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San Tertulliano Apologeta, Patrono di Concordia e Cartagine

 
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dariush
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MessagePosté le: Mer Nov 16, 2011 2:36 pm    Sujet du message: San Tertulliano Apologeta, Patrono di Concordia e Cartagine Répondre en citant

Citation:




San Tertulliano Apologeta, Patrono di Concordia e Cartagine.

Fiorentio Tullio Tertio nacque a Cartagine tra il secondo e il terzo secolo.. Nato da una famiglia di Equites numida ricca e potente; i suoi genitori, entrambi alti ufficiali del Patriziato Romano, ambivano a fare di lui un burocrate imperiale affinchè si affermasse a Roma.
All'età di ventisei anni, sappiamo con certezza che aveva già seguito la Via dello Stato, che frequentava i corsi di oratori importanti e che aveva ricoperto almeno una volta il ruolo del Pubblico Ministero nella Provincia d'Africa.
In questo periodo egli si convertì alle religioni dei culti d'Oriente, che includevano la filosofia di Aristotele accanto ad altri profeti.

A trentasette anni, conscio di aver già realizzato il massimo della sua carriera politica in Africa, decise di trasferirsi a Roma, ove risiedevano i più elevati funzionari di Stato.
Appena giunto, oltre ad iniziare lo studio approfondito del Diritto Romano, continuò a frequentare circoli di religioni alternative.
Fu in questo modo che venne a conoscenza dei Fedeli di Aritotele e Christos, la cosiddetta "Chiesa Aristotelica."

Tra gli artefici della sua conversione alla Chiesa, pare fu decisiva una lunga notte di dialogo con Padre Montano, mistico aristotelico, ed il successivo incontro col Papa Vito I.

Battezzatosi col semplice nome di Tertulliano e nominato diacono, il Santo rimase famoso per i suoi scritti essenziali nel delineare modi e fini di istituzioni future come la Nunziatura o l'Inquisizione.
La sua enorme conoscenza giuridica, infatti, fu messa al servizio del Diritto Canonico, che egli trascrisse in latino, secondo la forma rigorosa dei giuristi del tempo.

Il diacono Tertulliano, avendo gettato alle ortiche la propria carriera nella Via dello Stato, un giorno fu convocato in Tribunale per offese alla religione pagana.
Perse la causa e dovette pagare una ammenda pecuniaria, ma divenne famoso per la sua frase rivolta al Giudice del processo, considerato un inetto:

Citation:
"So che ritieni assurdo ciò in cui io credo: questa è l'ennesima prova che ho ragione."


San Tertulliano rimase famoso, infatti, per l'ardore delle sue parole e per le sue posizioni intransigenti; lasciò ai posteri una moltitudine di manuali e scritti minori, dove ad esempio dava consigli alle famiglie aristoteliche su come vivere a Roma.

La sua opera più famosa fu L'Apologeticum, una interessante rilettura di Aristotele e dell'assedio di Aornos alla luce deila situazione di Roma a lui contemporanea.
San Tertulliano, infatti, aveva notato come tutte le religioni minoritarie, specialmente l'Aristotelismo, venissero ai tempi perseguitate velatamente, ma con sistematicità dalla giustizia, che quasi sempre ne incriminava gli adepti.
Egli si rendeva conto che ormai la Chiesa era diventata il capro espiatorio per ogni disgrazia che accadeva a Roma, e nei suoi libri metteva in risalto l'illogicità delle sentenze dei Tribunali.
Egli diceva:

Citation:
"Dio ha schifo della corruzione romana, ed invia calamità e sventure, per ricordare a tutti gli uomini che la Fine del Mondo è vicina, ma l'Imperatore mente ai sudditi, dice loro che è la nostra presenza a infastidire gli Dei; ecco allora che l'Uomo si dimentica di Dio, imbraccia le armi e ci colpisce ai fianchi, dove siamo scoperti: questa è l'essenza del nostro silenzioso martirio."


Un altra sua frase famosa in merito, fu:

Citation:
"Voi dite che venerare Dio sia peccato mortale. Allora, perchè non venite e ci sterminate tutti? Avete forse paura di cosa possa succedere dopo?"


Per la sua difese spassionate dei fedeli aristotelici alla Corte di Roma, egli si guadagnò il titolo di Apologeta. Partecipò ad oltre cento cause, perdendole quasi tutte, ma ogni volta che perdeva pagava di tasca sua eventuali sanzioni monetarie.

Fu ordinato presbitero all'età di cinquantadue anni, e morì una decina di anni dopo mentre aveva deciso di ritornare tra la sua gente africana, molto vicino a diventare Arcivescovo e Primate d'Africa.

In molti lo ricordano come un uomo imponente, dalla pelle scura ed i capelli raccolti sotto un turbante.
Inizialmente, egli adottò la toga romana, ma andando avanti con gli anni, ritornò alla toga cartaginese, che era più austera e meno elegante.
Anche in età avanzata, rimase un uomo sano e muscoloso.
Infatti aveva adottato il detto di Roma: "Anima Sana in Corpore Sano"; ovvero: la Virtù s'esercita col corpo.

Il miracolo

Un giorno Tertulliano stava facendo un viaggio di piacere verso Concordia, in quella regione che noi oggi chiamiamo Veneto.
Giunto in loco, scoprì che era presente un nucleo aristotelico molto ligio alla Parola di Dio.
Entrò nella casa del Vescovo, per dialogare con lui, e trovò l'anziano uomo, che tutti dicevano avesse conosciuto S. Titus, nonostante questo fosse impossibile, disteso per terra, schiacciato da una libreria.
Il forzuto Tertulliano con le sue grosse braccia sollevò lo scaffale e tentò di rianimare il Vescovo, che sembra assolutamente incapace di riprendersi dall'imprevisto.
Il Vescovo allora aprì gli occhi e disse solo: "Vai a Dire Messa!", dopodiché, evidentemente defunse.
Tertulliano portò il cadavere in Chiesa, dove stranamente la folla di fedeli lo attendeva, e tutti dicevano: "Il Vescovo! Il Vescovo è qui con noi!"
Tertulliano, che al tempo era solo una diacono, fu colto alla sprovvista, chiese allora ai fedeli cosa fare: essi gli risposero che tutti loro si aspettavano la messa del mercoledì da lui.
Allora Tertulliano, pur conoscendo poco il messale, fu in grado di eseguire una Messa in Chiesa per la commemorazione dell'anziano defunto.
Durante la messa, mentre i fedeli pregavano, i paramenti sacri indossati da Tertulliano, che appartenevano al Vescovo, iniziarono a brillare di luce intensissima, molto più del normale, fino ad accecare i presenti.
E coloro che mantennero aperti gli occhi, videro l'immagine del Vescovo che baciava la mano destra di Tertulliano.
Uno di loro esclamo: "Res Parendo!"
La leggenda vuole che Tertulliano lasciò un appunto sull'episodio con scritto: "Missa In Gratebus"; e da allora si adotta la terminologia "In Gratebus" e "Res Parendo".

È il Patrono di Concordia e di Cartagine.
Viene ricordato come amico delle persone di colore.

Si festeggia il 15 Marzo.

Trascritto da Luciano P. Monforte O.P.


Citation:

San Tertullien l'Apologiste, Patron de Concordia et de Carthage.

Tertio Florentio Tullio est né à Carthage entre les deuxième et troisième siècles dans une famille de chevaliers numides. Riches et puissants, ses parents, deux hauts fonctionnaires Patricien Romain, espéraient faire de lui un bureaucrate impérial pour qu'il s'affirmer à Rome.
À l'âge de 26 ans, nous savons avec certitude qu'il avait déjà suivi la Voie de l'Etat, qu'il avait assisté à des cours et effectuées des interventions majeures en tant que procureur dans la province d'Afrique.
Pendant ce temps, il se convertit à la religion des cultes de l'Orient qui comprenait la philosophie d'Aristote ainsi que d'autres prophètes.

A trente-sept ans, conscient d'avoir effectué la plupart de sa carrière politique en Afrique, il décida de s'installer à Rome, où résidaient les plus hautes autorités de l'État.
Dès son arrivée, il commence l'étude du Droit Romain tout en continuant à assister aux cercles des religions alternatives.
Il connut des Croyants, entendit le message d'Aristote et de Christos et assista aux premiers pas de l'Eglise aristotélicienne.

C'est lors d'une longue nuit d'échanges, concernant le mysticisme et Aristote, que père Montano le convainquit de devenir fidèle. Sa rencontre avec le Pape Vito I ne fit que précipiter la chose.

Baptisé avec le simple nom de Tertullien et nommé diacre par la suite, le Saint était célèbre pour ses écrits essentiellement consacrés aux fondations des institutions telles que la Nonciature future ou l'Inquisition.
Ses immenses connaissances juridiques ont furent mises au service du Droit canonique qu'il transcrit en latin, selon les règles strictes de l'époque.

Le diacre Tertullien, après avoir renié sa carrière d'Etat fut un jour convoqué devant le tribunal pour "crimes contre la religion païenne".
Il perdit son procès et dû payer une forte amende pécuniaire. De son procès, nous pouvons retenir une déclaration qu'il prononça devant le juge et qui lui permit de devenir célèbre :

Citation:
"Je sais que vous pensez que c'est absurde ce que je crois: voilà encore une preuve que j'ai raison"


Tertullien fut vite célèbre grâce à sa ferveur, de ses paroles et de ses positions intransigeantes. Il laissa à la postérité une multitude de livres et documents, écrits ou traduits par lui, dont celui par exemple où Aristote donne des conseils aux familles sur la façon de vivre à Rome.

Son œuvre la plus célèbre a été l'Apologétique d'Aristote et du siège d'Aornos qu'il fit découvrir à tous ses contemporains.
Tertullien avait remarqué que toutes les religions minoritaires, en particulier l'Eglise, étaient secrètement mais systématiquement persécutées par la justice pour offenses envers les dévots païens.
Il se rendit compte maintenant que l'Aristotélisme était devenue le bouc émissaire de toutes les catastrophes se passant à Rome. Dans ses livres, il souligna alors l'illogisme des jugements des tribunaux.
Il a dit:

Citation:

«Dieu est dégoûté de la corruption de l'Empire romain, et envoie des calamités et des malheurs. Il rappele à tous que la fin du monde est proche. L'Empereur prononcent des mensonges à ses sujets en leur disant que notre présence est de contrarier les dieux. L'empereur nous demande de renier notre Dieu sous peine de voir nous voir persécutés et tués... : c'est l'essence même de notre martyre silencieux »


Un autre fameuse phrase :

Citation:
"Vous dites que l'adoration de Dieu est un péché mortel. Alors, pourquoi ne viendriez-vous pas exterminer nous? Avez-vous peur de ce qui pourrait se passer ensuite ?"


Pour sa défense vis-à-vis des fidèles aristotéliciens face à la Cour de Rome, il obtint le titre d'apologiste. Il contribue, pour plus de cent cas, à protéger les fidèles persécutés et condamnés en payant de sa propre poche les amendes.

De retour en Afrique, il fut ordonné prêtre à l'âge de cinquante ans, et mourut dix ans plus tard, tout proche de devenir archevêque et primat d'Afrique.

Beaucoup se souviennent de lui comme un homme imposant, à la peau foncée et les cheveux sous un turban.
Au début, il adopta la toge romaine puis, avec le temps, il revint à Carthage avec une toge plus austère et moins élégante.
Même à un âge avancé, il était un homme sain et musclé.
Il fit sien le fameux adage romain : "Anima sana in corpore sano", c'est à dire: "âme sain dans un corps sain".

Le miracle

Un jour Tertullien faisait un voyage d'agrément à Concordia, dans la région que nous appelons Veneto.
Rendu dans cette cité, il découvre un noyau de fidèles à Aristote et à la Parole du Très Haut.
Il entra dans la maison de l'évêque, pour lui parler, et y trouva un homme âgé écrasé par une bibliothèque. On disait qu'il avait connu Titus malgré que cela soit impossible.
Le fort Tertullien avec ses gros bras, leve la bibliothèque et essaye de ranimer l'évêque, qui semble tout à fait incapable de se remettre de la providence.
L'évêque ouvrit les yeux et en disant seulement: «Allez faire messe", mourut.
Tertullien amena le cadavre à l'église, où étrangement, la foule des fidèles l'attendait. Ils dirent : «L'évêque, l'évêque est ici avec nous!"
Tertullien, qui n'était à l'époque que diacre, fut prit de court, et proposa ensuite aux fidèles d'effectuer la messe du mercredi.
Tertullien, tout en sachant peu le missel, fut en mesure de faire une messe officielle dans l'Eglise, pour la commémoration du défunt.
Pendant la messe, tandis que les fidèles priaient, les vêtements portés par Tertullien, qui appartenait à l'évêque, a commencé à briller d'une lumière intense, beaucoup plus que la normale, pour aveugler le présent.
Et ceux qui ont gardé les yeux ouverts, ils ont vu l'image de l'évêque, qui baise la main droite de Tertullien.
L'un d'eux s'écria: "Res Parendo!"
La légende raconte que Tertullien a laissé une note, au sujet de l'incident, en disant: "Missa In Gratebus"; et depuis lors, nous adoptons la terminologie "In Gratebus" et "Res Parendo".

Il est le Patron du diocèse de Concordia et de Carthage.
Ayant la peau noire, il laisse un souvenir impérissable pour tout le peuple africain.

Transcrit par Luciano P. Monforte O.P.
Traduit par Dariush, SO FR.


Citation:

Saint Tertullian Apologist, Patron of Carthago and Concordia.

Tertio Fiorentio Tullio was born in Carthage between the second and third century.
Born into a family of Equites Numidian, rich and powerful; his parents, high officials of the Roman Patricianate, hoped to make him an imperial bureaucrat to affirm himself in Rome.
At the age of twenty-six years old, we know with certainty that he had already joined the Way of the State, that he attended the courses of major speakers, and that he had held at least once the role of Prosecutor in the Province of Africa.
During this time he converted to oriental religions which included philosophy of Aristotle, with some other Prophets.

At thirty-seven years old, conscious of having already made the most of his political career in Africa, decided to move to Rome, where resided the highest state officials.
Upon arriving, in addition to begin the study of Roman Law, he continued to attend the circles of alternative religions.
It was thus that he was aware of the faithful of Aritotele and Christos, the so-called "Aristotelian Church."

Among the makers of his conversion to the Church, was apparently decisive a long night of dialogue with Father Montano, mystical Aristotelian, and the next meeting with Pope Vito I.

Baptized with the simple name of Tertullian and nominated deacon, the Saint was famous for his writings, essential in shaping the manner and purpose of institutions such as the future Nunciature or the Inquisition.
Its huge legal knowledge, in fact, was put to service of Canon Law, which he transcribed in Latin, according to a strict jurist's shape of his time.

The deacon Tertullian, having thrown to the winds his career in State Way, one day was summoned to Court for offenses against the pagan religion.
He lost the case and had to pay a pecuniary fine, but became famous for his statement addressed to the Judge, considered an inept:

Citation:
"I know that you think is absurd what I believe: this is further proof that I am right."


St. Tertullian was famous, in fact, for the bravery of his words and his intransigent positions; he left to posterity a multitude of books and minor writings, for example, where he gave advice to Aristotelic families about how to live in Rome.

His most famous work was The Apologeticum: an interesting reinterpretation of Aristotle and the siege of Aornos in the light of his contemporary Rome.
St. Tertullian, in fact, had noticed that all minority religions, especially the Aristotelism, at the time were covertly but systematically persecuted by justice, which almost always offending the devout.
He realized that the Church had become the scapegoat for every disaster that happened in Rome, and in his books emphasized the illogic of the judgments of the Courts.
He said:

Citation:
"God disgusting corruption of the Romans, and sends calamities and misfortunes, to remind everyone that the world's end is near, but the Emperor lies to his subjects, telling them that our presence is annoying the gods; then, the Man forgets God, takes weapons and strikes behind us, where we are not covered: this is the essence of our silent martyrdom. "


Another famous phrase was:

Citation:
"You say that worshiping God is a mortal sin. So why do not you come and exterminate us? Have you afraid of what might happen next?"


For his passionate defenses of the faithful Aristotelian to the Court of Rome, he earned the title of Apologist. Participated in over one hundred cases, losing almost all of them, but every time he losed, he paid from his own pocket any monetary penalties.

He was ordained priest at the age of fifty years old, and died ten years later, when he decided to return to his people in Africa, very close to become Archbishop and Primate of Africa.

Many remember him as an massive man, with dark skin, and hair under a turban.
Initially, he adopted the Roman toga, but going ahead with the years, he returned to Carthage toga, which was more austere and less elegant.
Even in old age, he was a man healthy and muscular.
In fact, he adopted that motto of Rome: "Anima sana in corpore sano", so: "Good Soul, in Good Body" .

The Miracle
One day Tertullian was making a pleasure trip in Concordia, in the region we call Veneto.
Reaching the spot, he discovered that there was a very loyal core of Aristotelians.
He entered the house of the Bishop, to talk with him, but he found the elderly man, who was said he had known S. Titus, although this was impossible, on the ground, crushed by a bookcase.
The strongman Tertullian, with his big arms, lifted the shelf and tried to revive the Bishop, who seems utterly unable to recover from the unexpected.
The Bishop, then, opened his eyes and only said: "Go to do Mass!", then he died.
Tertullian took the corpse to church, where strangely the crowd of faithful awaited him, and they all said: "The Bishop! The Bishop is here with us!"
Tertullian, who at the time was only a deacon, was taken aback, then asked the faithful what to do: they told him all themselves expected the mass of Wednesday from him.
So Tertullian, while knowing little the missal, was able to make a formal Mass in Church, for the commemoration of the elderly deceased.
During the mass, while the faithful prayed, the Holy Vests worn by Tertullian, which belonged to the Bishop, began to glow with intense light, much more than normal, to blind the present.
And those who kept his eyes open, they saw the image of the bishop who kissed the right hand of Tertullian.
One of them exclaimed: "Res Parendo!"
Legend said the Tertullian left a note on the miracle:"Missa In Gratebus" and since then we adopt the terminology "In Gratebus" and "Res Parendo".

He is the Patron of Concordia and Carthago.
He, black skinned, is remembered as a friend of all the Black People.

Holyday: 15 March.

Written by Julianus, bishop of Malta.
Transcribed by Luciano P. Monforte O.P.

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