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[I] Libro 4 - In medio stat Virtus

 
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Sixtus
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MessagePosté le: Mer Juil 03, 2019 10:56 pm    Sujet du message: [I] Libro 4 - In medio stat Virtus Répondre en citant

Citation:

    ........

    In medio stat Virtus
    Costituzione Apostolica «La Virtù sta nel mezzo».





    Sixtus Episcopus, Servus Servorum Dei, Ad perpetuam rei memoriam




    Libro 4: La Giustizia della Chiesa




    Parte I: Delle generalità e delle competenze


    Generalità

    Articolo 1: La Giustizia della Chiesa è amministrata dalla Congregazione della Santa Inquisizione, Dicastero Romano amministrato da due Cardinali Cancellieri chiamati rispettivamente Grande Inquisitore Maggiore e Grande Inquisitore.

    Articolo 2: La Giustizia della Chiesa è un componente generale della giustizia dei regni e quindi risponde ai suoi imperativi morali, [« La Carta dei Giudici »], tenendo tuttavia conto del suo posto e della sua missione.

    Competenze

    Articolo 3: La Giustizia della Chiesa è competente in tutte le violazioni del Dogma, delle dottrine e del Diritto Canonico della Chiesa Aristotelica, Universale e Romana. Essa si pronuncia sull’ortodossia degli atti che è chiamata a giudicare.

    Articolo 4: La competenza della Giustizia della Chiesa si estende fin dove porta l’ombra di Aristotele e può essere esercitata sull'insieme delle parrocchie delle Terre conosciute.

    Articolo 5: Chiunque, salvo disposizioni contrarie approvate dalle autorità competenti, può essere attore, imputato o testimone.

    Articolo 6: Nell'articolazione delle fonti del diritto, la Giustizia della Chiesa attinge le sue fonti, nel seguente ordine, e ogni fonte citata prevale sulla successiva:
    - Dogma Aristotelico,
    - Dottrine,
    - Diritto Canonico,
    - Accordi, trattati o concordati convalidati dalle autorità competenti della Chiesa,
    - Costume giurisprudenziale,
    - Usi.

    Giurisdizioni e competenza

    Articolo 7: La Giustizia della Chiesa comprende una Giustizia Ordinaria e una Giustizia d'Eccezione, detta anche « Straordinaria ».

    Articolo 8: La Giustizia della Chiesa dispone di sei tribunali:
    - L’Ufficialità Arcivescovile o Nazionale,
    - La Penitenzieria Apostolica,
    - Il Tribunale dell'Inquisizione,
    - Il Tribunale della Rota Romana,
    - Il Tribunale della Segnatura Apostolica,
    - Il Tribunale Pontificio.

    Articolo 9: La Giustizia Ordinaria è resa in prima istanza, per i fedeli, dall'Ufficialità Arcivescovile o Nazionale; per i chierici, dalla Penitenzieria Apostolica. La Giustizia Ordinaria è resa in seconda istanza per i fedeli e i chierici dalla Rota Romana.

    Articolo 10: La Giustizia d'Eccezione è resa in prima istanza dal Tribunale dell'Inquisizione e in seconda istanza dal Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica.

    Articolo 11: I Cardinali, quali che siano la loro natura o il loro status, dipendono esclusivamente, per la Giustizia Ordinaria e in prima e unica istanza, dal Tribunale Pontificio; per la Giustizia d'Eccezione, in prima e unica istanza, dal Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica.



    Testo canonico sulla Giustizia della Chiesa,
    Dato a Roma, sulla reverenda tomba di San Tito, il quindicesimo giorno del mese di maggio, il mercoledì, dell'anno di grazia MCDLXVII, il primo del Nostro Pontificato.



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MessagePosté le: Mer Juil 03, 2019 11:31 pm    Sujet du message: Répondre en citant

Citation:

    ........

    In medio stat Virtus
    Constitution Apostolique « La Virtù sta nel mezzo ».
    - Seguito -





    Sixtus Episcopus, Servus Servorum Dei, Ad perpetuam rei memoriam




    Libro 4: La Giustizia della Chiesa



    Parte II: Della Gisutizia Ordinaria


      La Giustizia Ordinaria è una delle due componenti della Giustizia della Chiesa. Ad Essa competono i casi, i delitti e le infrazioni amministrative, canoniche e disciplinari. La Giustizia Ordinaria è resa da quattro Tribunali differenti secondo la natura e l’imputazione della persona incriminata. Quindi, la Giustizia Ordinaria è resa, in prima istanza, per il fedele, dall'Ufficialità Arcivescovile o Nazionale, e per i clerici dalla Penitenzieria Apostolica. La Giustizia Ordinaria è resa, in seconda istanza, per i fedeli e i clerici dalla Rota Romana (Can 4-I-9). La Giustizia Ordinaria è resa, per i Cardinali, in unica istanza dal Tribunale Pontificiio (Can 4-I-11).




    Sezione A: Delle Ufficialità Arcivescovili e Nazionali


    Generalità

    Articolo 1: Esiste un'Ufficialità Arcivescovile per ogni provincia ecclesiastica. L'istituzioine dell'Ufficialità dipende dal potere discrezionale dell'Arcivescovo Metropolitano nonostante qualsiasi concordato o accordo particolare convalidato dalla Curia.

    Articolo 2: Esiste un'Ufficialità Nazionale per ogni zona linguistica. L'istituzioine dell'Ufficialità dipende dalla discrezionalità della Curia. Essa supplisce ad ogni mancanza delle Ufficialità Arcivescovili della zona linguistica.


    Composizione

    Articolo 3: Le Ufficialità Arcivescovili sono composte:
    - dall'Arcivescovo Metropolitano della provincia ecclesiastica;
    - da un Procuratore Arcivescovile. Il Procuratore può essere sostituito da un prelato della provincia se le circostanze lo esigono, in particolare se è parte del processo.

      Articolo 3.1: La presidenza dell'Ufficialità Arcivescovile è assicurata dall'Arcivescovo Metropolitano della provincia ecclesiastica. Se l'Arcivescovo Metropolitano è parte del processo, la causa deve essere rinviata davanti all'Ufficialità Nazionale.

      Articolo 3.2: Il Procuratore Arcivescovile è nominato a vita dall'Arcivescovo Metropolitano della provincia ecclesiastica da cui dipende l'Ufficialità con l'avallo della Congregazione della Santa Inquisizione. Può essere revocato da un Cardinale Inquisitore, su richiesta circostanziata del Presidente dell'Ufficialità o direttamente da un Cardinale Inquisitore o dai Cardinali Grandi Inquisitori per delle ragioni adeguate.

        Articolo 3.2.1: Per essere nominato Procuratore Arcivescovile, è necessario almeno essere titolari di una licenza di giustizia ordinaria riconosciuta.


      Articolo 3.3: Nel caso in cui l'Ufficialità Arcivescovile non potesse riunirsi al completo, è compito del Presidente o rinviare la questione davanti all'Ufficialità Nazionale o, nel caso di assenza del Procuratore Arciepiscopale, fare incaricare un Procuratore Generale Ecclesiastico o un Missus Inquisitionis che agisca come tale, dalla Congregazione della Santa Inquisizione, affinché lo sostituisca.

        Articolo 3.3.1: Se un'Ufficialità Arcivescovile è temporaneamente incapace di esercitare le proprie funzioni, essa può essere dichiarata inattiva dal Cardinale Inquisitore o dal Prefetto dell'Inquisizione competente per la zona linguistica. Ogni caso di sua competenza è in seguito trasferito all'Ufficialità Nazionale competente.

    Articolo 4: Le Ufficialità Nazionali sono composte:
    - dal Cardinale Inquisitore o dal Prefetto dell'Inquisizione competente per la zona linguistica;
    - da un Procuratore Nazionale. Il Procuratore può essere sostituito da un prelato della zona linguistica se le circostanze lo esigono, in particolare se è parte del processo.

      Articolo 4.1: La presidenza dell'Ufficialità Nazionale è assicurata dal Cardinale Inquisitore o dal Prefetto dell'Inquisizione competenti per la zona linguistica. Se sono indisponibili o se sono parte del processo, la presidenza è assicurata da un altro Cardinale della zona linguistica.

      Articolo 4.2: Il Procuratore Nazionale è nominato a vita dal Cardinale Inquisitore competente per la zona linguisitica o, in mancanza, dai Cardinali Grandi Inquisitori. Può essere revocato da un Cardinale Inquisitore o dai Cardinali Grandi Inquisitori per delle motivazioni adeguate.

        Articolo 4.2.1: Per essere nominato Procuratore Nazionale è necessario almeno essere titolari di una licenza di giustizia ordinaria riconosciuta.


      Articolo 4.3: In assenza di un'Ufficialità Nazionale per la zona linguistica, o se l'Ufficialità Nazionale è temporaneamente incapace di esercitare le proprie funzioni, ogni caso rientrante nella zona linguistica è immediatamente sottoposto al giudizio della Rota Romana.


    Articolo 5: Il Vidame competente per la provincia ecclesiastica nella quale risiedono gli accusati è incaricato di vegliare sull'applicazione della pena, salvo disposizioni contrarie della sentenza.


    Competenza territoriale

    Articolo 6: L'Ufficialità Arcivescovile è competente per gli atti commessi nelle parrocchie della provincia ecclesiastica sulla quale questa ha autorità, o da parrocchiani residenti nella detta provincia. In caso di controversia, la Congregazione della Santa Inquisizione attribuisce la procedura al tribunale più adatto.

    Articolo 7: L’Ufficialità Nazionale è competente per gli atti commessi nelle parrocchie della zona linguistica sulla quale questa ha autorità, o da parrocchiani residenti nella detta zona linguistica, purché l'Ufficialità Arcivescovile competente sia incapace di trattare il caso o sia dichiarata inattiva.


    Deferimento

    Articolo 8: Ogni denuncia o richiesta presso l'Ufficialità dev'essere depositata nelle le mani del Procuratore competente o nei suoi uffici.

    Articolo 9: Il deferimento all'Ufficialità è assicurato dal Procuratore competente, che può adire l'Ufficialità per conto proprio,su mandato di un responsabile della Congregazione della Santa Inquisizione, del Concistoro Pontificio, o su richiesta di un fedele.


    Casi particolari

    Articolo 10: Un Concistoro Pontificio può, in accordo con i Cardinali Grandi Inquisitori, promulgare delle regole specifiche alle Ufficialità Nazionali della sua zona geodogmatica unicamente per i di dissoluzioni di matrimoni e nei limiti fissati dal Diritto Canonico.




    Seczione B: Della Penitenzieria Apostolica


    Generalità

    Articolo 1: La Penitenzieria Apostolica è il tribunale ecclesiastico di prima istanza competente nel giudicare i chierici della Chiesa Aristotelica e Romana. Essa dipenda dalla Congregazione della Santa Inquisizione.

    Articolo 2: Gli appelli avverso le sentenze della Penitenzieria Apostolica vengono discussi dalla Rota Romana.


    Composizione

    Articolo 3: Il Tribunale della Penitenzieria Apostolica è composto:
    - da un giudice, detto « Penitenziere »;
    - dal Commissionarioche sostiene l’accusa.

    Articolo 4: La presidenza del Tribunale della Penitenzieria Apostolica è assicurata da un Penitenziere, nominato e revocato dai Cardinali Grandi Inquisitori. Se il Penitenziere è parte del processo o in caso di ostacolo linguistico, è ricusato e rimpiazzato da un altro Penitenziere o, in mancanza, da uno dei Cardinali Grandi Inquisitori.

    Articolo 5: I Penitenzieri deliberano nei casi che sono loro assegnati e e sono incaricati, insieme al Commissionario, della tenuta degli archivi e dell’inoltro delle copie alla Congregazione della Santa Inquisizione, così come al Concistoro Pontificio interessato. Sono nominati dai Cardinali Grandi Inquisitori su eventuale proposta del Gran Penitenziere. Formano il Collegio dei Giudici Penitenzieri, dei quali il primus inter pares[/] è detto Gran Penitenziere. Sono ricusati e rimpiazzati se sono parte del processo.
    [i]N.B.: I Cardinali Grandi Inquisitori nominano tanti Penitenzieri, in seno al Collegio dei Giudici Penitenzieri, quanti essi ne ritengono necessari al buon funzionamento della Penitenzieria Apostolica. Tuttavia, un numero minimo di due Penitenzieri è indispensabile alla buona tenuta del Tribunale della Penitenzieria Apostolica.


      Articolo 5.1: Per essere nominati Penitenzieri, è necessario almeno essere titolari di una licenza di giustizia ordinaria riconosciuta.


    Articolo 6: Il Commissionario è nominato a vita dal Gran Penitenziere e revocato per delle ragioni adeguate. Egli sostiene l’accusa sulla base delle prove e delle testimonianze che gli sono state fornite a carico del chierico incriminato.

      Articolo 6.1: Per essere nominati Commissionario, è necessario almeno essere titolari di una licenza di giustizia ordinaria riconosciuta.



    Competenze

    Articolo 7: La Penitenzieria Apostolica è competente per gli atti delittuosi o illeciti commessi nelle Diocesi dell’Aristotelismo dai chierici della Chiesa.


    Deferimento

    Articoli 8: Ogni denuncia o richiesta presso la Penitenzieria Apostolica deve essere depositata nell'ufficio del Commissionario della Penitenzieria Apostolica.

    Articolo 9: Il deferimento alla Penitenzieria Apostolica è assicurato dal Commissionario incaricato del fascicolo; egli può deferire al Tribunale su mandato di un responsabile della Santa Inquisizione, del Concistoro Pontificio o di un Cardinale o su richiesta di un fedele.



    Sezione C: Della Rota Romana

    Generalità

    Articolo 1: La Rota Romana è il tribunale ecclesiastico di seconda e ultima istanza per le Ufficialità e la Penitenzieria Apostolica. Essa è dunque competente nel giudizio dei fedeli e dei chierici della Chiesa Aristotelica e Romana. Essa dipende dalla Congregazione della Santa Inquisizione.


    Composizione

    Articolo 2: Il Tribunale della Rota Romana è composto:
    - da due giudici, detti « Uditori », tra i quali il Decano del Tribunale della Rota Romana;
    - dal Relatore che sostiene l’accusa

    Articolo 3: La presidenza della Rota Romana è assicurata dal Decano della Rota Romana, nominato e revocato dai Cardinali Grandi Inquisitori. Se il Decano è parte del processo o in caso di ostacolo linguistico, egli è ricusato e sostituito dal Primo Uditore o, in mancanza, da uno dei Cardinali Grandi Inquisitori.
    N.B.: Il Primo Uditore è il primus inter pares del Collegio degli Uditori nominato dai Cardinali Grandi Inquisitori. Ha le funzioni di Vice Decano della Rota Romana e sopperisce alle eventuali assenze del Decano.

    Articolo 4: Gli Uditori assistono il Presidente del Tribunale, deliberano con lui e sono incaricati, insieme al Relatore, della tenuta degli archivi e dell’inoltro delle copie alla Congregazione della Santa Inuisizione, così come al Concistoro Pontificio interessato. Gli Uditori sono nominati dai Grandi Inquisitori su eventuale proposta del Decano della Rota Romana. Essi formano il Collegio degli Uditori. Se uno degli Uditori è parte del processo, è ricusato e sostituito da un altro.
    N.B.: I Cardinali Grandi Inquisitori nominano tanti Uditori in seno al Collegio degli Uditori, quanti essi ne ritengono necessari al buon funzionamento della Rota Romana. Tuttavia, considerando che un Uditore assiste sistematicamente il Decano della Rota Romana nella tenuta di un tribunale, un numero minimo di due Uditori è indispensabile alla buona tenuta del Tribunale della Rota Romana.

    Articolo 5: Il Relatore è nominato a vita dal Decano della Rota Romana e da lui revocato.Egli è necessariamente un sacerdote. Sostiene l’accusa sulla base delle prove e delle testimonianze che gli sono state fornite a carico del fedele o del chierico incriminato.


    Competenze

    Articolo 6: La Rota Romana possiede una competenza universale. Essa prende cognizione in seconda istanza dei casi giudicati in prima istanza dalle Ufficialità e dalla Penitenzeria Apostolica.

    Articolo 6.1: La Rota Romana prende cognizione in prima e unica istanza per i casi che le vengono sottoposti in assenza di una Ufficialità Nazionale.

    Articolo 7: La Rota Romana ha il diritto di confermare, modificare o annullare le sentenze pronunciate per i casi giudicati in prima istanza dalle Ufficialità e dalla Penitenzeria Apostolica.


    Deferimento

    Articolo 8: Ogni richiesta di appello presso il Tribunale della Rota Romana deve essere depositato nell'ufficio principale della Rota Romana.

    Articolo 9: Il deferimento al Tribunale della Rota Romana è assicurato dal Decano del Tribunale o da un Uditore incaricato del caso.


    Disposizioni particolari

    Articolo 10: La conferma del giudizio e della sentenza pronunciati in prima istanza comporta un’ulteriore pena lasciata alla discrezione degli Uditori del Tribunale.



    Sezione D: Del Tribunale Pontificio

    Generalità

    Articolo 1: Il Tribunale Pontificio è il tribunale ecclesiastico di prima ed unica istanza per i casi che coinvolgono, in qualità d’imputato, uno o più cardinali. Esso dipende dalla Congregazione della Santa Inquisizione.


    Composizione

    Articolo 2: Il Tribunale Pontificio è normalmente presieduto dal Sommo Pontefice, assistito da quattro Cardinali scelti fra loro pari.

      Articolo 2.1: Se il presidente designato non è disponibile oppure è parte del processo, è ricusato e rimpiazzato, in successione, dal Decano del Sacro Collegio, dal Sottodecano del Sacro Collegio, dal Grand'Inquisitore Maggiore o dal Grand'Inquisitore.


    Articolo 3: L'istruzione del processo è assicurata da uno dei membri del Tribunale Pontificio, designato a tal fine dal Presidente. Questo Cardinale Istruttore riunisce le prove, interroga le parti e i testimoni, raccoglie le confessioni.

    Articolo 4: L'accusa è sostenuta in modo collegiale dal Tribunale Pontificio. Esso ascolta, a porte chiuse, l’arringa della difesa..

    Articolo 5: L’intero fascicolo istruttorio deve essere comunicato alla difesa allorquando essa ne faccia richiesta.

    Articolo 6: Le sentenze sono rese, previa deliberazione, dal Sommo Pontefice, o dal presidente designato. Le deliberazioni sono sottoposte al principio della maggioranza.

    Articolo 7: Le sentenze del Tribunale Pontificio non sono suscettibili d’appello. Solo il Papa può sospendere, annullare o modificare le sentenze, del tutto o in parte.


    Deferimento

    Articolo 8: Il deferimento al Tribunale Pontificio è assicurato dal Sommo Pontefice o dalla richiesta congiunta di almeno tre Cardinali, provenienti da due zone geodogmatiche distinte.



    Testo canonico sulla Giustizia della Chiesa,
    Dato a Roma, sulla tomba venerata di San Tito, il quindicesimo giorno del mese di maggio, il mercoledì, dell'anno di grazia MCDLXVII, il primo del Nostro Pontificato.





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    Libro 4 : La Giustizia della Chiesa



    Parte III: Della Giustizia Straordinaria


      La Giustizia Straordinaria è una delle due componenti della Giustizia della Chiesa. Essa si occupa dei casi, delitti ed infrazioni dogmatiche e dottrinali. La Giustizia Straordinaria è resa da due Corti differenti secondo la natura e l’imputazione della persona incriminata. Così, la Giustizia Straordinaria è resa in primo grado, per i fedeli e per i chierici, dal Tribunale d’Inquisizione. La Giustizia Straordinaria è resa in secondo grado per i fedeli e i chierici dal Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica (Can 4-I-9). La Giustizia Straordinaria è resa in primo ed unico grado per i cardinali dal Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica (Can 4-I-11).


    Sezione A : Del Tribunale d'Inquisizione


    Generalità

    Articolo 1 : Il Tribunale d’Inquisizione è il tribunale religioso di prima istanza per i crimini di fede e d’eresia commessi dai fedeli e dai chierici della Chiesa Aristotelica e Romana.

    Composizione

    Articolo 2 : Il Tribunale d'Inquisizione è composto :
    - Da un Cardinale Inquisitore o da un prefetto inquisitoriale ;
    - Da un Missus Inquisitionis, denominato « Inquisitore », che cumula la presidenza e la procura del processo.

    Articolo 3 : I Cardinali Cancelliere e Vice – cancelliere della Congregazione della Santa Inquisizione nominano e revocano i Cardinali inquisitori, i prefetti e i Missus Inquisitionis.

    Articolo 4 : L’Inquisitore può scegliere di avvalersi dei servizi di un Notaio che seleziona tra i chierici romani.

    Compétences

    Articolo 5 : Il Tribunale d’Inquisizione detiene una competenza universale. Si occupa in prima istanza dei crimini di fede e d’eresia.

    Deferimento al Tribunale

    Articolo 6 : Tutte le persone sono libere di depositare una denuncia davanti l'Inquisizione.

    Articolo 7 : I cardinali inquisitori o i prefetti inquisitori ordinano agli inquisitori di esporre pubblicamente le motivazioni che li condussero a ricorrere alla giurisdizione d’eccezione.

    Articolo 8 : L’inquisitore conduce l’istruzione in segreto. Riunisce le prove, interroga le parti e i testimoni, raccoglie le confessioni. Valuta l’opportunità di procedere e redige l’atto d’accusa.

    Articolo 9 : L’inquisitore, che presiede da solo il processo e sostiene l’accusa, ascolta, in seduta pubblica, l’arringa della difesa.

    Articolo 10 : L’intero fascicolo d’istruzione deve essere comunicato alla difesa qualora essa ne faccia richiesta.

    Sentenza e disposizioni particolari

    Article 11 : L’Inquisitore e il Cardinale – Inquisitore o il Prefetto che lo ha incaricato pronunciano la sentenza e decidono della natura e del quantum della pena.


    Sezione B :Del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica


    Generalità

    Articolo 1 : Il Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica è il tribunale religioso di prima e unica istanza per i crimini di fede e d’eresia commessi dai cardinali; di seconda istanza per il Tribunale d’Inquisizione. E’ dunque competente a giudicare i crimini di fede e d’eresia commessi dai fedeli e dai chierici della Chiesa Aristotelica e Romana.

    Articolo 2 : Il Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica dipende direttamente dall’autorità del Sacro Collegio ed è amministrato per gli affari correnti dalla Congregazione della Santa Inquisizione.

    Composizione

    Articolo 3 : Il Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica è composto:
    - Da cinque giudici tra i quali: il prefetto del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica, il Cancelliere o Vice-cancelliere della Congregazione del Sant’Uffizio, il Cancelliere o Vice-cancelliere della Congregazione della Santa Inquisizione, o un cardinale romano incaricato dal Sacro Collegio in sostituzione di questi Cancellieri o Vice-Cancellieri, e da due Referendari titolari, uno designato dal Prefetto del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica, l’altro dal Cancelliere o Vice-cancelliere della Congregazione del Sant’Uffizio, all’interno del collegio dei Referendari.
    - Da quattro Referendari soprannumerari scelti all’interno del collegio dei Referendari.

    n.b. : Il numero dei Referendari soprannumerari può essere ridotto in caso di mancanza d’effettivi. I crimini d’eresia sono particolarmente gravi e al fine di assicurare la perfetta imparzialità del processo, nessun Referendario potrà essere nominato Referendario titolare o soprannumerario se questa nomina è concomitante al deferimento al Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica o al deferimento al Tribunale d’Inquisizione per i casi ri-giudicati in seconda istanza.

    Articolo 4 : La presidenza del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica è assicurata dal Prefetto del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica, nominato a vita e revocato dal Sacro Collegio dei Cardinali. Il Prefetto è necessariamente un sacerdote. Se il Prefetto è parte del processo, egli viene ricusato e rimpiazzato dal Cancelliere o Vice-cancelliere della Congregazione del Sant’Uffizio.

    Articolo 5 : I Giudici assistono il presidente del Tribunale, deliberano con lui e sono incaricati, insieme al Notaio, della tenuta degli archivi e dell’inoltro delle copie alla Congregazione della Santa Inquisizione e del Sant’Uffizio. Se uno dei due Giudici cardinali è parte del processo, egli viene ricusato e rimpiazzato dal Vice-cancelliere o dal Cancelliere della Congregazione di cui egli detiene la carica. Se un Referendario titolare è parte del processo, egli viene ricusato e rimpiazzato da un altro.

      Articolo 5.1 : Il Notaio è nominato a vita dal Prefetto del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica ed è da lui revocato. Egli è necessariamente un sacerdote. Non ha diritto di parola durante il processo.


    Articolo 6 :I Referendari soprannumerari sono gli osservatori silenziosi del processo. Assistono a questo ma non hanno il diritto di prendervi parte in alcun modo, tranne al momento delle prime deliberazioni in cui vengono invitati dal Prefetto del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica a esprimere il loro parere sull’eresia sottoposta a giudizio.

    Articolo 7 : Il Collegio dei Referendari è composto da dieci membri nominati dal Sacro Collegio dei Cardinali su proposta del Prefetto del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica, del Cancelliere o Vice-cancelliere della Congregazione del Sant’Uffizio e dal Cancelliere o Vice-cancelliere della Santa Inquisizione sulla base delle loro competenze in materia di dogma e di dottrina. La metà dei membri del Collegio dei Referendari deve essere necessariamente composta da sacerdoti.


    Competenze

    Articolo 8 : Il Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica detiene una competenza universale. Si occupa in seconda istanza dei casi giudicati in prima istanza dai Tribunali d’Inquisizione e in prima istanza dei casi che coinvolgono un cardinale.

    Articolo 9 : In caso di appello contro la prima sentenza del Tribunale d’Inquisizione, il Grande Collegio del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica si riunisce per giudicare della ricevibilità dell’appello e giudica, sulla base del verbale del processo in prima istanza, della legittimità di ri-giudicare il caso.

    n.b. : Il Prefetto del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica, il Cancelliere o Vice-cancelliere della Congregazione del Sant’Uffizio ed il Cancelliere o Vice-cancelliere della Congregazione dell’Inquisizione detengono il diritto personale ed esclusivo di imporre la ricevibilità dell’appello e la sentenza in seconda istanza dal Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica.

    Articolo 10 : Il Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica detiene il diritto di confermare, modificare o annullare le sentenze pronunciate per i casi giudicati in prima istanza dai Tribunali d’Inquisizione. In caso di modifica o di annullamento della sentenza, il caso viene automaticamente ri-giudicato davanti al Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica.

    Deferimento

    Articolo 11 : Qualsiasi ricorso in appello presso il Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica deve essere depositato presso il Segretariato notarile del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica.

    Articolo 12 : Il deferimento al Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica è assicurato dal Grande Collegio del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica per i ricorsi in appello dopo la sentenza pronunciata in primo grado; dal Camerlengo o dall’Arcidiacono per i casi in cui è coinvolto un cardinale.

    Disposizioni particolari

    Articolo 13 : La conferma della sentenza pronunciata in primo grado produce una sanzione supplementare lasciata alla discrezionalità dei Giudici del Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica.




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MessagePosté le: Mer Juil 03, 2019 11:37 pm    Sujet du message: Répondre en citant

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    Libro 4: La Giustizia della Chiesa




    Parte IV: Della Procedura


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MessagePosté le: Mer Juil 03, 2019 11:39 pm    Sujet du message: Répondre en citant

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    In medio stat Virtus
    Costituzione Apostolica «La Virtù sta nel mezzo».




    Libro 4: La Giustizia della Chiesa




    Parte V: Delle Pene e delle penitenze


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