia , imparando il loro ruolo e seguendo icon fervore i i loro principi, creando un indissolubile legame con molti alti dignitari di quell'Ordine religioso regolare.

    Quando tornò nella penisola iberica, fu nominato vescovo di Llerida da Sua Eccellenz Don Svarogih, il 18 giugno dell'anno 1456. La sua vita e magistero seguirono il cammino dei santi Cistercensi, guidati dall'esempio di Santa Illinda, San Benoit e San Bynarr. La sua fede incrollabile, la sua umiltà e le sue vesti prive di ogni tipo di lusso, così come il suo modo sereno di guardare, erano gli attributi più facili da vedere in lui.

    Il suo lavoro pastorale fu immenso e ha ispirato molti Vescovi che vollero seguire il suo esempio, come per l'esempio di Christos e dell'Apostolo.

    Con la sua nuova responsabilità,lavorò alla modernizzazione dei registri battesimali insieme a Ubaldo, e la pubblicazione dei registri Parrocchiali. Inoltre viaggiò nelle diocesi, dando impulso alle nuove vocazioni e alla nomina di nuovi sacerdoti, organizzando masse e sacramenti, e predicando per le strade.

    Le sue prediche erano così convincenti, ispirate dall'Altissimo, che la popolazione ancora ricorda le cerimonie di massa di molti giovani credenti catalani e aragonesi nel fiume Ebro e nei suoi affluenti, dal momento che le chiese non erano sufficientemente grandi per così tante persone che desideravano divenire fedeli.


    IV. El Císter - Un abbazia a Urgel

    Quando tornò nella penisola iberica, insieme ad un numeroso gruppo di fratelli, chiese al Capitolo dell'Ordine Cistercense, di poter fondare un'Abbazia nella penisola iberica, che, a quei tempi, non aveva alcun ordine di clero regolare, né la possibilità di seguire la via contemplativa della vita in una comunità monastica, per praticare le virtù aristoteliche in una società guidata strettamente dalla Dogma e dai principi della Fede.

    Dopo aver ottenuto la patente di approvazione del "Cister", e l'autorizzazione a diventare egli stesso Abate, egli ricevette una generosa donazione dal conte di Urgel, Don Juhan I de Volpilhat, che concesse alla Chiesa, in modo definitivo e perpetuo, parte dcelle sue terre feudali, insieme con l'Abbazia di Vallbona, che a quei tempi era abbandonata, e faceva parte, precedentemente, dell'Ordine benedettino.

    Con il suo influsso rinnovatore, l'Abbazia tornò in vita, e divenne un centro intellettuale di grande importanza: i monaci hanno lavorato giorno dopo giorno nello scriptorium, alla copia e traduzione del Dogma, del diritto canonico e della vita dei Santi, perfezionando la morale e la creando il primo seminario ispanico, dove i novizi e preti secolari venivano entrambi istruiti ai misteri della fede.

    Tra i campi di luppolo e orzo, la fede crebbe, e fu fondato un convento storico, che rafforzò l'importanza della Chiesa aristotelica.


    V. Guerra e Religione - La sua ascesa alla Primazia

    Poi, ebbe inizio una grande guerra civile della Corona d'Aragona: il Consiglio di Reggenza guidato da Jehan de Urgel crollò, il Re Reginhart scomparve per lungo tempo, il Principato di Catalogna volle rompere i suoi legami con la Corona, e l'instabilità generalizzata, condizionata dal processo e giudizio dei "Tercios" in Catalogna, e le diverse sollevazioni in Aragona contro gli stessi "Tercios", l'esercito della Corona.

    La guerra si estese e i campi furono tinti di rosso, e lo scontro degli eserciti, abbandonata la fede, affrontarono epoche oscure. Tuttavia, la figura di Tanys emerse, e come luce nelle tenebre, fu essenziale per la risoluzione di quel sanguinoso conflitto, nogoziando tra le diverse fazioni, in nome della Chiesa e dell'amicizia aristotelica.

    Dopo ciò, i chierici dell'Assemblea Episcopale, lo elesse Primate il 23 Ottobre nell'anno di grazia 1456.

    Anche se egli cercò con insistenza di rendere i fedeli docili al bisogno di pace, la creatura senza nome vinse questa battaglia. Nel Dicembre del 1456, la Catalogna si rese indipendente, e ogni regno della Corona iniziò una cammino solitario lungo una strada diversa.
    Tanys, come Primate della Chiesa, chiuso quel triste capitolo della storia, quando annunciò la destituzione di Reginhart da re della Corona d'Aragona, usò le parole: "Rex eris si recte facies, si non facias, non eris" ( Sarete re se agirete con rettitudine, se non lo farai, non lo sarai), a dimostrazione che la virtù è al di sopra del potere, e che il potere è sostenuto dalla virtù: quelle erano le parole di Isidoro di Siviglia, al tempo dei Visigoti, che si sarebbe udite di nuovo, ma questa volta sulle sue labbra.

    Dopo quel momento, il suo lavoro fu solo per la Chiesa e la sua ristrutturazione: venne creato il Concistoro Ispanico, venne riscritto lo statuto della AEH, e ogni città ricevette una visita e predicazioni incessanti, molti battesimi lungo i fiumi, nomine dei vescovi nei posti vacanti, dialoghi fluenti con le istituzioni di ogni regno, con un incremento delle vocazioni ispirate alla grande attività intellettuale della Chiesa, la creazione delle basi per l'Ordine Episcopale delle Sante Armate dei regni ispanici, l'espansione del "Císter" e una trattativa per un nuovo Concordato con la Catalogna, che non fu cancellato dalla CHiesa con la fine del vecchio Concordato con la Corona, ma che vide rinnovati i propri obblighi.

    Frate Tanys aprì le porte della Chiesa ispanica in entrambi i sensi: dai fedeli alla Chiesa, e dalla Chiesa ai fedeli. Ci ha mostrato che c'era una lunga lista di incarichi dove i nostri fedeli e religiosi potevano lavorare per la Chiesa, non solo a livello della diocesi, ma anche nelle congregazioni romane. Oppure pure piccoli compiti - ma anche importanti - come il coro della chiesa o la raccolta di un mazzo di fiori per l'altare.

    Quindi, tutto il suo lavoro ebbe culmine nella celebrazione del "Primo Concilio della Chiesa aristotelica Ispanica", un evento che iniziò una nuova era per la Chiesa nelle nostre terre, dove la nuova Chiesa ispanica sarebbe stata forte e unita dal messaggio del Profeta e dalla volontà di Dio, con una missione esclusivamente spirituale.

    Così, il suo lavoro portò frutto e divenne un forte e robusto albero, che nonostante la minaccia di coloro che sono contrari alla fede, non potrà mai essere abbattuto. La sua umiltà ha raggiunto gli obiettivi che il potere e l'ostentazione non erano riusciti a realizzare: i principi secolari lo rispettavano, ma non a motivo dei suoi oneri e onori, ma a motivo della sua santità.

    Sembrava che la pace iniziava a farsi di nuovo strada nei territori dell'antica Corona, con una nuova era di prosperità in cui la fede era diventata sempre più importante, anche se i Regni avevano iniziato la loro strada come stati independenti, e la Catalogna incoronava i propri principi.


    VI. Il tramonto - Il ritiro e la fine della sua vita...

    A causa della sua attività incesante, la salute del suo corpo fisico peggiorava. Anche le sue visioni erano diventate ogni volta più difficili da tollerare. E, come le più brillanti stelle hanno la loro fine, lui ebbe la sua: saggio e guidato dalla fede e dalla ragione, si dimise da ogni carica per grazia di Aristotele e Christos. Tuttavia, venne nominato Vice-Primate e Cardinale Nazionale elettore, per la sua importanza e influenza. Nella sua amata Urgel, tra le mura della sua casa, trascorse i suoi ultimi giorni, fino al suo ultimo respiro, discreto come sempre.

    E la sua luce, smise di brillare in questo mondo per brillare ancora oggi come una stella nel Paradiso solare.

    Ancor più, la leggenda ci dice che, tra le rovine della sua casa, un albero di ulivo cresce ora, e nell'abbazia di Vallbona, la sua "magnum opus" di portare il "Cister" nella penisola iberica, le sue predicazioni si sentono ancora aleggiare nelle notti della calda estate catalana.


    VII. ...ma non la fine della sua opus - né dei suoi miracoli

    Molte cose sono state dette sulle apparizioni di Frate Tanys dopo la sua morte. Il mito è ricco e di solito contraddittorio, ma ci sono due miracoli centrali e autentici, con un numero importante di testimonianze e di verità dimostrate.

    Il primo miracolo che gli viene attribuito è quello dell'ubiquità: fu visto contemporaneamente nell'Abbazia di Vallbona des Monges, durante la messa notturna, e nel Palazzo di Pedralbe nelle Sale dei Catalani per discutere il Concordato, e a battezzare nel fiume Ebro, il tutto allo stesso tempo. È stata documentata la sua apparizione in molti luoghi, alla stessa ora, nei suoi tempi d'oro: L'Altissimo gli ha dato questo dono perché sapeva che la sua vita non sarebbe stata abbastanza lunga per riordinare completamente la Chiesa Ispanica se non era in grado di essere in molti luoghi allo stesso tempo, così come la Chiesa doveva essere presente su molti fronti.

    Il secondo miracolo, è stato un giorno con eclisse solare. Si dice che durante una delle sue predicazioni nelle piccole città di Andorra e dei Pirenei, il suo corpo divenne etereo, immateriale, e mostrò l'immagine di un uomo con la barba e l'aspetto messianico, coronato da un alone, vestito di luce, trasfigurato, come in un'ascesa al Sole. I teologi dicono che quei simboli scelti da Dio rappresentano la "Salita di Christos", per rendere un così difficile concetto teologico, semplice agli occhi dei presenti che partecipavano alle sue predicazioni.


    VIII. La sua eredità sulla Terra - Le reliquie di Tanys

    Tra i suoi possedimenti materiale che si lasciò alle spalle dopo la sua morte, possiamo annoverare:

    un collare con una croce di legno, realizzato con legno di ulivo, secondo la tradizione, da un ramo di quello sotto cui ebbe la sua visione. È in possesso alla famiglia Berasategui, a Valencia, a motivo del legame di Tanys con Sorkunde.

    Un bastone da pellegrino con una zucca borraccia, perso da qualche parte in Urgel.

    Un pezzo di mantello frastagliato, del saio del Cister, perso in Vallbona.

    Una ciotola di legno, dove bevve l'ultimo sorso d'acqua prima di morire, perso in Catalogna.

    La medaglia cardinale d'Aristotele, sparito a Roma, durante i suoi viaggi alla Curia.

    Un manoscritto con i suoi ricordi e profezie, chiuso sotto sette chiavi dall'Inquisizione ispanica, in un caveau segreto.

    Si ritiene che nel mondo ci siano ancora molte sue reliquie, ancora non identificate.

    E ora, caro lettore, è mio desiderio e quello di ogni persona aristotelia, che si continui a onorare la memoria di Frate Tanys Steward, e quando voi non sarete più, che siano i vostri figli e i figli dei vostri figli a farlo. Che la vostra preghiera sia unita a quelli di tutti i fratelli e le sorelle che hanno incontrato il "Virtous Varon" che fu, per il quale Dio stabilisce un luogo privilegiato nel Sole.


Agiografia scritta e riordinata da Kolme e Nicolás Borja, da un originale manoscritto spagnolo, per il Sant'Uffizio

_________________
His Excellency NReis Ribeiro de Sousa Coutinho | Archbishop of Braga | Vice-Primate of the Kingdom of Portugal | General Secretary of the Roman Registers | Writer of the Saint Office | Translator on Villa San Loyats



Diploma Curso Professoral
Revenir en haut de page
Voir le profil de l'utilisateur Envoyer un message privé
Montrer les messages depuis:   
Poster un nouveau sujet   Ce sujet est verrouillé; vous ne pouvez pas éditer les messages ou faire de réponses.    L'Eglise Aristotelicienne Romaine The Roman and Aristotelic Church Index du Forum -> La Bibliothèque Romaine - The Roman Library - Die Römische Bibliothek - La Biblioteca Romana -> Le Dogme - The Dogma Toutes les heures sont au format GMT + 2 Heures
Page 1 sur 1

 
Sauter vers:  
Vous ne pouvez pas poster de nouveaux sujets dans ce forum
Vous ne pouvez pas répondre aux sujets dans ce forum
Vous ne pouvez pas éditer vos messages dans ce forum
Vous ne pouvez pas supprimer vos messages dans ce forum
Vous ne pouvez pas voter dans les sondages de ce forum


Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group
Traduction par : phpBB-fr.com