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Disposizioni concistoriali sulla vedovanza

 
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samuele
Cardinal
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Inscrit le: 07 Oct 2012
Messages: 4849
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MessagePosté le: Sam Sep 21, 2013 1:20 pm    Sujet du message: Disposizioni concistoriali sulla vedovanza Répondre en citant

Casi di Vedovanza


Quando un coniuge muore è necessario fare costatare la vedovanza da un ecclesiastico, solitamente ci si rivolge al proprio parroco o comunque al clero parrocchiale di residenza. Il personale di questo tribunale sarà, su richiesta, disponibile a fornirvi ulteriori spiegazioni e consigli sulla procedura.
Si prega però, prima di ogni richiesta, di leggere il seguente comunicato.


Citation:



              Sulla morte e i funerali





    Citation:
    Aristotele: “È semplice: esattamente come il matrimonio, la morte è un evento definitivo. Bisogna dunque prepararvisi con cura. Se c’è una vita dopo la morte, allora la vita che conduciamo prima della morte deve essere consacrata alla preparazione della vita dopo la morte. Esattamente come la nostra vita prima del matrimonio deve essere consacrata alla preparazione della nostra vita dopo il matrimonio.”

    Epimanos: “Ho capito dove vuoi arrivare. Per te la morte non è altro che un passaggio che conduce a un’altra vita?”

    Aristotele: “Sì, e la nostra vita presente deve essere consacrata alla preparazione di quella vita futura.”
    (Aristotele Dialogo IV - L'avvenire dell'anima)



    Troppo spesso, ormai, il sacramento del funerale viene vissuto in maniera non consona, sottovalutato o, addirittura ignorato. Eppure esso il punto finale del nostro cammino di salvezza verso l'Altissimo, in quanto con esso si offre l'ultimo omaggio alle spoglie mortali e l'addio al mondo terrestre (DC 1.5). E benchè esso sia un diritto e non un dovere di un aristotelico senza tale importante passaggio il nostro viaggio mortale rimane deficitario di una tappa importante, come il pellegrino che viaggia verso un santuario importante e lungo la via si ferma nelle cattedrali incorciate per trovare conforto e forza alla fatica, e, poichè già in vista della meta, non si ferma a pregare nell'ultima chiesa che trova. Certo giungerà alla meta agognata, ma più stanco che se si fosse fermato anche in quell'ultima tappa.
    Ecco perchè è importante onorare le spoglie del defunto con questo ultimo sacramento. Con esso il legame di amicizia che ci ha legato in vita si prolunga oltre la morte poichè sappiamo che esso è immortale come la nostra anima.
    E' talmente importante che è l'unico sacramento, oltre il battesimo, che può essere celebrato anche per chi non è stato ancora battezzato (purchè non eretico, eterodosso o scomunicato) .

    E' per questo che Noi, membri del Concistoro Pontificio Italofono desideriamo:

    - che tutti gli aristotelici riflettano sull'importanza di tale sacramento, richiedendolo per i cari parenti e amici defunti, per salutarli definitivamente in modo degno, e onorare in questo modo l'amicizia che con loro hanno coltivato in vita

    - che tutti i religiosi ricordino ai fedeli l'importanza di tale sacramento, facendone comprendere a fondo la funzione salvifica, sia per chi è defunto, sia per chi rimane

    A seguito, inoltre, della diffusione di nuove malattie, e forme fin ora non diffuse di morte ed eradicazione , questo concistoro desidera ribadire alcuni principi fondamentali riguardo alla morte e ai funerale, nonchè dare nuove indicazioni operative.

    Sulla celebrazione dei Funerali

    - Il Funerale può essere celebrato solo e soltanto dopo che l'anima è stata eradicata definitivamente dal corpo. E dunque non può essere fatto quando l'anima è ancora presente nel corpo, seppure morto. Ugualmente non può essere celebrato qualora il presunto defunto sia semplicemente irreperebile, esso deve essere definitivamente scomparso, e non trovabile a seguito di ricerche da parte di chi celebra il sacramento.

    - Poichè i celebranti non sempre riescono da soli a definire l'avvenuta eradicazione è necessario che almeno 15 giorni prima del funerale si dia avviso pubblico nelle bacheche delle chiese della celebrazione del sacramento, in modo da dare ai cerusici il tempo di verificare la reale eradicazione dell'anima*.

    Sui certificati di Morte

    Un certificato di morte può essere rilasciato dai chierici di residenza del defunto o da coloro che hanno celebrato il funerale secondo le seguenti modalità.

    - Qualora sia stato celebrato il funerale esso può essere rilasciato da chi lo ha celebrato o dal sacerdote della parrocchia di residenza del defunto (o da un suo superiore) dopo aver verificato che il sacramento abbia avuto luogo

    - Qualora un defunto non abbia ricevuto il sacramento del funerale, e non vi sia quindi il corpo da poter esaminare, perchè lontano o già inumato, il sacerdote della parrocchia di residenza del defunto (o un suo superiore) può rilasciare un certificato di morte dopo aver verificato l'effettiva eradicazione e non prima di aver esposto pubblicamente un avviso pubblico in bacheca che rimanga visibile almeno 15 giorni, nel quale si chieda che se qualcuno ha notizie sul presunto defunto le porti all'attenzione dell'autorità religiosa*.


    Dunque le vostre lacrime non siano di tristezza ma di gioia, poiché l'Altissimo mi fa il più bello dei regali. AmateLo e Lui vi amerà. AdorateLo e Lui vi benedirà. Vivete nella virtù e Lui vi accoglierà al Suo fianco. (Oane)


    Scritto a Roma il V giorno del VI mese dell'anno di grazia MCDLXI

    Sua Eminenza Tacuma de' Giustiniani Borgia
    Cardinale Nazionale Elettore



    Sua Eminenza Carlotta Isabell Kali_ Borgia
    Cardinale Nazionale Suffragante
    Cardinale Inquisitore



    Sua Eminenza Federico Edoardo Borgia
    Cardinale Nazionale Suffragante



    Sua Eminenza Profeta Pucci Guerra
    Cardinale Nazionale Emerito




Questo documento annulla ogni documento precedente

*[hrp] Viene concesso a tutti i player un periodo di 15 giorni per informare le autorità religiose di eventuali cambi nome nel caso si desideri conservare lo stesso gdr.
E' necessaria la prova di identità, ossia la presenza del doppio nome sul profilo.





Citation:



                  Sulla Fine del Matrimonio




Citation:
Natchiachia versò il vino dall'otre nel calice di Christos, e gli chiese:
"Maestro, soffro perchè qualcosa tormenta profondamente il mio cuore.
Io ti vorrei seguire nei tuoi insegnamenti, ma amo un uomo di nome Yhonny, lo amo di un amore puro, luminoso come un diamante... cosa dice Aristotele di questo e cosa devo fare?"
Christos le rispose:
"Quando due esseri condividono un amore puro, e intendono perpetuare la nostra specie procreando, Dio permette loro, tramite il sacramento del matrimonio, di vivere il loro amore.
Questo amore così puro, vissuto nella virtù, glorifica Dio, perchè Lui è amore, e l'amore che gli uomini condividono è il più grande dono
che Gli si possa fare.
Ma, come il battesimo, il matrimonio è un impegno per la vita Natchiachia, segli con giudizio, perchè una volta che tu e Yhonny sarete sposati, non vi potrete più sottrare."
E queste ultime parole stupirono molto i presenti, poichè a quel tempo era comune l'incostanza... Natchiachia ricominciò:
"Ma, Maestro, saremo abbastanza forti da rispettare questa scelta e vivere senza peccare?"
Allora Christos rispose:
"Sappi che è nella natura degli uomini quella di dubitare, e che l'amore che nutrono per Dio e per il suo prossimo può essere a rischio come tutto nella vita.
Ma la vita virtuosa è un ideale verso cui l'uomo deve tendere.
E, nel suo cammino, può trovare aiuto nella preghiera.
La preghiera può infatti essere il tramite con cui rinforzare questo amore quando necessario.
Non scordate nemmeno il potere della misericordia, che è garantito grazie a un sincero pentimento."


Non è possibile, parlando di matrimonio, fare altro che ribadire quanto esposto chiaramente dal Secondo Profeta.
Il matrimonio è una scelta per la vita.
Per questo è necessario farla con giudizio.
Ma non si creda che la scelta del matrimonio termini al momento della cerimonia.
Anzi, è proprio da quel momento che iniziano le maggiori difficoltà in una coppia.
Sappia bene, dunque, chi sceglie di sposarsi, che dovrà faticare molto perchè la relazione funzioni, perchè si coroni, pienamente benedetta da Dio, quella relazione d'amore iniziata con il sacramento.

Cosa fare dunque di fronte alle difficoltà?
Anche questo lo dice il Secondo Profeta.
La relazione di amore, è sempre una relazione a "rischio" poichè è la natura degli uomini quella di dubitare del proprio amore e dell'amore degli altri.
Spesso gli innamorati, presi dai loro sentimenti, non pensano al fatto che il loro amore potrebbe trovare difficoltà, dubbi, incertezze e per questo si arrendono ai primi ostacoli.
Dovrebbero sapere, invece, che tali difficoltà nascono in ogni rapporto d'amore e dunque l'ostacolo deve essere affrontato con coraggio e superato.
E questo grazie alla preghiera che dà forza, e al pentimento che permette di riprendere il cammino anche dopo molti sbagli.

Per questo motivo invitiamo:

  • prima di tutto i futuri sposi
    a riflettere bene sulla scelta di unirsi in matrimonio.
    Che non la facciano alla leggera, consapevoli che un matrimonio
    è una scelta coraggiosa ma definitiva.
    Che siano consapevoli che nel costruire una famiglia dovranno superare molti ostacoli e spesso dubiteranno dell'amore proprio e dell'altro.
    Ma che sappiano anche che spetta a loro tendere alla perfezione
    e che solo superando gli ostacoli potranno realizzare in terra una immagine dell'amore solare dell'Altissimo.

  • poi i sacerdoti,
    che nel preparare il sacramento rendano più consapevoli i due futuri sposi dell'impegno che si assumono e delle difficoltà che incontreranno,
    poichè non credano che la vita matrimoniale sia facile e non arrivino a scoraggiarsi alle prime difficoltà.

  • ed infine i vescovi e i tribunali episcopali
    perchè quando due coniugi si rivolgano a loro aiutino prima di tutto la coppia a trovare una soluzione ai loro problemi per mantenere salde le promesse fatte di fronte all'Altissimo.


Nonostante tutti gli sforzi e le preghiere, però,la Chiesa sa che l'uomo è fallibile e dunque, nella sua saggezza,
ha stabilito che possano esserci le basi per estinguere, sciogliere oppure annullare questo sacramento (DC L.I, parte II, sez. B).

Sull’estinzione

Qualora uno dei due coniugi
venga richiamato alla casa del Padre Celeste,
e cioè la sua anima sia eradicata in modo definitivo dal corpo,
il matrimonio è automaticamente estinto.
Non è dunque necessaria alcuna sentenza episcopale per dichiaralo tale.
Il coniuge superstite può dunque sposarsi nuovamente in piena libertà, dopo 30 giorni di lutto.
In casi dubbi, per certificare l’avvenuto decesso del coniuge, è sufficiente un semplice certificato di morte da parte del sacerdote che ha effettuato il funerale, o di quello di residenza del defunto, o di un suo superiore. Il sacerdote che celebra il matrimonio è tenuto a controllare con i mezzi a propria disposizione la definitiva morte del coniuge, nonchè che sia trascorso il periodo di vedovanza.

Sullo scioglimento

Qualora, non si sia riusciti a creare tra i due sposi un vincolo di vera amicizia, è possibile riprovare a creare un nuovo vincolo dopo essersi confessati, aver ricevuto l’assoluzione e fatto penitenza.
Dal momento che, però, a seguito della sentenza del tribunale episcopale,
cui spetta valutare la domanda di scioglimento, è compito dei Cardinali il controllo di eventuali pene punitive ed espiatorie, nonché ai divieti,
questo Concistoro Pontificio
desidera che tutto il territorio di lingua italica sappia che,
per dare omogeneità alle sentenze di annullamento:

Dopo aver visionato la sentenza dei tribunali episcopali
ed averne valutato i suggerimenti ivi espressi,
nell'attribuire le penitenze ed i limiti relativi
alla possibilità di contrarre nuovo matrimonio,
tranne che per casi particolari,
a partire da questa data, si atterrà
(nei casi non diversamente previsti dal Diritto Canonico)
a queste indicazioni:

Nei casi previsti negli art. 6.1, 6.2 e 6.3, e cioè:
  • La sparizione di sentimenti d’amore tra i due coniugi.
  • L’adulterio commesso da uno dei due coniugi;
  • L’abbandono del domicilio coniugale da parte di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi.


stabiliamo che:

Dopo il secondo scioglimento,
vi sarà divieto di risposarsi per almeno 10 mesi
(a partire da quando è stata presentata la domanda presso il tribunale competente)

Dopo il terzo scioglimento,
vi sarà divieto di risposarsi per almeno 20 mesi
(a partire da quando è stata presentata la domanda presso il tribunale competente)

Dopo il quarto scioglimento,
vi sarà divieto di risposarsi per almeno 30 mesi
(a partire da quando è stata presentata la domanda presso il tribunale competente)
E così via, aggiungendo 10 mesi per ogni ulteriore scioglimento.

Questi mesi dovranno servire al fedele per riflettere bene sul sacramento del matrimonio, poichè, se per ben due volte egli, o ella, ha fatto scelte che si sono rivelate affrettate, poichè non coronate da successo, seppure non per sua colpa, sarà comunque necessario che faccia proprie
le parole di Christos:


"scegli con giudizio"

Dunque i mesi obbligati di interdizione dal sacramento sono finalizzati proprio ad aiutare il fedele a scegliere con giudizio il successivo compagno o compagna ed a riflettere sull'importanza e sulle implicazioni
del sacramento del matrimonio.

Ovviamente ogni successivo eventuale errore
dimostra una accentuata difficoltà a fare le giuste scelte
e quindi la necessità di maggior tempo di riflessione
sul valore del sacramento e di valutazione sul futuro coniuge.

Nel caso previsto all’art. 6.4, invece, e cioè
  • La scomparsa di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi


In riferimento dunque alla sua irreperibilità
In Gratebus,
qualora essa sia la sola e unica motivazione di richiesta di scioglimento,
non vi sarà alcun divieto ad un matrimonio successivo
e non concorrerà nel calcolo dei mesi di divieto di matrimonio
sopra elencati.
Pertanto il coniuge che fa tale domanda potrà risposarsi dopo la sentenza episcopale di scioglimento.

Sull’annullamento

Riguardo all’annullamento,
essendo di competenza del Collegio Cardinalizio,
ricordiamo che su esso non può giudicare il Tribunale Episcopale,
che si limita a verificare i prosupposti e a trasmettere tale domanda al Concistoro, che ne discuterò con tutti i cardinali.
Essendo evento raro ed eccezionale,
ogni domanda verrà esaminata nella sua particolarità

Che Aristotele vi illumini

Sua Eminenza Tacuma de' Giustiniani Borgia
cardinale nazionale elettore
Arcivescovo di Genova
Conte imperiale di Monferrato



Sua Eminenza Carlotta Isabell Kali_ Borgia
Cardinale Nazionale Suffragante
Cardinale Inquisitore




Sua Eminenza Federico Edoardo Borgia
Cardinale Nazionale Suffragante
Primo Vice-Primate della Primazia del Sacro Romano Impero Nazioni Germaniche
Vescovo di Massa



Sua Eminenza Profeta Pucci Guerra
cardinale Emerito





fatto a Roma nel primo giorno
del mese di Luglio
dell'anno di Grazia 1461


Questo documento annulla ogni documento precedente in materia

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