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[IT]Il Libro delle Virtù- La Fine dei Tempi

 
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Ignius



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MessagePosté le: Jeu Déc 15, 2011 2:00 am    Sujet du message: [IT]Il Libro delle Virtù- La Fine dei Tempi Répondre en citant


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Dernière édition par Ignius le Lun Oct 29, 2012 4:43 pm; édité 2 fois
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Ignius



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MessagePosté le: Jeu Déc 15, 2011 2:06 am    Sujet du message: Répondre en citant

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    Libro de La Fine dei Tempi
    Capitolo I - « Il sogno »



    1 Io, Ysupso di Alessandria, pio credente d'Egitto, vi descriverò la rivelazione che mi fu fatta in sogno. Potrebbe sembrare strano considerare un sogno come un premonizione veritiera, ma la lettura delle mie rivelazioni vi mostrerà che non si tratta di un sogno ordinario. Ringrazio l’Altissimo per avermi affidato la missione divina di trasmettere al mondo la Sua volontà.

    2 Il mio sogno cominciò con una luce tenue bianca. Avevo la sensazione di svegliarmi e, come al mattino presto, emergevo poco a poco del mio stato letargico. La luce portò, secondo il mio risveglio immaginario, una relativa serie di sfumature. Finisco per vedere un gruppo di esseri umani dalle grandi ali d’uccello, sormontati da un anello luminoso. Risplendevano d'amore e di dolcezza. I loro sguardi erano pieni di bontà e tenerezza.

    3 Avevo di fronte a me tutti gli uomini che, con la loro vita santa e virtuosa, avevano raggiunto lo stato di angeli. Sette di loro superavano i loro compagni per la sensazione di benessere che avvertivo in loro presenza. Riconobbi senza difficoltà i sette arcangeli benedetti da Dio: Giorgio, patrono dell'amicizia, Uriele, patrono della generosità, Raffaella, patrona della convinzione, Gabriele, patrono della temperanza, Michele, patrono della giustizia, Silfaele, patrono del piacere, e Galadriella, patrona della perseveranza.

    4 Dietro loro, vedevo vasti paesaggi idilliaci. Tutto risplendeva di bellezza e faceva desiderare di restarvi per l'eternità. Ma sembrava molto vuoto. Potevo ammirare gli innumerevoli eletti, che popolano il Paradiso, sul viso dei quali si manifestava la beatitudine. Vedendo tale felicità riempire coloro che avevano vissuto nella virtù, mi rallegravo per loro e speravo di poterli raggiungere.

    5 Allora, intesi una voce dura e serena dirmi: "Coloro che vedi qui sono coloro che hanno saputo guadagnare il Paradiso, secondo la parola che ho affidato a Aristotele ed a Christos." Ma sappi che il futuro non sarà così radioso per tutti ". Io capii che era Dio stesso che mi inviava questo messaggio divino. Allora, gli angeli mi lasciarono solo, in comunione con l’Altissimo. "Osserva nella pozza d'acqua ai tuoi piedi", mi disse.

    6 Vidi allora un bel paese. Il calore morbido del sole accarezzava gli alberi da frutto, nutriva le spighe di grano, che si ergevano, fiere, verso il cielo, e dava tutto il suo amore alla verdura, che prosperava. Più lontano, potei vedere le mucche nutrirsi placidamente, accompagnate da pecore controllate dal loro pastore. La brezza piacevole prestava la sua forza al lavoro del mugnaio facendo girare le pale del mulino.

    7 Il mare forniva ai pescatori molti pesci, per nutrirli, ed emanava i suoi profumi rustici ma così piacevoli per coloro che sapevano apprezzarli. Nel cuore di questa vita pacifica, una città, cinta di mura, brulicante d'attività. Gli artigiani lavoravano per fornire alla popolazione tutto ciò di cui aveva bisogno ed i commercianti facevano l'elogio delle loro merci ai clienti che andavano al mercato.

    8 I bambini giocavano, ridendo e correndo lungo le vie animate. Dalle taverne uscivano le risa e i rumori dei liquidi che venivano versati nei boccali. Un piccolo gruppo si accalcava attorno al sindaco, che ascoltava le loro domanda e vi rispondeva. Le campane si misero a suonare ed un gran numero di abitanti uscì dalle loro case per andare alla messa.


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MessagePosté le: Jeu Déc 15, 2011 2:11 am    Sujet du message: Répondre en citant

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    Libro de La Fine dei Tempi
    Capitolo II - « Il castello »



    1 E fu allora che l’orrore ebbe inizio.

    2 Il cielo si oscurò, riempiendosi di nuvole tenebrose. Il tuono rimbombò, risuonando in tutte le capanne. E la pioggia iniziò a cadere. Un diluvio come nessuno ne aveva mai visti fino ad allora! Le bufere giravano vorticosamente e il mare si fece così agitato che vidi molti pescatori sparire fra le onde. Tutti si misero al riparo, ma la pioggia non smise più di cadere.

    3 Per tre giorni e tre notti, essa si adoperò per annullare tutti gli sforzi degli agricoltori, che, impotenti, vedevano morire i loro raccolti. Le strade si trasformavano in torrenti. Tutta la regione era colma d’acqua. E il mare sbatteva con tutta la sua furia contro la città, distruggendo i moli, affondando persino le barche più grandi, e andando ad abbattersi contro la costa.

    4 Poi, il cielo si oscurò ancora di più, soffocando completamente i raggi del sole, e tutto era ormai illuminato solo dai fulmini il cui rombo risuonava in tutte le case dove la gente si stringeva, impaurita. La pioggia divenne sempre più fredda, trasformandosi in neve. Il gelo portò a termine la distruzione delle colture e il vento glaciale sferzava le case, dove la gente, terrorizzata, soffriva la fame e la sete senza aprir bocca.

    5 Allora, la neve si trasformò in grandine. Questa era composta da enormi chicchi, grossi come un pallone da soule e duri come la pietra. Colpirono con tutta la loro forza le solide mura e gli edifici in pietra. I tetti sembravano patire questo trattamento, ma si sforzavano di resistere. Ma non fu comunque abbastanza, poiché molte case crollarono sulla testa dei loro sventurati abitanti, in mezzo a grida disperate d’aiuto che si persero nel frastuono del cataclisma.

    6 Ma il calvario sembrò aver fine quando la grandine diminuì e poi cessò. Poco a poco, la gente uscì dai modesti ripari e molti fra loro, sconvolti, si diressero verso il castello, perché le loro domande trovassero una risposta. Il parroco e il principe si rivolsero allora alla folla. Ma il discorso del capo temporale fu interrotto dal crollo della torre, che lo schiacciò senza alcuna forma di processo.

    7 Infatti, la terra aveva cominciato a tremare. E lo sfortunato eletto era venuto a trovarsi sulla traiettoria verticale del gigantesco monumento. La gente si mise a correre per raggiungere i ripari. Ma le fragili case crollavano l’una dopo l’altra. Le strade si aprivano, si aprirono crepacci che divoravano con le loro fauci di terra gli sventurati che si lasciavano prendere nella loro terribile morsa. Le mura, già scosse dalla grandine, crollarono, contribuendo anch’esse ad aumentare il numero dei morti.

    8 Così tutta la città, poco a poco, crollò, lasciando un gran numero di persone in preda al panico. Solo la chiesa era scampata agli assalti degli elementi scatenati; sembrava che essi avessero risparmiato l’edificio santo. La terra smise di tremare e si fece la calma. Senza una parola, i sopravvissuti si raggrupparono allora intorno alla casa dell’Altissimo. Lì stava il parroco. Predicava il pentimento per gli errori commessi. La sua carica era ammirevole, ma nella sua voce si poteva percepire l’angoscia che le sue preghiere non bastassero a venir loro in soccorso. Tuttavia, tutti ascoltavano la predica del parroco come mai avevano fatto prima.


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MessagePosté le: Jeu Déc 15, 2011 2:15 am    Sujet du message: Répondre en citant

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    Libro de La Fine dei Tempi
    Capitolo III - « La chiesa »



    1 Il vento colpiva le fiancate della chiesa, facendo tremare tutta la sua struttura. Il cielo, tenebroso e glaciale, era pieno di nuvole minacciose di proporzioni gigantesche. Tutt’intorno all’edificio santo, il fulmine squarciava il cielo, subito seguito dal suo complice, il tuono, il cui rimbombo risuonava nei cuori terrorizzati dei fedeli.

    2 Il parroco li incitava alla preghiera. Ricordava loro incessantemente che non avevano nulla da temere se tenevano in mente le parole divine rivelate dal profeta Aristotele e da Christos, il messia. La purezza della sua fede lo spingeva a incitare quelli che lo ascoltavano a far penitenza per i loro errori. E ripeteva senza sosta che era venuta l’ora di sentire in confessione quelli che avevano commesso dei peccati. Ma nessuno lo ascoltava più: il terrore aveva la meglio sulla ragione e tutti ora guardavano attraverso le vetrate della chiesa.

    3 Fu allora che la terza calamità si abbatté su di loro. Il vento raddoppiò d’intensità, trasformandosi in bufera e poi in tempesta. Il cataclisma raggiunse l’apice quando un enorme tornado arrivò a investire l’edificio santo. Esso frantumò le vetrate della chiesa, riempiendo l’edificio santo col suo soffio glaciale. I frammenti di vetro colorato caddero in una pioggia di lame affilate sugli sventurati che si trovavano lì sotto.

    4 Il tornado scagliò le panche contro i muri, mandandole in pezzi. Investì i fedeli, che andarono a sbattere l’uno contro l’altro. Fece crollare le statue dall’alto dei loro piedistalli, frantumandole in mille pezzi. Le pesanti e imponenti porte della chiesa erano vecchie di secoli. Avevano conosciuto i tormenti del tempo senza mai mostrare la minima debolezza. Ma il tornado le fece volar via come fossero fuscelli di paglia.

    5 Il rumore della tempesta copriva le esortazioni alla preghiera del parroco. Questo si interruppe quando vide un bambino a terra. Un’enorme trave minacciava di cadergli sopra. Il parroco si gettò allora su di lui e lo spinse via dalla traiettoria del mostro in legno. Questo sacrificio si rivelò purtroppo inutile, poiché l’intero edificio crollò sulla testa dei suoi abitanti, e solo qualche sopravvissuto riuscì a salvarsi.

    6 Questi ultimi non furono i più fortunati, poiché ebbero alla fine la sfortuna di assistere all’ultima calamità. La città era ormai ridotta a un campo di rovine col suolo spaccato, il mare era scatenato sotto un cielo nero come l’inchiostro squarciato dai fulmini, i campi, i pascoli e i frutteti erano inondati e solo alcuni alberi stavano in qualche modo in piedi.

    7 I sopravvissuti videro allora questi ultimi prender fuoco. Urlarono con tutta la forza che restava loro. Il vento, fino a quel momento glaciale, si arroventò, in un vero e proprio rogo a cielo aperto. Le nuvole divennero rosse, riflettendo le fiamme che sommergevano la regione. Queste divorarono tutto ciò che era sopravvissuto in un gigantesco braciere. Gli sventurati che erano sopravvissuti alle altre tre calamità gridarono per il dolore quando il focolaio distrusse la loro carne, senza lasciare più nulla dei loro corpi.


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MessagePosté le: Jeu Déc 15, 2011 2:20 am    Sujet du message: Répondre en citant

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    Libro de La Fine dei Tempi
    Capitolo IV - « Il giudizio divino »



    1 Alzai gli occhi dallo specchio d’acqua dove quelle immagini terribili si erano appena mostrate ai miei occhi. Tremavo con tutta la mia anima; le urla di sofferenza delle povere vittime delle quattro calamità risuonavano ancora nel mio cuore. Piangevo calde lacrime, tanto era orribile la sorte di quei poveri infelici.

    2 Allora Dio, con voce dolce e rassicurante, mi disse: “Vedi come rischia di finire il mondo che tanto ami. Sarà distrutto dall’acqua, dalla terra, dal vento e dal fuoco. Ma non aver paura, poiché se vi mostrate virtuosi potrete evitare queste inutili sofferenze. E coloro che vivono nella virtù non abbiano da preoccuparsi, poiché mai Mi dimentico di coloro che Mi amano.” Così mi parlò l’Altissimo. Vidi in effetti le nuvole scomparire, i venti chetarsi, le fiamme spegnersi. Ma la terra tremò come non mai.

    3 E gli uomini e le donne che avevano vissuto le atrocità che avevo potuto vedere nell’acqua volarono via dal mondo. Erano innumerevoli, in piedi l’uno accanto all’altro, come un mare di umani. Nonostante il tempo indefinito che avevano aspettato sottoterra, sembravano aver ritrovato una nuova giovinezza. Si alzarono in volo in una magnifica nuvola di esseri che andavano a raggiungere il loro Creatore.

    4 Dietro di loro, vidi il mondo, gigantesca palla di materia. Tutti gli umani l’avevano lasciato. La sua superficie cominciò a spaccarsi; fiamme titaniche sorgevano dalle crepe che si erano formate. Poi, tutto il mondo si infiammò. Illuminava gli altri astri con una potente luce rossa. Alla fine, con un’esplosione incommensurabile, portò a termine la missione che Dio gli aveva affidato.

    5 Gli umani si sistemarono lungo le stelle, su quella che chiamiamo la via lattea. Si disposero allora in una fila che sembrava interminabile. Alcuni parevano felici di aspettare il Giudizio Divino, altri versavano calde lacrime, rimpiangendo di non aver saputo ascoltare la parola divina trasmessa dal profeta Aristotele e da Christos, il messia. Gli angeli aspettavano pazientemente gli umani sul sole. E sulla luna, i demoni vomitavano il loro odio in faccia ai futuri giudicati.

    6 E Dio mi parlò: “Vedi questi uomini e queste donne che si trovano ora uniti nell’attesa del giudizio della loro anima. Vi ho fatti aspiranti alla virtù e ho fatto quest’ultima in maniera tale che se uno di voi l'avesse praticata, essa si sarebbe trasmessa agli altri.” Riconoscevo in queste parole gli insegnamenti di Aristotele e le parole di Christos! “Tutto ciò aveva uno scopo, aggiunse, servirMi, onorarMi, e amarMi, ma anche amarvi l’un l’altro. Io sono la mano invisibile che guida i vostri passi, ma molti di voi hanno voltato le spalle alla Mia Parola.”

    7 “Sarete giudicati uno a uno quando morirete, ma non sarà sempre così. Infatti, ho concesso alla creatura a cui non ho dato un nome la possibilità di dimostrare la verità delle sue parole, secondo cui il più forte deve dominare il debole. Se ancora una volta un così gran numero di voi si allontana da me, ciò che hai visto nello specchio d’acqua si compirà. Se vi dimenticate di nuovo dell’amore che Io provo per voi e se non mi amaste più, ciò si avvererà. Se la Mia Parola, rivelata da Aristotele e Christos, non sarà più ascoltata, distruggerò il mondo e la vita, poiché non sarà più l’amore a governarli. Allora, fai in modo di non lasciare che la Mia Parola si perda nell’abisso dell’oblio”.

    8 Ecco perché vi rivelo questo. La virtù deve guidare ogni nostro passo. Ognuno di noi deve trasmetterla al prossimo. Questa è la Parola di Dio. Non vi allontanate dalla saggia guida della sua mano, oppure verrà il giorno in cui il mondo scomparirà e saremo tutti giudicati!


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MessagePosté le: Jeu Déc 15, 2011 2:26 am    Sujet du message: Répondre en citant

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    Libro de La Fine dei Tempi
    Capitolo IV - « Le domande »



    1 Tuttavia, molte domande non avevano ancora trovato una risposta. Chiesi a Dio se poteva far luce su di esse e Lui, nella Sua grande misericordia, accettò.

    2 Gli chiesi: “Quando saremo giudicati? Quali saranno le pene e le ricompense che avremo?” Mi rispose: “Ho deciso, quando ho fatto degli umani i miei figli, di far loro il più bello dei regali: ho reso tutti i vostri spiriti delle anime, permettendovi di raggiungere il Paradiso se seguite gli insegnamenti di Aristotele e di Christos, ma punendovi con gli Inferi se vi allontanate dalla via che hanno tracciato. Siete in corso di giudizio per tutta la durata della vostra vita. Ogni pensiero, parola e azione influisce sulla Mia decisione finale. Quando ciascuno di voi muore, Io decido la vostra destinazione eterna. A seconda che siate stati virtuosi o peccatori, raggiungete le schiere degli eletti o dei dannati.”

    3 Gli chiesi poi: “Ma che aspetto avranno gli umani che avranno accesso al sole o alla luna? Non saranno altro che puri spiriti? Che ne sarà dei nostri corpi? Cosa sono quegli angeli e quei demoni?” Mi rispose: “Il corpo non può vivere senza la mente e la mente senza il corpo, poiché ho creato la vita come unione di questi due stati. Quando un umano accede al Paradiso o all’Inferno, il corpo che aveva sul mondo è abbandonato per alimentare la vita e un nuovo corpo gli viene dato in cambio. Quest’ultimo è a immagine della mente dell’umano: ne rappresenta la bellezza o la bruttezza. Gli angeli sono quelli che, grazie alla loro santità, hanno ottenuto un corpo così perfetto che stanno al mio fianco sul sole. I demoni sono quelli che hanno vissuto nell’errore così a lungo che il loro corpo non è che orrore e bestialità”.

    4 Gli chiesi ancora: “Il battesimo è il sacramento che sancisce l’ingresso di un uomo nella comunità dei credenti. Senza di esso, non vi è possibilità di accesso al Paradiso. Ma cosa ne è dei poveri bambini la cui vita finisce prima che abbiano la possibilità di essere battezzati?” Mi rispose: “Vi ho reso eletti alla vostra nascita, poiché tendete a Me naturalmente. Sono i vostri peccati ad allontanarvi dalla Mia divina perfezione.”

    5 “Il battesimo permette alla virtù di riscattare il peccato, permette all’amore di vincere l’accidia. Un virtuoso non battezzato non vedrà cancellati i suoi errori, poiché non ho benedetto la sua entrata nella comunità dei Miei fedeli. Ma non credere che il fatto di essere battezzato ti autorizzi a peccare senza vergogna. Questo sacramento è solo il mezzo per vivere nella virtù. Ma tutti quelli che non sono stati battezzati, siano essi bambini o adulti, se non hanno assolutamente mai commesso peccati, potranno lo stesso accedere al Paradiso.”

    6 Gli chiesi infine: “La Fine dei Tempi dovrà per forza avvenire?” Mi rispose: “No, deciderò di distruggere il mondo se gli uomini si abbandonano talmente tanto al peccato da finire col dare ragione alla creatura a cui non ho dato un nome. Sappi che il destino del mondo dipende solo dalla vostra virtù. Spetta a voi rispettare la parola che ho trasmesso a Aristotele e Christos poiché, se vi comportate come gli abitanti di Oanilonia, il vostro vizio deciderà la sorte del mondo che tanto amate.”

    7 Allora, Dio mi disse che era giunto il tempo che io tornassi a casa, che il mio sogno finisse, e che mi svegliassi. Alleviato per aver tanto imparato da Dio Stesso, tornai dunque al mio lettuccio caldo, dove mi svegliai. Ancora scosso da quelle rivelazioni, cominciai a mettere per iscritto questo messaggio di Dio Stesso.


    Ysupso




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