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[I] Libro 3 - Regimini regularis ecclesiae

 
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Endymion
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MessagePosté le: Lun Juil 11, 2016 4:32 pm    Sujet du message: [I] Libro 3 - Regimini regularis ecclesiae Répondre en citant

Citation:


    ........
    Regimini regularis ecclesiae
    Bolla pontificia « Per il governo della Chiesa regolare ».







    Libro 3 : Il Clero Regolare e gli Ordini Romani


    Libro 3.1: Preambolo

    Se il messaggio aristotelico è allo stesso tempo unico perché nato da Dio e doppio perché trasmesso da Aristotele e Christos, ugualmente la Chiesa ha un carattere unico, perché è la detentrice della Vera Fede, e doppio perché è composto da chierici regolari o secolari. Queste due parti non sono che aspetti una unica realtà: la Chiesa.

    La chiesa regolare, ricordandosi di S. Benedetto da Pisa Iaolo, Patrono spirituale del Monachesimo e Guardiano della Tavola di Oane, è composta da fedeli che hanno scelto di vivere in comunità allo scopo di mettere in pratica al meglio il messaggio dei profeti e di operare variamente per la sua conservazione, la sua diffusione e il bene comune.

    L’organizzazione della chiesa regolare prevede due tipi di Ordini Romani (OR):

    • Gli ordini religiosi romani (ORR), che non hanno vocazione a raccogliere i militari della chiesa.
      Il loro rapporto con Roma, e in particolare la convalida della loro esistenza e della loro regola, dipende dalla Congregazione per la diffusione della Fede.

    • Gli ordini militari religiosi (OMR), che hanno la vocazione di accogliere i militari della Chiesa, spesso possiedono un'ala religiosa distinta al loro interno.
      Il loro rapporto con Roma, e in particolare la convalida della loro esistenza e della loro regola, dipende dalla Congregazione delle Sante Armate.

    La consuetudine permette a un membro regolare di un tipo di ordine di far parte anche dell’altro tipo di ordine.

    Nel testo presente, utilizzeremo per semplicità il termine abbazia per tutti gli edifici dedicati ad un uso monastico regolare (monasteri, priorati e conventi...).

    Libro 3.2 Monasteri, abbazie e conventi

    Le comunità sono riunite in Ordini. Ciascun Ordine è caratterizzato da una regola alla quale i propri membri hanno fatto voto d’obbedienza, spesso ispirata alla Regola di san Benedetto. Essa, antenata di tutte le altre carte interne aristoteliche, pone l’accento sull’importanza dei voti di obbedienza, di carità, di umiltà e di castità.

    Le abbazie, i monasteri, i priorati e i conventi sono luoghi di lavoro, si spiritualità, di raccoglimento, di studi teologici e di preghiera dove i chierici regolari vivono in comunità e accolgono i fedeli in ritiro. Vi è una gerarchia per quanto riguarda abbazie monasteri e conventi. Alcuni saranno sede di tutto il loro ordine, o di una branca (in questo caso sono detti “madre”). Questi luoghi di fede non differiscono in niente rispetto alle abbazie, monasteri e conventi normali (dette in questo caso “figlie”), eccetto la presenza di un capitolo che ha autorità sulle altre abbazie, monasteri o conventi dell’ordine o della branca. La costruzione di questi luoghi necessita sempre dell’autorizzazione dell’arcivescovo metropolitano dell’arcidiocesi relativa.

    Libro 3.3 Organizzazione del clero regolare

    Rettore (ORR)

    La causa materiale: deve essere sacerdote (rettore) al momento della sua nomina. Questa clausola non entra in vigore per gli OR che non l’hanno ancora applicata fino al rinnovo del prossimo rettore.
    La causa efficiente: è designato secondo le regole dell’Ordine
    La causa formale: è intronizzato secondo le regole dell’ordine dopo la convalida formale della Congregazione per la Diffusione della Fede
    La causa finale: il Rettore è la massima autorità della Chiesa in un ordine religioso. Il rettore è canonicamente considerato al pari di un vescovo per i membri del suo ordine, convenzionalmente sua diocesi, in relazione a tutto ciò che riguarda la pratica sacramentale. Siede dunque di diritto in seno all’Assemblea Episcopale di residenza. Può continuare ad avere una attività extra-moenia purché venga mantenuto un forte legame con la vita intra-moenia.

    Gran Priore

    La causa materiale: deve essere sacerdote al momento della sua nomina
    La causa efficiente: è designato secondo le regole dell’ordine
    La causa formale: è intronizzato secondo le regole dell’ordine (dopo la convalida formale da parte della Congregazione per la Diffusione della Fede per gli OMR)
    La causa finale: è il braccio destro del Rettore negli ORR in tutte le materie ed è il solo responsabile di tutte le questioni religiose, sacramentali e relative al culto negli OMR. Divide, per delega canonica del potere, l’autorità e le funzioni che derivano dal ruolo episcopale del Rettore nei confronti dei membri del suo ordine. Può continuare ad avere una attività extra-moenia purché venga mantenuto un forte legame con la vita intra-moenia.

    Dignitario dell’Ordine

    La causa materiale: deve essere un fedele, un chierico o un sacerdote per la nomina, in funzione alle esigenze specifiche di ciascun ordine.
    La causa efficiente: è designato secondo le regole dell’ordine
    La causa formale: è intronizzato secondo le regole dell’ordine
    La causa finale: il suo campo d’azione e di autorità dipende dalle regole di ciascun ordine ma siede nel Capitolo generale dell’ordine, egli dirige sotto l’autorità e in coordinazione con il Rettore o il Gran Maestro. Può continuare ad avere una attività extra-moenia purché venga mantenuto un forte legame con la vita intra-moenia.

    Abate Superiore (abate Res Parendo)

    La causa materiale: deve essere un sacerdote al momento della sua nomina.
    La causa efficiente: è designato secondo le regole dell’ORR da cui dipende l’abbazia Res Parendo
    La causa formale: dipende dalle regole interne in vigore
    La causa finale: è la massima autorità di una abbazia Res Parendo. Può continuare ad avere una attività extra-moenia purchè venga mantenuto un forte legame con la vita intra-moenia.

    Padre Priore

    La causa materiale: deve essere un sacerdote al momento della sua nomina.
    La causa efficiente: è nominato secondo le regole dell’Ordine per assistere nelle decisioni il Padre superiore o il Gran Priore
    La causa formale: è intronizzato secondo le regole dell’ordine
    La causa finale: ha l’incarico dell’animazione religiosa, sacramentale e relativa al culto in coordinazione con il suo superiore, sia il Padre Superiore o il Gran Priore, del quale è il secondo ufficiale. Può continuare ad avere una attività extra-moenia purchè venga mantenuto un forte legame con la vita intra-moenia.

    Padre

    La causa materiale: un conventuale ordinato.
    La causa efficiente: il prelato che ordina il conventuale
    La causa formale: l’ordinazione da parte di un prelato autorizzato
    La causa finale: l’esercizio extra-moenia di una carica secolare religiosa che necessita l’ordinazione è possibile solo continuando a partecipare al massimo alla vita e agli obblighi della vita comunitaria intra-moenia come un conventuale regolare.

    Conventuale

    La causa materiale: Ogni fedele che vuole servire la Chiesa e Dio all’interno di un ordine religioso o religioso militare.
    La causa efficiente: è accettato secondo le regole dell’ordine
    La causa formale: la cerimonia di intronizzazione come conventuale per vivere nel rigore monastico. Pronuncia i voti di ubbidienza, carità umiltà, mansuetudine (divieto di portare armi) e di castità
    La causa finale: ammissione allo status di chierico regolare. Si impegna a fare prova di spiritualità e a consacrarsi soprattutto a Dio e a vivere in comunione con una comunità Res Parendo nata da un ordine religioso riconosciuto. Può continuare ad avere una attività extra-moenia purché venga mantenuto un forte legame con la vita intra-moenia.

    Oblato

    La causa materiale: un fedele della Chiesa che vuole impegnarsi all’interno di un ordine rimanendo attivo nel secolo e con voti minori.
    La causa efficiente: è accettato secondo le regole dell’Ordine
    La causa formale: la cerimonia d’intronizzazione e pronuncia dei voti minori
    La causa finale: lo status di oblato è uno status laico e non richiede che voti minori di ubbidienza e carità. L’oblato può portare armi, sposarsi e fondare una famiglia. Ogni diverso ordine può a discrezione integrare o no questo status.

    Libro 3.4 Funzioni specifiche nell’abbazia In Gratebus

    Padre Abate (abbazia In Gratebus)

    La causa materiale: un chierico sottoposto al diritto canonico e alla gerarchia della Santa Chiesa. La sua candidatura dovrà essere convalidata dall’(arci)vescovo della diocesi nella quale si trova l’abbazia In Gratebus
    La causa efficiente: è eletto dai monaci dell’abbazia In Gratebus
    La causa formale: è intronizzato dall’(arci)vescovo della diocesi
    La causa finale: è la massima autorità dell’abbazia In Gratebus, purché rispetti il dogma, il diritto canonico e la gerarchia romana. Ha l’obbligo di risiedere in modo permanente nell’abbazia e, a livello diocesano, è totalmente assimilabile a un chierico, compresa la sottomissione al potere episcopale, quale il responsabile di una parrocchia In Gratebus.

    Decano (abbazia In Gratebus)

    La causa materiale: ogni fedele che vuole servire la Chiesa e Dio, e decide di allontanarsi dal secolo in una abbazia In Gratebus.
    La causa efficiente: è designato dall’(arci)vescovo della diocesi nella quale si trova l’abbazia In Gratebus
    La causa formale: è intronizzato dall’(arci)vescovo della diocesi
    La causa finale: egli assiste l’abate in autorità e in tutte le materie religiose, sacramentali e che riguardano il culto Res Parendo. Rappresenta il potere episcopale in seno all’abbazia ed è il numero due dell’abbazia, siede di diritto nel capitolo e nel consiglio ristretto interno

    Monaco (abbazia In Gratebus)

    La causa materiale: ogni fedele che vuole servire la Chiesa e Dio, e decide di allontanarsi dal secolo in una abbazia In Gratebus.
    La causa efficiente: è accettato secondo le regole In Gratebus
    La causa formale: la cerimonia di intronizzazione sotto l’autorità dell’Abate. Pronuncia i voti di obbedienza, carità, umiltà e mansuetudine (non porta armi) e di castità
    La causa finale: Accesso allo status di chierico regolare. Si impegna a fare prova di spiritualità, a consacrarsi unicamente a Dio e a lavorare in comunione con i membri dell’abbazia In Gratebus. E’ sotto messo al rispetto del dogma, del diritto canonico e della gerarchia romana.

    Parte 3.5 Condizioni per Accreditamento presso la CDF

    L’accreditamento presso la Congregazione per la Diffusione della Fede è richiesta per far riconoscere un ordine, fondare un’abbazia o ogni altra struttura similare o essere intronizzati per certe funzioni specifiche. Questo è compito del capitolo regolare romano, che dipende dalla detta congregazione.

    3.5.1 Sigillo Aristotelico

    Il sigillo aristotelico può essere concesso a una organizzazione (persona morale), un fedele (persona fisica) o una struttura riservata all’uso monastico regolare.

    3.5.1.1 Concessione del sigillo a un fedele

    Questo accreditamento riguarda tutte le convalide che si devono effettuare davanti alla CDF in virtù del diritto canonico o del presente testo, per accedere a una funzione specifica. Il fedele deve depositare presso la CDF un dossier completo:

    - prova del suo battesimo aristotelico
    - un Curriculum Vitae completo e una lettera dettagliata sulle motivazioni e i progetti riguardo la funzione a cui è interessato.
    - il patrocinio di due chierici della chiesa, di cui almeno un (arci)vescovo. In ogni caso il patrocinio del parroco della sua parrocchia o del vescovo della sua diocesi di origine è raccomandata.
    - è richiesto un giuramento alla Chiesa Aristotelica e al Papa. Il presente giuramento deve essere pronunciato davanti a un capitolo regolare romano al moneto della procedura di concessione del sigillo. La richiesta di tale convalida da parte della CDF implica di accettare di essere legati da questo giuramento alla Chiesa Aristotelica..

    Giuramento Aristotelico:

    Citation:
    Io, [NOME], giuro davanti a Aristotele e sulle Sacre Scritture di agire sempre nell’interesse primario della Chiesa Aristotelica, Apostolica & Romana.
    Io, [NOME], mi impegno a pronunciare i voti e/o accettare gli obblighi canonici della funzione per la quale è necessario l’accreditamento.
    Io, [MOME], mi riconosco sottomesso alla tripla obbedienza aristotelica: obbedienza alla gerarchia stabilita da Christos, l’obbedienza ai dogmi, l’obbedienza al diritto canonico.
    Io, [NOME], giuro davanti a Christos & alle Sacre Scritture di servire sempre primariamente il papa e i suoi rappresentanti. Perciò riconosco come subordinate a questo giuramento ogni mio altro vassallaggio, omaggio & obbligazione.
    Io, [NOME], giuro davanti Arnvald e sulle Sacre Scritture di rispettare il presente giuramento fino alla morte o fino al giorno in cui io sarà sollevato canonicamente.


    Un membro del capitolo regolare romano sarà incaricato di verificare che tute le condizioni siano rispettate. Potrà fare una indagine e raccogliere le testimonianze che gli sembrano necessarie. Redigerà allora un rapporto che invierà alla CDF, la decisione finale spetterà al cancelliere sono il voto consultivo del capitolo regolare romano…

    La Concessione del sigillo termina con una cerimonia religiosa Res Parendo sul modello canonico dell’intronizzazione in una carica clericale romana.

    3.5.1.2 Concessione del sigillo a una comunità

    Questo accreditamento riguarda le comunità che hanno attività religiose o profane che vogliono avere i diritti e gli obblighi che derivano dal sigillo aristotelico. Si tratta di una tappa definitiva per i gruppi profani ma per la postulazione di uno statuts di ORR si tratta di un riconoscimento preliminare. Questa fase sarà un periodo in cui l’ordine postulante sarà testato e provato per assicurarsi della sua buona fede, della profondità del suo impegno e dei suoi membri. Questa procedura di concessione del sigillo può riguardare anche l’ala religiosa della postulazione di uno status di OMR.

    La comunità deve depositare presso il capitolo religioso romano un dossier completo che provi:

    - la presenza di dieci membri attivi
    - tutti i membri devono essere fedeli aristotelici
    - i membri che precedentemente hanno commesso dei crimini o dei delitti devono aver espiato la loro condanna e aver confessato i loro misfatti
    - il membri dirigenti e gli altri quadri non piccono avere alcun problema con la giustizia e devono essere battezzati
    - la comunità è dotata di uno statuto che impone la religione Aristotelica come unica Fede in seno all’Ordine
    - questo statuto deve essere conforme al Diritto Canonico e al Dogma
    - l’inserimento nello Statuto del presente giuramento obbligatorio per ciascun membro della comunità.


    Giuramento Aristotelico:

    Citation:

    Io, [NOME], giuro davanti a Aristotele e sulle Sacre Scritture di agire sempre nell’interesse primario della Chiesa Aristotelica, Apostolica & Romana.
    Io, [MOME], mi riconosco sottomesso alla tripla obbedienza aristotelica: obbedienza alla gerarchia stabilita da Christos, l’obbedienza ai dogmi, l’obbedienza al diritto canonico.
    Io, [NOME], giuro davanti a Christos & alle Sacre Scritture di servire sempre primariamente il papa e i suoi rappresentanti. Perciò riconosco come subordinate a questo giuramento ogni mio altro vassallaggio, omaggio & obbligazione.
    Io, [NOME], giuro davanti Arnvald e sulle Sacre Scritture di rispettare il presente giuramento fino alla morte o fino al giorno in cui io sarà sollevato canonicamente.


    - processo finalizzato alla concessione del sigillo di due dirigenti della comunità
    - il patrocinio di due (arci)vescovi aristotelici
    - fondazione all’interno di una parrocchia comunitaria con un chierico accreditato in virtù delle regole della CDF.

    Un membro del capitolo regolare romano sarà incaricato di verificare che tutte le condizioni siano rispettate. Per questo dovrà avere accesso completo al dominio della comunità postulante. Ugualmente, tutti i membri della comunità dovranno rispondergli sinceramente e senza inganni. A quel punto egli redigerà un rapporto che farà pervenire alla CDF, la decisione finale spetta al cancelliere dopo il voto consultivo del capitolo regolare romano.


    3.5.1.3 Concessione del sigillo ad una struttura

    Noi trattiamo qui tutte le strutture dedicate ad un uso monastico regolare come le abbazie, i monasteri, i priorati e i conventi che non sono direttamente collegati a un ordine religioso, i quali sono esenti da questa procedura. Poiché la costruzione di una tale struttura, al fuori di un OR, non può essere fatta cha da una comunità religiosa che abbia già ottenuto il sigillo, il ruolo della DFD è quello di verificare:
    - l’accreditamento preliminare della comunità religiosa esaminata
    - l’autorizzazione dell’arcivescovo metropolitano dell’arcidiocesi di riferimento
    - in modalità Res Parendo, l’autorizzazione di stabilirsi o una donazione della terra di un membro nobile o del potere temporale locale
    - processo finalizzato alla concessione del sigillo di due futuri dirigenti di questa struttura


    Un membro del capitolo regolare romano sarà incaricato di verificare che tutte le condizioni siano rispettate. A quel punto egli redigerà un rapporto che farà pervenire alla CDF, la decisione finale spetta al cancelliere dopo il voto consultivo del capitolo regolare romano.


    3.5.1.4 Ordini Religiosi Riconosciuti

    La procedura di riconoscimento propriamente detto per gli ORR postulanti è solo all’inizio. La concessione del sigillo non è che il riconoscimento preliminare. Questa fase sarà un periodo in cui l’ordine postulante sarà testato e provato per assicurarsi della sua buona fede, della profondità del suo impegno e dei suoi membri. Questo periodo preliminare può essere molto lungo e non vi è un limite massimo. Il limite minimo, al contrario è di quattro mesi di indagini ripetute e giustificabili, durata, dopo tutto, breve di fronte alla lunga vita di un Ordine. Esso dovrà impegnarsi al massimo nella vita della Chiesa nelle congregazioni a Roma e nel clero secolare nelle diocesi. Dovrà inoltre collaborare e coordinarsi con gli ORR omologhi in tutte le atticimità religiose comuni, culturali e sacramentali.

    Le comunità aristoteliche a cui è stato concesso il sigillo, postulanti per lo status di ORR, devono depositare al capitolo regolare romano un dossier completo che comprova:

    - comunità a cui è stato concesso il sigillo da almeno 4 mesi
    - presenza di venti membri battezzati
    - presenza di cinque membri attivi in senso al clero secolare (diaconi, parroci…) e delle congregazioni romane
    - patrocinio di quattro (arci)vescovi aristotelici e/o rettori di ORR
    - lo statuto interno deve specificare: i procedimenti elettivi e i procedimenti di controllo di tutti i membri a minima
    - l’Ordine deve chiaramente distinguere le tre vie al suo interno: clero secolare, clero regolare e oblatura
    - l’Ordine deve assicurare una formazione religiosa ai suoi membri durante il noviziato, prima che vengano accolti in seno all’Ordine.

    Il capitolo regolare romano sarà incaricato di verificare che tutte le condizioni siano rispettate. Per questo dovrà avere accesso completo al dominio della comunità postulante. Ugualmente tutti i membri della comunità dovranno rispondergli francamente e senza mentire. Il capitolo regolare romano redigerà allora un rapporto che presenterà alla Curia per la decisione finale.


    Libro 3.6 Il Capitolo Regolare Romano

    Il Capitolo Regolare Romano è l’istituzione apostolica, legata alla Congregazione per la Diffusione della Fede, incaricata di supervisionare l’azione del clero regolare tenendo insieme le briglie che legano i diversi ordini aristotelici in modo che permettano l’organizzazione e la coordinazione di tutte le comuni attività religiose, culturali e sacramentali. E’ anche incaricata di deliberare riguardo alcuni accreditamenti, come specificato in questo testo.

    Il detto Capitolo è presieduto dal cancelliere della Congregazione per la Diffusione della Fede o da un chierico da lui designato. I Rettori degli ORR oltre ai Gran Priori degli OMR e un rappresentate debitamente abilitato secondo le regole in vigore all’interno dell’ordine relativo, sono ugualmente membri a pieno diritto del Capitolo Regolare Romano. Altri ingressi sono ammessi su proposta di uno dei membri, con nomina definitiva da parte del cancelliere che ha diritto di veto.

    Testo canonico sul clero regolare.
    Stabilito a Roma sotto il pontificato del Santissimo Padre Eugenio V nel diciassettesimo giorno del mese di maggio dell’anno di grazia MCDLVI.



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