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[INQ] Processo contro Massimox
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almalibre



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MessagePosté le: Sam Nov 28, 2020 7:03 pm    Sujet du message: [INQ] Processo contro Massimox Répondre en citant

Citation:




Fiat justicia pereat mundus
Commissionamento d'Inquisitore



Noi, Sua Eccellenza Monsignora Alma Bianca Arnod Sforza detta "Almalibre", in qualità di Vice Prefetto dell'Inquisizione Italofona, per la Grazia di Dio, davanti all'Altissimo, sotto lo sguardo di Aristotele ed a nome della nostra Santa Madre Chiesa, a nome della Santa Inquisizione,

in seguito alla richiesta pervenuta nel nostro ufficio,

presa visione della denuncia presentata dal Cardinal Valentino Borgia detto "Astuzia", a carico di Massimox

COMMISSIONIAMO

Sua Eccellenza Matteo Alessandro Volturi detto "Mercarte" quale Missus Inquisitionis al fine che trionfi la chiara e santa verità per quanto concerne la questione che vede contrapposti: Massimox e la Santa Chiesa Aristotelica.

Spogliamo di ogni Ufficialità chi si occupava precedentemente del caso di cui è commissionato il nostro inquisitore in favore della sola Giurisdizione straordinaria.
Chiamiamo ogni persona che sia oggetto di una convocazione da parte del nostro inquisitore a collaborare pienamente e senza indugio alle indagini e procedure afferenti alla Giustizia della Chiesa.
Ricordiamo che ogni iniziativa volta a nuocere, da vicino o da lontano, ai lavori dell'Inquisizione, si attirerebbe gli anatemi immediati della nostra Santa Inquisizione.

Periodo di grazia previsto: 15 giorni a partire dall'emissione di questo commissionamento.

Ad Claram et Sanctam Veritatem

Scritto e sigillato a Roma, il giorno XXVIII del XI mese dell'Anno di Grazia MCDLXVIII



S.Ecc. Alma Bianca Arnod Sforza detta "Almalibre"


Vice Prefetto dell'Inquisizione Italofona


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Dernière édition par almalibre le Lun Nov 30, 2020 10:09 am; édité 1 fois
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almalibre



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MessagePosté le: Sam Nov 28, 2020 7:05 pm    Sujet du message: Répondre en citant

La Presidente fece preparare l'Aula.
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Massimox



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MessagePosté le: Sam Déc 12, 2020 10:03 am    Sujet du message: Répondre en citant

Massimo si presentò davanti all'aula.

Massimo Decimo Centurioni, Duca di Nettuno, sono stato convocato qui.

E prese posto in aula.

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Astuzia
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MessagePosté le: Sam Déc 12, 2020 12:15 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Convocato,
il cardinale si presenta entrando in aula in silenzio.
Ed in silenzio rimase in attesa di istruzioni.

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Mercarte



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MessagePosté le: Sam Déc 12, 2020 12:17 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Il missus, visto l'appropinquarsi dell'inizio del processo, si recò in aula e prese posto.
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almalibre



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MessagePosté le: Lun Déc 14, 2020 10:29 am    Sujet du message: Répondre en citant

La Presidente entra in Aula e siede al proprio posto dopo aver salutato tutti i presenti.
Quindi si rivolge a Sua Eccellenza Mercarte e dice


Vostra Eccellenza, visto che tutti i convocati sono qui presenti, potete cominciare con i giuramenti e le deposizioni
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Mercarte



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MessagePosté le: Lun Déc 14, 2020 2:08 pm    Sujet du message: Répondre en citant

La presidente aveva chiesto di procedere coi giuramenti. Mercarte si alzò e disse:

Invito tutti i presenti, testimoni e imputati, a prestare il seguente giuramento, ponendo la mano destra sul Libro delle Virtù:

"Io giuro solennemente dinnanzi a questa corte, ai dogmi della Chiesa Aristotelica e dinnanzi all'Altissimo che mi sorveglia e mi giudica, di dire la verità e soltanto quella, senza falsità alcuna.
Qualora, contravvenissi a tale giuramento, che la mia anima possa bruciare nel fuoco eterno dell'Inferno Lunare e io venga processato dinnanzi a questa corte!"


Detto questo si fece da parte e attese.
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Massimox



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MessagePosté le: Mar Déc 15, 2020 11:46 am    Sujet du message: Répondre en citant

Massimo posò la mano destra sul Libro delle Virtù e pronunciò il giuramento.

Io, Massimo Decimo Centurioni, giuro solennemente dinnanzi a questa corte, ai dogmi della Chiesa Aristotelica e dinnanzi all'Altissimo che mi sorveglia e mi giudica, di dire la verità e soltanto quella, senza falsità alcuna.
Qualora, contravvenissi a tale giuramento, che la mia anima possa bruciare nel fuoco eterno dell'Inferno Lunare e io venga processato dinnanzi a questa corte!


E tornò al suo posto.

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Astuzia
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MessagePosté le: Jeu Déc 17, 2020 8:48 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Astuzia pone la mano destra sul Libro delle Virtù:

"Io giuro solennemente dinnanzi a questa corte, ai dogmi della Chiesa Aristotelica e dinnanzi all'Altissimo che mi sorveglia e mi giudica, di dire la verità e soltanto quella, senza falsità alcuna.
Qualora, contravvenissi a tale giuramento, che la mia anima possa bruciare nel fuoco eterno dell'Inferno Lunare e io venga processato dinnanzi a questa corte!"


Detto questo si fece da parte.
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almalibre



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MessagePosté le: Mer Déc 30, 2020 2:41 pm    Sujet du message: Répondre en citant

La Presidente apre il dibattimento e si rivolge all'imputato dicendo

Prendiamo atto della vostra ammissione di colpa sulla quale non discuteremo oltre.
Invece, ci porta ad ulteriori approfondimenti il vostro tentativo di giustificare e sminuire quanto avete fatto e che è accertato costituisce violazione canonica.
Voi avete affermato che stavate arruolando un esercito per marciare contro Epitaffio, che stava ad Orbetello, e quindi contro la città protetta dalla Pace di Dio voluta da Sua Santità il Papa di Roma. Avete pure affermato, implicitamente, di averlo fatto senza ottenere il permesso di Sua Santità e che vi siete fermati perché l’esercito in questione si era sciolto.
Infatti, duca, quante volte l'Impero ha chiesto a Sua Santità di poter derogare alla Pace di Dio entrando con un esercito ad Orbetello ricevendone risposta negativa? Una? Due? Tre? quante volte?
Per quale motivo, questa volta, avete ritenuto il permesso sarebbe stato concesso?
E' un aspetto importante da chiarire perché voi state facendo leva sull'attenuazione della vostra colpa proprio su questo punto.
Diversamente dobbiamo desumere delle due l'una: che state accampando una scusa senza fondamento, oppure che avete premeditato di agire in violazione della Pace di Dio e quindi contro il Dogma.
Ora rispondete, perché lo avete fatto? Perché eravate disposto a violare la Pace di Dio? Per compiacere l’Imperatore? E volevate compiacerlo a tal punto da arruolare chiunque pur di dimostrare la vostra devozione, finanche andando contro la Chiesa che vi ha beneficato concedendovi il titolo di duca?
Ma c’è dell’altro.
Il Gonfaloniere per Orbetello, il 17 di Ottobre, aveva chiesto ed ottenuto da Sua Maestà Imperiale il permesso per alzare esercito, cosa della quale voi eravate informato perché tale sua decisione è passata dal Consiglio Imperiale del quale siete membro. Il Gonfaloniere, per procedere, chiese i permessi che il prefetto Velle gli rifiutò. Ciò causò i ritardi che portarono alla disfatta dell’esercito che egli guidava ed alla sua stessa morte, l’assassinio di un cardinale, per intenderci.
Suo fallimento, quello del Gonfaloniere, che ha aperto la scena alla vostra solerzia nel voler marciare contro la città protetta dalla Pace di Dio. Quindi voi e Velle, molto vicini, che agite ancora in sintonia.
A questo punto, la domanda sorge spontanea: avete indotto o, in qualche modo partecipato alla decisione di Velle nell’impedire l’azione del Gonfaloniere? Dopotutto, il vostro ruolo di vicemaresciallo imperiale responsabile anche per l’area Senese ve ne offriva la possibilità.
E non finisce qui.
Già l’11 di Agosto, quando Epitaffio violò per la prima volta la Pace di Dio su Orbetello, il Gonfaloniere chiese l’autorizzazione per alzare esercito che voi, in concorso con l’allora reggente imperiale Stormhawk gli negaste, e continuaste a negare anche successivamente.
Orbene, vi rendete conto che la vostra solerzia nell’eseguire gli interessi imperiali su Orbetello, vi ha portato ad agire, ed indurre altri a farlo, contro la Chiesa?
Ma voi non vi fate mancare nulla.
Infine, almeno per ora, c’è l’elezione della Spinozista a Signora di Siena. Dalle indagini, infatti, è emerso il vostro coinvolgimento, del quale però, parleremo meglio nell’altro processo.
Certo però, ne terremo conto anche in questa sede affinché sia completo il quadro nel quale avete e state operando.
Ordunque, il vostro agire, Duca pontificio, è stato sistematicamente contro la Chiesa, e lo avete fatto per acquisire credito in seno all’Impero, istituzione che prendiamo atto vi è più cara della Santa Chiesa Aristotelica. Riconoscete questa vostra colpa affinché il Tribunale possa riconoscervi misericordia?

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Massimox



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MessagePosté le: Mer Déc 30, 2020 10:40 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Massimo sollevò leggermente un sopracciglio, ascoltando le parole della Presidente, prendendo appunti.
Si mise a rispondere con calma.

Dunque Madre, vi risponderò in ordine a ciò che dite.
Non sono l'Imperatore. Ciò penso sia chiaro e palese: non posso dunque fare affermazioni riguardo ad attività diplomatiche, militari o qualsivoglia decisione che non è neanche lontanamente di mia competenza.
Mai l'Impero avrebbe agito in violazione della pace di Dio, voglio rassicurarvene.
L'idea di entrare in armi ad Orbetello senza un regolare permesso concesso dalla Santa Chiesa personalmente non mi ha mai sfiorato: non posso tuttavia parlare dei pensieri altrui, in quanto non mi è dato conoscerli. Non posso altresì divulgare specifiche discussioni del Concilio Imperiale, come immaginerete, ma se in esse vi fosse stata una volontà di muovere di fatto guerra alla Chiesa, non sarei più in quelle sale.


Sorrise, prendendo un bicchiere d'acqua.

Non sarei mai stato disposto a violare la pace di Dio, rispondendo alla Vostra domanda. Vedete, io ero responsabile di radunare le truppe per difendere la Repubblica di Siena: pertanto si sono riunite le truppe a Grosseto, città che è snodo centrale della Repubblica. L'Imperatore, ovviamente, non ha supervisionato direttamente le operazioni: come avrebbe potuto? Ha demandato delle responsabilità ad alcune persone, non avevo bisogno di compiacerlo, volevo solo garantire la sicurezza della Repubblica e di ogni cittadino. E per farlo, di fronte ad una grande minaccia, era necessario un grande esercito. Non ho arruolato chiunque: ho cercato di evitare di arruolare giovani senza forze e senza armi, preferendo evitare il rischio della loro morte in uno scontro. Nel farlo ho, come già ammesso, sbagliato, reclutando senza autorizzazione una persona scomunicata.


Fece una pausa.

Questo penso sia il motivo per cui mi trovo in questo processo. O almeno è ciò per cui ero stato denunciato. Aggiunse, andando poi a rispondere al resto delle domande.

No, non vedo per quale motivo dovrei essere in qualche modo coinvolto nella vicenda. Il ruolo di Vice Maresciallo Imperiale non ha nulla a che vedere con i permessi di viaggio e questo ruolo non mi offre la possibilità di interferire negli affari Provinciali.
Penso tuttavia che, in buona fede, vi confondiate su un punto: io non sono responsabile dell'area Senese, il vice maresciallo è una figura unica per le province italiane dello SRING e viene impiegato in specifiche situazioni, senza le quali non ha poteri particolari.
Sono stato delegato alla sicurezza di Siena per un periodo, dal 26 di Ottobre fino a pochi giorni fa. Da quel giorno ho avuto accesso alle sale riservate militari e di sicurezza della Repubblica e ho avuto autorità militari e di sicurezza, in accordo con la Cancelliera Imperiale.


Sorrise.

Pertanto non ho partecipato in alcun modo a nessuna decisione. Non avrei potuto, né avrei avuto una qualsiasi forma di interesse nell'occuparmi di lavoro altrui esponendomi a qualsivoglia rischio. Perché mai, senza una qualsiasi forma di riconoscimento, avrei dovuto interessarmi dei permessi doganali Senesi?

Andò avanti.

L'11 di Agosto il mio ruolo era quello di Ministro Imperiale di Giustizia e delegato Imperiale all'auxilium.
Non è mai stata mia facoltà concedere o negare l'autorizzazione a formare eserciti su territorio Imperiale. Questo potere è concesso solo all'Imperatore del Sacro Romano Impero o al Reggente in caso di assenza. Perché mi ritenete colpevole di aver fatto qualcosa che non avrei avuto alcuna autorità di fare?


Prese un sorso d'acqua.

In ultimo, vorrei dirvi, Madre, che per quanto le persone desiderino lavarsi dei propri peccati incolpando altri dei propri errori, non ho avuto alcun ruolo dell'elezione di Zakya quale Signora di Siena. Anzi: fui sinceramente sorpreso della scelta del Consiglio, visto che ai tempi pensavo che altri fossero i nomi più adatti: ma non era, anche quello, un mio affare.

Si avviò alla conclusione.

Madre, Eccellenza. Non capisco bene di cosa sono accusato, né come potermi difendere.
Mi avete accusato d'ogni nefandezza, d'agire contro la Chiesa, contro la Fede, di ingannare, mentire, fuorviare, di indurre altri al peccato.
Perché queste accuse nei miei confronti, Madre?
Sempre sono stato Aristotelico e sempre ho difeso la Vera Fede.
Voi ora, non comprendo sulla base di cosa, visto che l'accusa mossami e la denuncia che posso leggere è diversa, mi accusate di gravissimi crimini contro la Santa Chiesa: eppure io ciò che parlate l'ho visto come spettatore, da vicino ricoprendo dei ruoli, ma senza la facoltà di prendere decisioni, visto che mai ho ricoperto un ruolo che mi consentisse di farlo.


Sospirò rassegnato.

Come posso, Madre, riconoscere una colpa che non ho? Come posso difendermi da accuse che si basano su supposizioni, voci, pettegolezzi? Si vociferano cose terribili sul mio conto: sono queste vere?
Ma vi chiedo, Eccellenza: come si può mai dimostrare la propria innocenza, quando non vi è nulla che accusi della colpevolezza se non il sospetto?
Ho confessato quanto ho fatto, perché se conosco qualcosa della Fede è che la verità è l'unica via per il Perdono. Ma non posso confessare una colpa che non ho e dei peccati che non ho commesso.
Ho certamente peccato nella mia vita, Eccellenza, ho commesso innumerevoli errori come uomo, come politico, forse anche come fedele.
Ma di certo non ho fatto quanto voi avete descritto in questa sede.


E aggiunse un'ultima cosa.

In ultimo, vorrei dire una cosa. Voi dite che l'Impero mi è più caro della Santa Chiesa. Ma perdonatemi: è come chiedere ad un bambino se vuole più bene al proprio padre o alla madre. Sono un suddito dell'Impero e un Fedele Aristotelico, sono un ministro Imperiale e un Duca Pontificio.
La mia fede Aristotelica nulla ha a che vedere con l'essere un cittadino Imperiale, Duosiciliano, Veneziano, Francese o di qualsiasi altro luogo: la Fede per me è molto più che fedeltà. Io credo nell'Altissimo e nella Santa Chiesa, anche se posso a volte non concordare o discutere con uomini di Chiesa. Se ciò è un peccato, spero l'Altissimo abbia pietà della mia anima.
Se la Santa Chiesa non può accettare che un uomo serva altri se non la Chiesa stessa, rimetterò il mio titolo a colui che me lo ha concesso, Sua Santità Papa Sisto, chiedendo perdono per non essere stato in grado di essere un buon vassallo della Santa Chiesa.


E così terminò la sua difesa.

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MessagePosté le: Mer Déc 30, 2020 10:54 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Dimenticatosi di dire una cosa, pochi istanti dopo aver terminato di parlare, riprese la parola.

Presidente, perdonatemi. Posso comprendere che affermare autonomamente di essere un buon Aristotelico possa essere una cosa poco adeguata.
Altresì mi sto difendendo da solo da accuse riguardanti sale Imperiali, in cui solo io, in questa sala, sono stato.
Pertanto, se è concesso da questa corte, vorrei chiamare a testimoniare una persona che possa al contempo parlarvi di me come Fedele, Nobile Pontificio e Ministro Imperiale.


Rivolse un sorriso ai presenti.

Si tratta di Sua Eminenza Kalixtus de Montfort-Beaumont d'Autevielle.

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almalibre



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MessagePosté le: Lun Jan 18, 2021 12:16 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Il testimone ha dichiarazioni da fare in merito all'accusa di aver accolto una scomunicata nella vostra lancia?
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MessagePosté le: Lun Jan 18, 2021 9:55 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Rispose.

Assolutamente no, quello l'ho confessato e motivato nel documento inviato al Missus Inquisitionis, Sua Eccellenza Matteo Alessandro Volturi in data otto Dicembre.
Avrebbe potuto testimoniare relativamente alle altre accuse mosse successivamente nei miei confronti.


E restò in silenzio in attesa.

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almalibre



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MessagePosté le: Mar Jan 19, 2021 10:42 am    Sujet du message: Répondre en citant

Dato che non ha nulla a che vedere con l'accusa, la vostra richiesta non può essere accolta.

Questa è la vostra dichiarazione che riporto per comodità di entrambi:

In ultimo, vorrei dire una cosa. Voi dite che l'Impero mi è più caro della Santa Chiesa. Ma perdonatemi: è come chiedere ad un bambino se vuole più bene al proprio padre o alla madre. Sono un suddito dell'Impero e un Fedele Aristotelico, sono un ministro Imperiale e un Duca Pontificio.
La mia fede Aristotelica nulla ha a che vedere con l'essere un cittadino Imperiale, Duosiciliano, Veneziano, Francese o di qualsiasi altro luogo: la Fede per me è molto più che fedeltà. Io credo nell'Altissimo e nella Santa Chiesa, anche se posso a volte non concordare o discutere con uomini di Chiesa. Se ciò è un peccato, spero l'Altissimo abbia pietà della mia anima.
Se la Santa Chiesa non può accettare che un uomo serva altri se non la Chiesa stessa, rimetterò il mio titolo a colui che me lo ha concesso, Sua Santità Papa Sisto, chiedendo perdono per non essere stato in grado di essere un buon vassallo della Santa Chiesa.

Ora io vi domando:

Se l'impero decidesse di dichiarare guerra alla Chiesa voi cosa fareste? Difendereste la Chiesa contro un impero eretico o stareste con l'impero?

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