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La Giustizia della Chiesa

 
Poster un nouveau sujet   Répondre au sujet    L'Eglise Aristotelicienne Romaine The Roman and Aristotelic Church Index du Forum -> Provincia Ecclesiae Italicarum Gentium -> Tribunale Arcivescovile dell'Arcidiocesi di Milano
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samuele



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MessagePosté le: Ven Oct 07, 2016 7:02 pm    Sujet du message: La Giustizia della Chiesa Répondre en citant

Citation:
    Parte I: Delle generalità e delle competenze

    Parte II: Della Giustizia Ordinaria
      A: L'Ufficio Episcopale
      B: La Penitenzieria
      C: La Rota Romana
      D: Il Tribunale Pontificio


    Parte III: Della Giustizia Straordinaria
      A: Il Tribunale Inquisitoriale
      B: Il Tribunale della Segnatura Apostolica

    Parte IV: Procedura


Citation:
    ........

    In medio stat Virtus
    Costituzione Apostolica "La Virtù sta nel Mezzo"






    Libro 4 : La Giustizia della Chiesa



    Parte I: Generalità e Competenze


    Generalità

    Articolo 1: La Giustizia della Chiesa è amministrata dalla Congregazione della Santa Inquisizione, il Dicastero Romano amministrato da un Cardinale-Cancelliere Grande Inquisitore

    Articolo 2: La Giustizia della Chiesa è una componente generale della giustizia dei Regni e pertanto risponde egualmente agli imperativi morali della stessa, ["La Carta dei Giudici"], tenendo conto, tuttavia, del suo posto e della sua missione.

    Competenze

    Articolo 3: La Giustizia della Chiesa è competente per tutte le violazioni del Dogma, della dottrina e del Diritto Canonico della Chiesa Aristotelica, Universale e Romana. Essa si pronuncia sull’ortodossia degli atti che è chiamata a giudicare.

    Articolo 4: La competenza della Giustizia della Chiesa si estende fin dove porta l’ombra di Aristotele e può essere esercitata su tutte le parrocchie delle Terre conosciute.

    Articolo 5: Chiunque, salvo disposizioni contrarie approvate dalle autorità competenti, può essere attore, imputato o testimone.

    Articolo 6: Nell’articolazione delle fonti del diritto, la Giustizia della Chiesa attinge le sue fonti, nel seguente ordine, e ogni fonte citata prevale sulla successiva:
    - Dogma Aristotelico
    - Dottrina
    - Diritto Canonico
    - Accordi, trattati e concordati ratificati dalle autorità competenti della Chiesa
    - Prassi Giudiziaria
    - Usi

    Giurisdizione e competenza

    Articolo 7: La Giustizia della Chiesa comprende una Giustizia Ordinaria e una Giustizia d’Eccezione, detta anche “Straordinaria”

    Articolo 8: La Giustizia della Chiesa dispone di sei tribunali:
    - L’Ufficialità Episcopale
    - La Penitenzieria Apostolica
    - Il Tribunale dell’Inquisizione
    - Il Tribunale della Rota Romana
    - Il Tribunale della Segnatura Apostolica
    - Il Tribunale Pontificio

    Articolo 9: La Giustizia Ordinaria è resa in prima istanza, per i fedeli, dall’Ufficialità Episcopale; per i chierici, dalla Penitenzieria Apostolica. La Giustizia Ordinaria è resa in seconda istanza, per i fedeli e i chierici, dalla Rota Romana.

    Articolo 10: La Giustizia Straordinaria è amministrata in prima istanza dal Tribunale dell’Inquisizione e in seconda istanza dal Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica. .

    Articolo 11: I Cardinali, qualunque sia la loro natura o status, dipendono esclusivamente, per quanto riguarda la Giustizia Ordinaria in prima ed unica istanza, dal Tribunale Pontificio; per la Giustizia Straordinaria in prima ed unica istanza, dal Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica.


    Testo Canonico sulla Giustizia della Chiesa
    Dato e approvato a Roma dal Sacro Collegio sotto il pontificato del Santissimo Padre Eugenio V la domenica dieci del mese di Gennaio dell’anno di grazia MCDLVIII.

    Pubblicato la prima volta dal compianto Sua Eminenza fratello Nico il giovedì tre del mese di Agosto dell’anno MCDLIV; rivisto, sigillato e ristampato da Sua Eminenza Aaron Nagan, Cardinale-Cancelliere e Decano del Sacro Collegio, il venerdì diciannove del mese di Marzo dell’anno di grazia MCDLVIII; rivisto, sigillato e ristampato da Sua Eminenza Aaron Nagan, Arcicancelliere della Sede Apostolica e Decano del Sacro Collegio, il giorno X del mese di X, dell’anno di grazia MCDLXIII.



Dernière édition par samuele le Ven Oct 07, 2016 7:05 pm; édité 2 fois
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samuele



Inscrit le: 07 Oct 2012
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MessagePosté le: Ven Oct 07, 2016 7:03 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Citation:



In medio stat Virtus
Costitutione Apostolica « La Virtù sta nel mezzo ».

Libro 4 : La Giustizia della Chiesa

Parte II : Della Giustizia Ordinaria

    La Giustizia Ordinaria è una delle due componenti della Giustizia della Chiesa.
    Ad Essa competono i casi, i delitti e le infrazioni amministrative, canoniche e disciplinari. La Giustizia Ordinaria è resa da quattro Tribunali differenti secondo la natura e l’imputazione della persona incriminata. Quindi, la Giustizia Ordinaria è resa in primo grado, per i fedeli, dal Tribunale Episcopale, e, per i chierici, dalla Penitenzieria Apostolica. La Giustizia Ordinaria è resa in secondo grado, per i fedeli e i chierici, dalla Rota Romana (Can 4-I-9). La Giustizia Ordinaria è resa in unico grado, per i Cardinali, dal Tribunale Pontificio (Can 4-I-11).


Sezione A : Dei Tribunali Episcopali

Generalità

Articolo 1 : Esiste un Tribunale Episcopale per Diocesi. L’istituzione del Tribunale dipende dal potere discrezionale del Vescovo della Diocesi nonostante qualsiasi concordato o accordo particolare approvato dal Sacro Collegio dei Cardinali. Il Tribunale della Diocesi ove risiede l’Arcivescovo è detto Tribunale Archiepiscopale. Esso supplisce a ogni mancanza del Tribunale Episcopale Suffragante.

Composizione

Articolo 2 : I Tribunali Episcopali sono composti :
- dal Vescovo della Diocesi e da due Ufficiali. In via eccezionale, un Ufficiale può essere sostituito da un chierico della provincia se le circostanze lo esigono, in particolare se egli è parte del processo.
- dal Procuratore Episcopale assistito dal Vidame della provincia ecclesiastica dalla quale dipende il Tribunale Episcopale.

Articolo 3 : La presidenza del Tribunale è assicurata dal Vescovo della Diocesi. Se il Vescovo è parte del processo la causa deve essere rinviata davanti al Tribunale Archiepiscopale o essere rigettata.

Articolo 4 : Il Procuratore Ecclesiastico è nominato a vita dal Vescovo della Diocesi dalla quale dipende il Tribunale con l’avallo della Congregazione della Santa Inquisizione, le cui condizioni sono definite nel regolamento interno della Congregazione. Egli può essere revocato da un Cardinale inquisitore in base a una lettera dettagliata del Vescovo, che presiede il Tribunale.

Articolo 5 : Il Vidame è incaricato di vigilare sull’applicazione della pena, salvo contrarie disposizioni della sentenza.

Articolo 6 : L’Ufficiale è nominato dal Vescovo del Tribunale in quanto si distingue per le sue conoscenze in Diritto Canonico. E’ necessariamente un chierico. Egli assiste il Vescovo, delibera con lui ed è incaricato, insieme al Procuratore Episcopale, della tenuta degli archivi e dell’inoltro delle copie alla Congregazione della Santa Inquisizione così come al Concistoro Pontificio interessato.

Articolo 7 : Nei casi in cui il Tribunale non possa riunirsi al completo, spetta al Vescovo della Diocesi o rimettere la causa al Tribunale Archiepiscopale, o, in caso di assenza del Procuratore Episcopale, farsi mandare un procuratore generale ecclesiastico, o un missus inquisitionis che agisca come tale, dalla Congregazione della Santa Inquisizione, al fine di sostituirlo.

Competenza territoriale

Articolo 8 : Il Tribunale Episcopale è competente per gli atti commessi nelle parrocchie della Diocesi sulle quali esso ha autorità, o dai parrocchiani residenti nella detta Diocesi. In caso di controversia, la Congregazione della Santa Inquisizione o in mancanza il Concistoro Pontificio competente attribuisce la procedura al tribunale più idoneo.

Deferimento

Articolo 9 : Ogni denuncia o richiesta presso il Tribunale Episcopale deve essere depositata nelle mani del Procuratore Episcopale o dei suoi inservienti.

Articolo 10 : Il deferimento al Tribunale è assicurato dal procuratore episcopale, può deferire al Tribunale per conto proprio, su mandato di un responsabile della Congregazione della Santa Inquisizione, del Concistoro Pontificio o di un Cardinale.

Casi particolari


Articolo 11 : Un concistoro pontificio può, in accordo con il Grande Inquisitore, promulgare delle regole specifiche per i tribunali episcopali della sua zona geodogmatica.




Citation:
Sezione B : Della Penitenzieria Apostolica

Generalità

Articolo 1 : La Penitenzieria Apostilica è il tribunale ecclesiastico di prima istanza competente nel giudicare i chierici della Chiesa Aristotelica e Romana. Ella dipenda dalla Congregazione della Santa Inquisizione.

Articolo 2 :Gli appelli contro le sentenze della Penitenzieria Apostolica vengono discussi dalla Rota Romana.

Composizione

Articolo 3 :Il Tribunale della Penitenzieria Apostolica è composto:
- da tre giudici, detti “Penitenzieri”, fra i quali il Grande Penitenziere.
- dal Commissionario che sostiene l’accusa .

Articolo 4 : La presidenza del Tribunale della Penitenzieria Apostolica è assicurata dal Grande Penitenziere, nominato e revocato dal Grande Inquisitore. Se il Grande Penitenziere è parte del processo, egli viene ricusato e sostituito dal Grande Inquisitore. In caso di ostacolo linguistico, il Grande Penitenziere è sostituito da un Penitenziere.

Articolo 5 : I Penitenzieri assistono il Presidente del Tribunale, deliberano con lui e sono incaricati, insieme al Commissionario, della tenuta degli archivi e dell’inoltro delle copie alla Congregazione della Santa Inquisizione così come al Concistoro Pontificio interessato. Sono nominati dal Grande Inquisitore su eventuale proposta del Grande Penitenziere. Essi formano il collegio dei Giudici – Penitenzieri. Vengono ricusati e rimpiazzati se sono parti del processo.

n.b. : il Grande Inquisitore nomina tanti Penitenzieri in seno al Collegio dei Giudici-Penitenzieri quanti egli ne giudica necessari per il buon funzionamento della Penitenzieria Apostolica. Tuttavia, considerando che due Penitenzieri assistono sistematicamente il Grande Penitenziere per la tenuta di un tribunale, un numero minimo di due Penitenzieri è indispensabile per la tenuta del tribunale della Penitenzieria Apostolica.

Articolo 6 : Il Commissionario è nominato a vita dal Grande Penitenziere secondo le modalità del regolamento interno della Penitenzieria Apostolica e revocato dallo stesso. Egli è necessariamente un sacerdote. Egli sostiene l’accusa sulla base delle prove e delle testimonianze che gli sono state fornite a carico del chierico incriminato.

Competenze

Articolo 7 :La Penitenzieria Apostolica è competente per gli atti delittuosi o illeciti commessi nelle Diocesi dell’Aristotelismo dai chierici della Chiesa.

Deferimento

Articolo 8 : Ogni denuncia o richiesta presso la Penitenzieria Apostolica deve essere depositata nell’ufficio del Commissionario della Penitenzieria Apostolica.

Articolo 9 : Il deferimento alla Penitenzieria Apostolica è assicurato dal Commissionario incaricato del fascicolo, può deferire al Tribunale su mandato di un responsabile della Congregazione della Santa Inquisizione, del Concistoro Pontificio o di un Cardinale.


Citation:


Sezione C : Della Rota Romana

Generalità

Articolo 1 : La Rota Romana è il tribunale ecclesiastico di seconda ed ultima istanza per le Ufficialità episcopali e la Penitenzieria Apostolica. Essa è dunque competente per il giudizio dei fedeli e dei chierici della Chiesa Aristotelica e Romana. Essa dipende dalla Congregazione della Santa Inquisizione.

Composizione

Articolo 2 : Il Tribunale della Rota Romana è composto :
- da tre giudici detti « Uditori », tra i quali il Decano del Tribunale della Rota Romana.
- Da un Relatore che sostiene l’accusa.

Articolo 3 : La presidenza del Tribunale della Rota Romana è assicurata dal Decano della Rota Romana, nominato e revocato dal Grande Inquisitore. Se il Decano è parte del processo, egli viene ricusato e rimpiazzato dal Grande Inquisitore o dal Primo Uditore.

n.b. : Il “Primo Uditore” è il primus inter pares del collegio degli uditori nominato dal Grande Inquisitore. Svolge la funzione di “Vice Decano” della Rota Romana e rimedia alle eventuali assenze del Decano.

Articolo 4 : Gli Uditori assistono il Presidente del Tribunale, deliberano con lui e sono incaricati, insieme al Relatore, della tenuta degli archivi e dell’inoltro delle copie alla Congregazione della Santa Inquisizione così come al Concistoro Pontificio interessato. Gli Uditori sono nominati dal Grande Inquisitore su eventuale proposta del Decano della Rota Romana. Essi formano il Collegio degli Uditori. Se uno degli Uditori è parte del processo, egli è ricusato e rimpiazzato da un altro.

n.b. : il Grande Inquisitore nomina tanti Uditori in seno al Collegio quanti egli ne giudica necessari per il buon funzionamento della Rota Romana. Tuttavia, considerando che due Uditori assistono sistematicamente il Decano della Rota Romana nella tenuta di un tribunale, un numero minimo di due uditori è indispensabile per la buona tenuta del tribunale della Rota Romana.

Articolo 5
: Il Relatore è nominato a vita dal Decano della Rota Romana e da lui revocato. Egli è necessariamente un sacerdote. Sostiene l’accusa sulla base delle prove e delle testimonianze che gli sono state fornite a carico del fedele o del chierico incriminato.

Competenze

Articolo 6 : La Rota Romana possiede una competenza universale. Essa prende cognizione in seconda istanza dei casi giudicati in prima istanza dalle Ufficialità Episcopali e dalla Penitenzieria Apostolica.

Articolo 7 : La Rota Romana ha il diritto di confermare, modificare o annullare le sentenze pronunciate per i casi giudicati in prima istanza dalle Ufficialità Episcopali e dalla Penitenzieria Apostolica.

Ricorso

Articolo 8 : Ogni dichiarazione d’appello presso il Tribunale della Rota Romana deve essere depositata nell’ufficio principale della Rota Romana.

Articolo 9 : Il ricorso al Tribunale della Rota Romana è assicurato dal Relatore incaricato del fascicolo.

Disposizioni particolari

Articolo 10 : La conferma del giudizio e della sentenza pronunciate in prima istanza comporta un’ulteriore pena lasciata alla discrezione degli Uditori del Tribunale.

Articolo 11 : Al fine di assicurare la perfetta imparzialità dei tribunali della Giustizia della Chiesa, i membri della Rota Romana (Decano, Uditori e Relatore) non possono essere allo stesso tempo membri della Penitenzieria Apostolica o occupare una carica in seno ad essa.


Citation:


Sezione D : Del Tribunale Pontificio

Generalità

Articolo 1 : Il Tribunale Pontificio è il tribunale ecclesiastico di prima ed unica istanza per i casi che coinvolgono, in qualità d’imputato, uno o più cardinali. Esso dipende dalla Congregazione della Santa Inquisizione.

Composizione

Articolo 2 : Il Tribunale Pontificio è presieduto dal Sommo Pontefice, o in sua assenza dal Cardinale Camerlengo, assistito da quattro cardinali scelti dai loro pari.

    Articolo 2.1 : Se il Camerlengo è parte del processo, egli viene ricusato e rimpiazzato dall’Arcidiacono di Roma o dal Grande Inquisitore.



Articolo 3 : L’istruzione del processo è assicurata da uno dei membri del tribunale pontificio designato a tal fine dal Sovrano Pontefice, o in assenza di questi, dal Cardinale Camerlengo. Questo cardinale istruttore riunisce le prove, interroga le parti e i testimoni, raccoglie le confessioni.

Articolo 4 : L’accusa è sostenuta collegialmente dal Tribunale Pontificio. Esso ascolta, a porte chiuse, l’arringa della difesa.

Articolo 5 : L’intero fascicolo istruttorio deve essere comunicato alla difesa allorquando essa ne faccia richiesta.

Articolo 6 : Le sentenze sono rese, previa deliberazione, dal Sovrano Pontefice, o in assenza di questi dal Cardinale Camerlengo. Le deliberazioni sono sottoposte al principio della maggioranza.

Articolo 7 : Le sentenze del Tribunale Pontificio non sono suscettibili d’appello.

Ricorso

Articolo 8 : Il ricorso al Tribunale Pontificio è assicurato esclusivamente dal Sommo Pontefice o da un cardinale.
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